A Casa Russa a Roma è stata inaugurata la mostra “Il Balletto Bol’šoj di Jurij Grigorovič” dedicata al grande coreografo russo. L’esposizione, realizzata dal Museo Centrale Statale del Teatro A.A. Bakhrushin in occasione del 250° anniversario del Teatro Bol’šoj, presenta oltre 70 fotografie, tra cui gli scatti del celebre fotografo teatrale Mikhail Logvinov, che documentava prove, spettacoli e momenti del processo creativo del maestro.

Il direttore della Casa Russa a Roma Daria Pushkova ha ricordato che nella seconda metà del Novecento i nomi del “Teatro Bol’šoj” e di “Jurij Grigorovič” siano diventati di fatto inseparabili. Per oltre trent’anni, Grigorovich non solo ha guidato la compagnia di balletto del principale teatro russo, ma ne ha anche definito l’identità artistica, dando vita a un’intera epoca nella storia del balletto mondiale.

L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov ha inviato un messaggio di saluto, sottolineando l’importanza dell’eredità culturale di Grigorovič per lo sviluppo della cooperazione umanitaria internazionale e del dialogo culturale tra la Russia e l’Italia.
A illustrare il valore del progetto e il ruolo del Museo Bakhrushin è stato il direttore generale dell’istituzione, Kristina Trubinova. Ha detto che la mostra offre al pubblico l’opportunità di scoprire tutte le sfaccettature del talento di Grigorovič:
“L’esposizione è articolata in diverse sezioni che raccontano i suoi esordi artistici, il suo straordinario talento pedagogico e le collaborazioni con i grandi protagonisti della danza del suo tempo. Una sezione speciale è dedicata al sodalizio umano e creativo con Natalia Bessmertnova. Siamo particolarmente felici di inaugurare questa mostra proprio in Italia, patria del balletto. Fu qui, durante il Rinascimento, che nacque quest’arte, destinata in seguito a svilupparsi in modo straordinario in Russia e a diventare uno dei simboli della cultura russa”.
Un’atmosfera particolarmente accogliente ha caratterizzato la serata grazie alle testimonianze di coloro che hanno lavorato accanto a Grigorovič. La ballerina Paola Belli chiama il coreografo “l’uomo del destino”, ha condiviso i ricordi della lunga amicizia che la legava al maestro.
“Jurij Nikolaevič ha avuto un’influenza decisiva sul mio percorso. Dopo la mia esperienza al Teatro dell’Opera di Roma, mi invitò a entrare nel Teatro Bol’šoj. Per me fu un sogno diventato realtà. Con il tempo è nata una profonda amicizia. Veniva spesso a Roma, passeggiavamo insieme per la città e la domenica andavamo al mercato di Porta Portese, perché amava molto l’antiquariato. Nel lavoro era estremamente esigente, prima di tutto con sé stesso, ed è proprio questo che insegnava ai suoi artisti”.
Anche Vladimir Derevianko, già solista del Teatro Bol’šoj e interprete dei ruoli principali in produzioni girate tra il Colosseo e il Circo Massimo, ha ricordato la collaborazione con il celebre coreografo. Secondo il danzatore, Grigorovich interveniva raramente nelle prime fasi della preparazione di un ruolo, ma possedeva una straordinaria capacità di orientare gli artisti nella direzione giusta.
“Di norma preparavamo i ruoli con i maestri ripetitori, Jurij Nikolaevič arrivava alle prove finali. Osservava il risultato e, con poche osservazioni precise, indicava la strada da seguire. Quando entrava in sala, era immediatamente chiaro che non si aveva davanti soltanto un direttore, ma una vera leggenda. Ho avuto la fortuna di essere tra gli artisti ai quali affidava i ruoli principali nei suoi spettacoli. Oggi è fondamentale preservare e trasmettere alle nuove generazioni la tradizione che ha creato”.

L’impresario e organizzatore di progetti culturali internazionali Roberto Giovanardi ha ricordato le tournée del Teatro Bol’šoj in Italia e il particolare interesse del pubblico italiano per le produzioni di Grigorovič. A suo avviso, gli spettacoli del coreografo russo hanno rappresentato per anni alcuni degli eventi più significativi della vita teatrale italiana, contribuendo a rafforzare i legami culturali tra Mosca e Roma.

Già docente di storia della danza presso l’Università Roma Tre Concetta Lo Iacono ha invece approfondito il legame artistico tra Vladimir Vasil’ev ed Ekaterina Maksimova, la coppia leggendaria del Teatro Bol’šoj che divenne uno dei simboli dell’epoca di Grigorovič.
Concludendo la serata, Daria Pushkova ha sottolineato che la mostra rappresenta non soltanto un omaggio a uno straordinario coreografo, ma anche un’occasione per riflettere più ampiamente sulla storia del balletto russo, in vista del centenario della nascita di Jurij Grigorovič che sarà celebrato il prossimo anno.

“La collaborazione con il Museo Bakhrushin ci ha permesso non solo di presentare al pubblico italiano alcune delle pagine più importanti della storia del Teatro Bol’šoj, ma anche di raccontare la storia del balletto russo nel suo complesso. Molti visitatori ci hanno ringraziato con lacrime sugli occhi, affermando di comprendere perfettamente quanto l’Italia abbia perso rinunciando alle tournée delle grandi stelle del balletto russo e del Teatro Bol’šoj”.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 31 luglio 2026, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 19.00. L’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al numero 06 888 16 333.
Casa Russa a Roma – Piazza Benedetto Cairoli, 6
Testo e foto: Ufficio Stampa della Casa Russa a Roma




