Meglio Bugie che Responsabilità?

La realtà è complicata. La maggior parte degli esseri umani vuole le cose facili, nessuna responsabilità. Ma questo è barare con noi stessi, ed il modo migliore per intrappolarci in un vicolo cieco. «La libertà significa responsabilità. Ecco perché  molti la temono». George Bernard Shaw

La maggior parte delle culture e dei popoli nel mondo tutela l’infanzia garantendo ai più giovani l’età dell’innocenza, un periodo felice e lontano dalle “complicazioni della vita”.

Poche culture e per lo più singole coppie di genitori obbligano i propri piccoli ad affrontare la durezza della vita da subito, talvolta anche esagerando, se non degenerando.

Come in tutte le cose, c’è un equilibrio.

Di certo, i bambini che nascono in una zona di guerra o estremamente povera, o che non hanno i genitori o degli adulti che li proteggano, avranno difficoltà a vivere un’infanzia felice. Dovranno imparare ben presto come sopravvivere o moriranno.

La sensazione che si percepisce da tutto ciò è che, dopo un traumatico passaggio dall’infanzia all’età adulta, noi umani siamo talmente frastornati da una realtà che non ci piace, e che, invece di reagire e cambiarla, ci arrendiamo e la soffriamo, apparentemente impotenti.

Eppure, sappiamo che quando eravamo ancora ragazzi, ancora abbastanza innocenti per credere nella possibilità di mantenere viva la bella infanzia da cui stavamo arrivando ed allo stesso tempo sufficientemente a conoscenza della realtà assurda creata dagli adulti, abbiamo deciso di cambiare tutto. Ma gli adulti ci hanno impedito di fare qualsiasi cosa. Così la maggior parte di noi è diventata come loro, perdenti.

Tutto questo, quando a nostra volta diventiamo genitori (se non arriviamo a rinunciare ad esserlo, proprio per non prendersi il peso di fare ciò che i nostri genitori hanno fatto a noi) siamo spesso indotti a due comportamenti estremi:

1 – o, come genitori o tutori, teniamo i bambini lontani dalla quella brutta realtà il più a lungo possibile, ma così condannandoli ad essere anch’essi traumatizzati quando comunque lo scopriranno,

2 – oppure li mettiamo di fronte alla crudezza della vita fin da subito, distruggendone l’infanzia.

Ripeto, come in tutte le cose, c’è un equilibrio.

E se non perdessimo la fede in noi stessi, piuttosto cambieremmo la realtà, che non solo noi subiamo, ma contribuiamo a farla rimanere così com’è.

Il processo della crescita consente ad un bambino d’imparare progressivamente tutto ciò che serve a vivere ed a sopravvivere, ad eventuali pericoli.

Però esistono due tipi di pericoli. Quelli naturali, e quelli creati assurdamente da noi umani, dalle nostre paure.

Il mondo così brutto e spaventante da cui vorremmo proteggere i nostri figli è tale solo se ai pericoli naturali aggiungiamo quelli generati dalle paure umane. Il non fare nulla per cambiare questo “stato di cose”, in realtà non è affatto destinato a rimanere uno “stato”, statico, può solo peggiorare la situazione.

Infatti, quanti tra voi hanno la sensazione che le cose stiano sempre più peggiorando?

La Storia ci insegna che, quando che le cose peggiorano al punto d’arrivare vicini all’autodistruzione, proprio sull’orlo del baratro, finalmente qualcuno si ferma ed invita tutti gli altri a fare lo stesso ed a ragionare.

Per un attimo, ritorniamo capaci di vedere che la maggiorparte di quella brutta realtà era “artificiale”, creata da noi stessi. Altrimenti, com’è possibile che il conflitto che ci stava portando alla distruzione così improvvisamente svanisca? Come un brutto sogno da cui ci si risveglia.

C’è bisogno che si arrivi al limite di una catastrofe per renderci conto di quello che le nostre paure stanno combinando e che è solo colpa nostra?

Sembra quasi inevitabile il ripetersi di questo perverso CICLO STORICO in cui si alternano un periodo d’oro, di pace, prosperità e crescita, ed un periodo in cui, in modo crescente, le paure cominciano ad opprimerci, a farci stare male, a farci comportare male, ci rendono aggressivi, prendendo possesso di un crescente numero di persone, come un “virus”, fino a raggiungere una “massa critica”, quel numero di persone fuori di testa che bastano a scatenare un nuovo conflitto. Ed allora anche coloro che non vorrebbero tutto ciò finiscono per subirlo. Fino ad arrivare ancora sull’orlo dell’abisso, sempre più a rischio di un vero e proprio Armageddon, la distruzione più stupida e totale.

Proviamo a porci una domanda. Cosa può impedire che questo processo degenerativo cominci?

C’è chi preferisce la soluzione radicale negativa, perché dà per scontato che la natura umana non potrà mai non essere distruttiva.

Perciò, per costoro è meglio tenere tutti e tutto sotto controllo, “per il loro stesso bene”…

Questo suona un po’ come quei genitori che apparentemente non hanno alcuna fiducia nei propri figli e, invece di farli abituare progressivamente a prendersi le proprie responsabilità, invece d’essere felici per la crescente autonomia di quei giovani, non danno ai figli alcuno spazio, non consentono loro di fare alcuna scelta o prendere alcuna decisione. Li controllano su tutto ed in ogni momento.

Ne’ hanno intenzione di farli crescere come esseri autonomi… perché altrimenti loro, come genitori, perderebbero il CONTROLLO sui loro figli e perciò perderebbero il proprio RUOLO indiscusso ed inattaccabile di ” tutori/guardiani/dominatori”.

E sì, perché in quel caso si tratta di un subdola e perversa forma d’egoismo, ispirata dalla paura di non servire più a nessuno, d’essere inutili, di rimanere soli. Perché sanno che nessuno con un po’ di sale in zucca rimarrebbe con persone così disturbate come loro… Perché sottovalutano la semplice ma potente forza dell’AMORE.

C’è invece un’altra soluzione, costruttiva.

I genitori responsabili sanno che è loro dovere mettere i propri figli in condizione di vivere bene ed in pace con tutti, pronti a difendere il proprio benessere e l’armonia costruiti pazientemente, ma non diventando paranoici e perciò cadendo nelle trappole distruttive ed aggressive generate dalle nostre paure.

Sapersi difendere, ma non diventare mai come chi aggredisce.

«È necessario formare i giovani alla responsabilità alla saggezza, al coraggio ed alla giustizia».

Vittorio Bachelet

Il problema è che nel frattempo quel ciclo storico negativo viene favorito dalla massa crescente di chi invece sta soccombendo alle proprie paure e, attaccando gli altri, induce ulteriori persone ad una reazione violenta, alla vendetta ed all’odio.

Perciò, il mondo in cui i propri figli stanno per avventurarsi è sempre più complicato e reso pericoloso dalla imbecillità umana appena descritta.

IL VERO GUAIO è che la maggioranza dei bravi genitori dedica le proprie energie solo a tutelare il proprio “piccolo mondo”, la propria famiglia, illudendosi di poterla così proteggere dai pericoli esterni. Ma anche pensando di non poter fare nulla per cambiare le cose nel resto del mondo perché sono cose troppo “grandi” per loro.

A dirla tutta, non si rendono conto che proprio questo atteggiamento lassista continuerà a mantenere il dominio di questo processo ciclico distruttivo, che alla fine mette a rischio tutti, anche loro ed i loro figli.

Sto cercando di dire che se non si dedica un po’ di tempo ed energie anche al resto della comunità, aiutando coloro che hanno paura o stanno reagendo aggressivamente alle proprie paure a non rimanerne prigionieri, facendo vedere loro che, se tutti sanno prendersi le proprie responsabilità e nessuno si sente in diritto di giudicare e punire gli altri per un errore, ma bensì tutti sono pronti ad aiutare chi sbaglia a capire e migliorare… Beh, la realtà non sarebbe poi così spaventante.

La massa di coloro che vogliono costruire è prevalente, è la stragrande maggioranza del genere umano.

Ma è una maggioranza disgregata e perciò debole. E lo è solo perché, un po’ egoisticamente, coloro che appartengono a quella maggioranza continuano a dedicarsi solo al bene del proprio focolare.

«Il rango non conferisce privilegi o potenza. Esso conferisce responsabilità».

Louis Amstrong

Ma che te ne fai di un focolare perfetto se poi, una volta uscito di casa, sei in pericolo in un mondo che sta degenerando proprio perché è in mano solo ad individui pieni di paure e rancore perché sono stati oppressi da una vita così complicata da odiarla, fino ad odiare tutti, specialmente coloro che sono felici a casa propria? E cosa accade se poi, questi invidiosi, vengono a casa tua a distruggere il tuo mondo dorato?

Perciò, è veramente la scelta migliore quella di fregarsene degli altri e pensare solo a se stessi ed al proprio benessere?

O forse è più saggio dedicare un po’ di tempo ed energie al benessere della comunità umana?

Non sarebbe meglio se un crescente numero di “costruttori di pace” uscisse dalle proprie case e testimoniasse che sono la MAGGIORANZA, abbastanza potente per fermare chi è pronto a distruggere il mondo che lo terrorizza e che vuol punire?

«Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta».

Benedetto Croce

Non sarebbe più costruttivo se questa maggioranza fosse tanto forte e paziente da aiutare coloro che si sentono in guerra con tutto e con tutti, affinché possano riuscire a vedere che un mondo migliore è possibile anche per loro?

Gli antichi greci definirono questa attività di gestione del bene comune unendo due parole,

  • una parola è riferita ai suoi protagonisti, la cittadinanza, la “polis”,
  • l’altra parola alla corrente filosofica che è sinonino di saggezza nel rispetto di tutto e tutti, l’etica.

Polis ed etica.

Questa è la vera POLITICA.

Se la lasciamo fare solo a chi è pieno di paura ed odio, nessuno potrà evitarci l’abisso.

di Guido De Simone, Roma

Posted by Guido De Simone

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