Guido De Simone
Co-fondatore, Segretario Generale (Amministratore) e Caporedattore

Nato a Roma nel tardo gennaio del 1955, sin da giovanissimo è stato molto attivo, sia come imprenditore (nel 1970, a 15 anni, fonda con un amico la prima scuola per DJ in Italia) sia in campo socio-politico. Su quest’ultimo fronte, saggiamente redarguito dal padre che nel 1970, preoccupato della sua attiva partecipazione a manifestazioni studentesche e come co-responsabile alla prima occupazione autogestita (in collaborazione con insegnanti e genitori) di in istituto superiore, gli ha dato modo di vedere com’era organizzata e gestita in concreto la politica nei partiti in Italia, egli non ha mai aderito ad un partito politico. Ottiene però la loro attenzione a 19 anni (1974) con una lettera di poche righe che spiega loro le cause del traffico a Roma. In buoni rapporti con tutte le parti politiche, tra cui si fa molti amici tra i ribelli che si battevano per la democrazia interna e nel paese, ne diviene un attento osservatore delle attività, ufficiali e “non ufficiali”, e la spalla ideale su cui i suoi amici sul fronte sfogano le proprie frustrazioni negli inutili tentativi di cambiare e migliorare il “sistema”.
Seppure molto creativo ed appassionato di Arte, Musica, Architettura e Urbanistica, si dedica agli studi universitari in Economia e Marketing (1974/79) e Comunicazione (1984/86), e più recentemente diventa uno studioso ed esperto in Psicosociologia dopo aver frequentato (1990/91) il Master biennale della prestigiosa SPO (Scuola di Psicosociologia dell’Organizzazone e del Lavoro) di Milano, con i professori Sangiorgi e Spaltro.
Dal 1974 ha iniziato ad esplorare per suo conto molte nazioni e città in tutti i continenti, cercando di capire la cultura e lo stile di vita della popolazione locale e il loro atteggiamento verso i problemi e la vita. Ma dal 1991, con strumenti interpretativi più adeguati sul piano scientifico, trasforma le proprie “esplorazioni” in vera e propria ricerca sociale in ogni nazione che ha visitato e dove spesso ha soggiornato per lunghi periodi.
Parla fluentemente l’inglese, ma se la cava bene anche con il francese ed un po’ di spagnolo. Quando può, studia il Russo e il Cinese.
Tra il 1975 ed il 1976, forte della sua esperienza come DJ (noto con lo pseudonimo artistico “Scarpantibus”) è uno dei protagonisti della nascita delle prime Radio Private italiane, come tecnico di regia e conduttore di programmi musicali, e poi (1977) delle prime TV private (TR56), dove si dedica per la prima volta al giornalismo e dirige la trasmissione quotidiana notturna di Marco Pannella, noto e stimato innovatore della politica italiana, con cui nasce un intenso rapporto di stima reciproca e ha la fortuna di lunghi scambi si idee.
DIRIGENTE E IMPRENDITORE
Come uomo d’azienda, manager e imprenditore, dal 1977 al 1980 si forma e fa subito esperienza diretta in ambito internazionale (UK, Africa, USA, Canada), dove lavora in grandi aziende multinazionali e studia, frequentando corsi di lingua, marketing strategico, organizzazione aziendale, ecc.. Tornato nel 1980 a Roma, facendo tesoro del know-how appreso, collabora con il padre per il trasferimento della primaria attività di famiglia (industria del legno) all’estero. Avendo anche studiato a fondo, su suggerimento del padre, il settore del Fai-Da-Te (in inglese “D-I-Y” Do-It-Yourself, in francese ”Bricolage), fonda ed avvia con il padre la DE SIMONE LEGNOPRONTO S.r.l., prima azienda in Italia di bricolage, settore a quel tempo ancora sconosciuto.
DIALOGO POLITICO
Subito dopo il delitto Moro (1978), con un gruppo di amici delle gioventù di molti partiti politici, guidati da Camillo Ricci (allora presidente dei Giovani Liberali Italiani) e come unico rappresentante indipendente e in rappresentanza dei “cittadini non allineati”, contribuisce alla nascita ed alla gestione del Circolo Culturale IL VOLTAIRE, presso cui si svolgono incontri pubblici tra i protagonisti della politica, che in tale ambito spesso pervengono ad accordi che non raggiungevano nei contesti istituzionali. Ne nasce un “format” che viene soprannominato “Parlamento 2” e verrà poi sfruttato da molte trasmissioni TV per i talk show politici dopo che nel 1988, per problemi economici, l’attività chiude per mancanza di sede.
CONSULENZA
Dal 1984 si stacca dall’azienda di famiglia e come consulente mette a disposizione delle PMI (Piccole e Medie Imprese) italiane il know-how acquisito all’estero. Peraltro, diventa uno dei pochi esperti in Italia nel campo della Sponsorizzazione.
Fa tesoro del prezioso know-how di suo zio, il Comm. Renato Guerrieri, uno dei massimi esperti di turismo nel mondo, (il più famoso esponente dell’ENIT fino al 1970, quando diventa Direttore Generale della Trust House Forte, e poi, una volta in pensione, il consulente in turismo più ascoltato da molti governi del mondo. Lo affianca ed acquisisce molte delle tecniche per la progettazione, l’implementazione, la gestione, la promozione e il successo per le varie tipologie di attività del settore.
Dall’estate del 1984, su incarico della Official Airline Guides (Gruppo Dun & Bradstreet) si dedica alla realizzazione del più grande congresso mai realizzato a Roma ed in Italia (e probabilmente nel mondo), l’ASTA World Congress, la più importante occasione d’incontro mondiale degli agenti di viaggio e di tutti gli operatori del turismo (23.000 tra congressisti ed accompagnatori), in stretta collaborazione con l’ENIT e le istituzioni locali e nazionali. Tra l’altro, organizza un “sistema informativo” (al tempo Internet era ai primordi e il World Wide Web non esisteva ancora) in lingua inglese, operativo per l’intera settimana del congresso, allestando la redazione dell’Official Airline Guides e la Sala Stampa, ma anche un canale TV dedicato e sintonizzato in tutte le camere d’albergo che ospitavano i congressisti, nonché la stampa e la distribuzione di un quotidiano, consegnato ogni mattina alle 5 davanti alla porta delle suddette camere alberghiere in tutta la città e dintorni.
Tra il 1984 ed il 1993, la sua azienda di consulenza (prima come ditta individuale “Key Communication”, e poi, avendo creato un network di esperti in diversi settori complementari, trasformata nel 1990 in KC Italia S.r.l.) aiuta quasi 150 clienti, per lo più PMI, ma anche grandi imprese o banche o organismi no-profit, governativi o no, a risolvere i propri problemi di comunicazione, organizzazione e marketing e specialmente ad interagire con l’estero o imparare a lavorarci.
Dal 1991 al 1992, mentre stava ancora completando il Master biennale in psicosociologia, l’SPO gli propone di collaborare come partner e gestore d’aula alla realizzazione del progetto ideato con l’ISFOL per l’attuazione del programma di reinserimento dei Lavoratori in Mobilità. Nel 1993, viene cooptato dal Consorzio Alto Lazio, Regione Lazio, per realizzare a Roma il primo Master per Operatori Congressuali, dove porta in aula i protagonisti di tutti i settori di fornitura, alternandoli nelle sue lezioni.
Nel 1994/96 si occupa anche di Bullismo, progettando e realizzando a Reggio Calabria il primo “Programma Anti-Bullismo” in Italia, che fornisce istruzioni agli insegnanti e al personale di un intero distretto scolastico, nonché cercando di coinvolgere le istituzioni. Queste ultime si resero conto solo al metà del secondo anno che lo scopo, non evidenziato ma inevitabile, era di creare nelle famiglie e nella società civile locale i presupposti per una sostanziale opposizione e ribellione allo strapotere potere fin lì inalienabile della ’Ndrangheta (la “Mafia” calabrese). Pertanto, i fondi pubblici a tale progetto furono poi tagliati. Ma il seme era gettato: pochi anni dopo i giovani diedero vita al movimento “E adesso ammazzateci tutti!” che trascinò in piazza molti cittadini e sconvolse il modello mafioso calabrese.
RITORNO IN AZIENDA
Nel 1994, come promise al padre, il Comm. Domenico De Simone, prima che morisse (1990), torna nell’azienda di famiglia, la LEGNOPRONTO, che aveva contribuito a fondare ed avviare, ed aiuta i fratelli a trasformare l’unico punto vendita a Roma in un piccolo gruppo, con l’apertura di nuovi punti vendita e l’organizzazione di un “gruppo d’acquisto” ed una amministrazione in comune, sotto forma di consorzio. Tale modello sarà motivo per un accordo con altri colleghi nel nord d’Italia. Nacque il Consorzio BRICO OK, il cui gruppo di acquisto, forte dei numeri che permettono tanti punti vendita, mette tutte le piccole aziende locali aderenti nelle condizioni ideali per resistere e prevenire l’aggressività della Grande Distribuzione gestita dalle multinazionali, nel settore per lo più francesi e tedesche, che, come previsto da Domenico De Simone nel 1988, nel frattempo stavano iniziando l’invasione del mercato italiano, cercando di conquistarlo con una concorrenza molto dura e prezzi molto bassi, grazie al loro forte potere d’acquisto.
La seguente strategia di sviluppo della rete con l’adesione di ulteriori piccoli imprenditori del settore ha assunto la forma di Franchising, per mettere il Gruppo d’Acquisto a disposizione di decine di altre società locali in tutta l’Italia che, grazie a tale scelta, hanno evitato di chiudere o svendere le proprie attività alle grandi multinazionali e sono riuscite a rimanere indipendenti: il Consorzio BRICO OK, essendo nato dal basso, non obbliga i franchisee/affiliati ad acquistare, ma glielo rende conveniente e piuttosto li continua a trattare come imprenditori, con rispetto per la loro identità, invitandoli anche a co-partecipare alle riunioni del gruppo di acquisto con i fornitori, attività centrale che perciò non subiscono. Questo è esattamente il progetto elaborato da Guido e suo padre tra gennaio ed aprile del 1990.
Nel 2001, essendo il gruppo nazionale ormai un successo e potendo contare sull’abilità di suo fratello Massimo nelle aziende del gruppo di famiglia, rassegna le dimissioni e, prima di riavviare l’attività di consulenza (principalmente mirata alla negoziazione internazionale ed interculturale), avvia una sua personale ricerca sull’evoluzione sociale ed economia nel mondo, che lo porta per un lungo periodo all’estero, particolarmente in Asia ma anche in Australia e America Latina, facendo base a Singapore e Londra, con pochi intervalli per impegni socio-politici in patria.
IL FRONTE POLITICO
Nel 1992, mentre la corruzione politica degenerata durante gli ultimi decenni della Prima Repubblica viene messa allo scoperto dalle inchieste della Magistratura (la più nota denominata “Tangentopoli”), viene chiamato nel movimento “Alleanza Democratica” a collaborare con i cittadini e gli intellettuali e chi in politica si era sempre battuto per un cambiamento vero, cercando, tutti insieme, di riscrivere le regole fondamentali per garantire l’Etica in Politica. A seguito del crollo del Muro di Berlino (9 novembre 1989) e certo che sarebbe stato utile preparare il terreno con strumenti più avanzati di partecipazione democratica, nonché memore di quanto ha visto all’opera durante i suoi soggiorni in UK, USA e Canada, già da gennaio 1990 prende contatto con le migliori fonti accademiche e istituzionali negli Stati Uniti e studia i vari modelli di ELEZIONI PRIMARIE e quale fosse più appropriato e coerente con la Costituzione italiana, di fatto elaborando un modello originale. Pertanto, nel 1993 propone ad Alleanza Democratica di inserire il concetto di PRIMARIE APERTE e ne scrive il MANIFESTO. Prova a proporle anche a tutti i leader dei cosiddetti “nuovi partiti” nati dal crollo di quelli della “Prima Repubblica”, ma ne riceve solo ipocriti complimenti, o dinieghi motivati da assurdi pretesti e perfino rifiuti di parlarne.
A fine 1994, prende atto che durante l’estate, come aveva temuto e preavvisato ai dirigenti e al fondatore, la stessa Alleanza Democratica era stata “colonizzata” da un soverchiante numero di “militanti” dei vecchi partiti e dei corrispondenti sindacati. Inoltre, i cosiddetti “nuovi” partiti nati per sostituire quelli appena chiusi o falliti, di “nuovo” avevano solo l’insegna e pertanto, non a caso, rifiutavano l’adozione delle PRIMARIE, specialmente quelle APERTE ed imposte per legge.
In base a ciò, elabora una “strategia d’aggiramento” (a causa della quale fu poi soprannominato “l’hacker delle primarie”) ed inizia un lungo e faticoso lavoro, con i pochi amici che lo supportano e con cui crea il COMITATO NAZIONALE PRIMARIE, diventato poi COMITATO PRIMARIE APERTE nel 2004 con atto notarile. L’obiettivo è di diffondere il concetto stesso di PRIMARIE, allora in Italia ancora sconosciute o frainteso, tra i comuni cittadini (ne incontrano di persona oltre 15.000 in 10 anni), nonché tra i cittadini che costituivano la base dei partiti politici ( i cosiddetti “militanti”), come strumento di rivalsa del loro ruolo e democratizzazione dei partiti stessi. Si formano nei partiti stessi delle enclave di promotori delle Primarie che, pur ottenendo, dopo anni di lotta, che i propri vertici di partito accettino di farne uso, è chiaro che tali vertici le sfruttano come strumento di lotta e controllo interni, per annichilire le opposizioni, nonché come propaganda all’esterno con gli elettori, per vantare una supposta “democraticità” del partito.
Nel 2004 torna temporaneamente in Italia, su richiesta di molte persone che avevano letto i suoi documenti sulle primarie lasciati a disposizione su Internet. Infatti, nell’Aprile del 2004, durante una tumultuosa assemblea a Bologna, egli, con l’aiuto fondamentale di un manipolo di seguaci, difende il testo originario del Manifesto delle Primarie dal tentativo di una corrente del partito di maggioranza (PD) della coalizione di centro-sinistra (Ulivo) di annettersi l’idea. A seguito di tale episodio, facendo tesoro delle opinioni raccolte in 10 anni da oltre 15.000 cittadini comuni, egli scrive in pochi articoli il testo del progetto di legge, nonché, insieme ai suoi concittadini del COMITATO PRIMARIE APERTE, ne registra l’Iniziativa Legislativa Popolare presso la Corte di Cassazione (corte suprema italiana).
Dopo aver sottoposto il suo testo ad un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della cosiddetta “società civile”, che per eccesso di prudenza ne emendarono un paio degli strumenti democratici da lui inseriti (temevano che con tale configurazione i partiti non le avrebbero mai accettate), il 6 dicembre 2006 presenta il progetto legislativo alla Stampa presso l’Hotel Nazionale a Piazza Montecitorio, di fronte alla Camera dei Deputati. Nonostante ci fossero quasi tutti i media e le numerose interviste, paradossalmente nessuno dette la notizia. Stessa sorte toccò ad ogni successivo tentativo di far sapere al paese cosa stava accadendo. Avendo compreso che i partiti avevano ordinato il silenzio stampa sull’iniziativa, non essendo attaccabile altrimenti, Guido De Simone tentò la pubblicazione di una pubblicità sui giornali quotidiani principali, cosa che servì almeno a formare comitati di cittadini in molte città del paese. Ma essendo comunque degli sconosciuti e data la materia assolutamente nuova, era raro ricevere ascolto e contributi dai cittadini di passaggio nelle strade. Inoltre, il costo dell’autencazione delle firme era diventato insopportabile. Nel 2008 Guido De Simone decise di sospendere tutto e pagò di tasca sua i costi del Comitato per non farne pesare i debiti sui cittadini sostenitori.
Pertanto, l’obiettivo è ancora oggi l’istituzione delle PRIMARIE APERTE per LEGGE (e non per “gentile concessione” dei vertici di partito e con regole adattate alle loro esigenze interne e non dei cittadini). In tal senso, Guido De Simone sta ancora oggi lavorando su vari fronti.
Ultimamente, peraltro, preso atto che il suo tentativo di riportare il “sistema dei partiti” ad una democraticità interna ed esterna ormai progressivamente abbandonata dagli anni ’70 non aveva avuto successo, si rende conto che gli avvertimenti scritti 120 anni prima dal filosofo e politologo russo Moisei Ostrogorsky sulla sorte dei partiti in ambito elettorale erano fondati e comincia ad elaborare un’ipotesi di una forma di DEMOCRAZIA DIRETTA anche nell’ambito del processo elettorale della Democrazia Rappresentativa, senza la necessità di partiti strutturati. Non per farli sparire del tutto, quanto per ridimensionarli e farne i veri strumenti a disposizione dei cittadini descritti nell’art. 49 della Costituzione, dei “centri studi” orizzontali (e non verticistici “centri di potere ed interessi”) dei problemi della comunità, dove elaborare le soluzioni democraticamente, essendo aperti alla partecipazione potenzialmente di tutti i cittadini. Andava anche superata da difficoltà dei cittadini a capire la Politica e che senza di essi diventava, pericolosamente, un feudo di pochi, infine proprio a loro danno.
Da ciò nascono alcune iniziative:
- Già nel 2010 annuncia la necessità della nascita di una Scuola Popolare di Educazione Civica, poiché la gestione e la cura dei contenuti di tale materia, come dovrebbe essere per tutta l’Educazione, non dovrebbe mai essere un’esclusiva dell’Élite al potere, che potrebbe essere tentata dal farne uso per influire sulla popolazione affinché accetti regimi poco democratici.
- A seguito di tali considerazioni, nasce il progetto di un caro amico di Guido, Diego Pascale, di stampare una Costituzione per bambini. L’autore chiede a Guido De Simone di scriverne la prefazione e verificarne i contenuti e l’impostazione conunicativa. L’abilità di Diego Pascale viene particolarmente apprezzata anche in Svizzera, dove poco dopo si trasferisce e realizza una versione specifica per ogni Cantone della Federazione Elvetica.
- fonda POLIS ETICA, Scuola Popolare di Educazione Civica e Politica per Cittadini,
- supporta un gruppo di cittadini, “1000 italiani per l’Italia”, nato su iniziativa di Giannantonio Zanolli e Luciano Grandis, che hanno elaborato l’idea di una lista civica nazionale senza colore politico per consentire a chiunque di presentarsi come candidato alle elezioni senza dover sottostare alla benevolenza e alle imposizioni di un capo di partito.
- Non cade nella trappola del trauma sconvolgente causato dal tentativo di instaurare un regime di controllo globale (2020/2022) sfruttando la PAURA, pompata a dismisura dai media conniventi, di una pseudo-pandemia e di un fantomatico virus con il fine di addomesticare i cittadini e far loro accettare qualsiasi “cambiamento”, bensì ne fa un uso costruttivo per aiutare la popolazione ad imparare a diventare un POPOLO ed operare come tale, UNITO, così da esercitare veramente la propria SOVRANITÀ. Per accelerare il necessario processo di comunicazione capillare in tutta la nazione e non potendo contare sui media, sfrutta un suo vecchio progetto che voleva utilizzare nel 2007 per raccogliere le firme in tutta Italia per l’istituzione delle Primarie Aperte per Legge e lo usa per realizzare un contatto diretto con quanti più cittadini con il fine di ASCOLTARLI e coinvolgerli nel processo di ricostruzione del PROPRIO Paese, partendo da un CENSIMENTO dei bisogni e della volontà popolare.
Nasce LA SPEDIZIONE DEI 1001, 1000 in marcia, 1 POPOLO con loro.
IL RITORNO AL GIORNALISMO
Nel 2015, supporta Elena Buldakova, nota giornalista dell’ex URSS, diventata sua moglie nel 2014, nella creazione del suo progetto di giornale internazionale di analisi strategica, PLANET360.info, divenendone il Segretario Generale e l’amministratore, e dove anch’egli scrive come commentatore ed analista di politica ed economia e di problemi sociali. Dal 2016 ne è anche il Caporedattore.
UNIVERSITÀ
Dal 1994 ogni tanto collabora come Lecturer presso alcune università straniere (Repubblica Domenicana, Singapore, Russia, Kirghizistan) per seminari sui temi di sua pertinenza: Democrazia e Costituzione; Educazione Civica; Tecniche della Psicosociologia e loro applicazione etica; Gestione del lavoro di gruppo; Marketing internazionale; Turismo tradizionale e innovativo; Comunicazione interpersonale e di massa; Negoziazione interculturale; Communiting, il Marketing al servizio della Politica di scopo.
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