Il 22 giugno, in occasione dell’85° anniversario dell’inizio della Grande Guerra Patriottica, si è svolta presso la Casa Russa a Roma la conferenza internazionale “Storie sconosciute dei combattenti contro il nazismo: i partigiani in Italia”. L’evento ha riunito storici, ricercatori, rappresentanti della missione diplomatica russa, connazionali residenti in Italia e numerosi ospiti italiani.


La conferenza si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dei milioni di vittime della Grande Guerra Patriottica. Ai partecipanti è stato rivolto un messaggio di saluto dell’Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana, Alexey Paramonov. Nel suo intervento scritto, l’Ambasciatore ha ricordato: “22 giugno 1941, l’Ambasciata dell’URSS nel Regno d’Italia riceveva la nota del governo di Mussolini in cui si annunciava l’ingresso dell’Italia in guerra al fianco della Germania hitleriana. La Storia ha già espresso il proprio giudizio su quella decisione, in contrasto con le aspirazioni profonde del popolo italiano”. L’Ambasciatore ha sottolineato le gravi perdite subite dalle truppe italiane durante le operazioni militari e ha evidenziato il ruolo svolto dalla Resistenza, nelle cui file, dopo il 1943, combattevano migliaia di italiani e circa cinquemila cittadini sovietici fuggiti dai campi di prigionia o sottrattisi alla deportazione.
Aprendo la conferenza, il Direttore della Casa Russa a Roma, Daria Pushkova, ha dichiarato: “A 85 anni dai tragici eventi del 22 giugno 1941, rivolgiamo la nostra attenzione a pagine della storia poco conosciute: l’esperienza dei partigiani sovietici in Italia, le vicende dei protagonisti della Resistenza e le testimonianze dei soldati italiani impegnati sul Fronte orientale. È un’occasione per raccontare storie che appartengono al patrimonio storico comune di Russia e Italia. Tra i compiti principali della Casa Russa a Roma la tutela della memoria storica e la trasmissione alle nuove generazioni dei valori del coraggio, del sacrificio e della pace».

Il tema centrale della conferenza sono state le pagine meno note della storia condivisa tra Russia e Italia durante la Seconda guerra mondiale. Lo storico, scrittore e ricercatore Giambattista Cadoppi ha presentato i risultati delle sue ricerche dedicate alla partecipazione dei cittadini sovietici alla Resistenza italiana. Particolare attenzione è stata riservata alla figura del partigiano sovietico Anatolij Tarasov, autore delle memorie “Nelle montagne d’Italia. Ricordi di un garibaldino russo”, ripubblicate quest’anno. Nel suo intervento, Cadoppi ha sottolineato come la memoria della lotta contro nazismo e fascismo rappresenti un patrimonio storico condiviso dai popoli europei. Il ricercatore ha inoltre proposto il riconoscimento della lotta contro il nazifascismo come patrimonio UNESCO e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di preservare i monumenti dedicati ai soldati sovietici e ai protagonisti della Resistenza.

Lo scrittore e ricercatore Giovanni De Blasis ha invece affrontato il tema, ancora poco studiato, delle lettere degli italiani dal Fronte orientale. Medico di professione e studioso della Seconda guerra mondiale, De Blasis ha illustrato, attraverso documenti d’archivio e corrispondenze private di militari della provincia dell’Aquila, la percezione del conflitto da parte dei suoi protagonisti e le vicende umane di quanti si trovarono a combattere sul Fronte orientale. Il suo volume “Il pane sarà contato a briciole. La censura di guerra nella provincia dell’Aquila 1940-1943” si apre con un passaggio tratto da una lettera censurata inviata alla famiglia Di Stefano di Ocre: “Ventesimo secolo: ritorno alla barbarie, all’odio tra i popoli, distruzione di ricchezze, fame, sterminio di popoli e di razze. Bel risultato! Speriamo che i popoli comprendano!”.
Nel corso della serata è stata inoltre inaugurata la mostra storico-documentaria “22.06.1941. Tragedia. Coraggio. Impresa”, realizzata dal Museo della Vittoria in collaborazione con il Complesso memoriale “Fortezza-Eroe di Brest” della Repubblica di Bielorussia e con il contributo di collezionisti privati. L’esposizione presenta documenti d’archivio, fotografie, lettere dal fronte, manifesti, opere pittoriche e grafiche, nonché testimonianze dei protagonisti dei primi mesi di guerra.
La conferenza si è conclusa con la proiezione del documentario di RT “Le milizie popolari. La melodia della memoria”, dedicato alla storia dei musicisti dell’Orchestra statale di fiati dell’URSS che nell’estate del 1941 si arruolarono volontariamente nelle milizie popolari e persero la vita nei combattimenti nei pressi di Vyazma.
Testo e foto: Ufficio Stampa della Casa Russa a Roma




