Pentecoste. Una “pioggia rosso fuoco” sui fedeli si rivela essere migliaia di petali di rose rosse

Una cerimonia tradizionale Cristiana ritorna dopo 1.386 anni ed attrae sempre più persone: La pioggia di “fuoco” nella Domenica di Pentecoste, detta “Domenica delle Rose”

Domenica 24 maggio 2015, Roma – «Anche se non sei un fedele, la sensazione che si prova nel vedere quelle “macchie rosse fuoco” scendere lentamente e simbolicamente verso la folla, dove sei anche tu, diventa un momento coinvolgente, che non si dimentica e che ti unisce a tutti i presenti in un unico bellissimo sentimento collettivo, una specie d’armonia euforica! Ed allora, forse ti senti quasi davvero in contatto con Dio!»

É la testimonianza di chi ha avuto la fortuna d’essere presente.

Ed è l’effetto che sta riscuotendo un’antica tradizione cristiana (apparentemente nata agli albori del Cristianesimo, nell’anno 609 d.C.) che è stata ufficialmente riportata in vita solo di recente in tutta Italia. Ma sotto l’enorme volta della cupola del Pantheon a Roma è divenuta particolarmente spettacolare.

Ovviamente, quelle “macchie rosse fuoco” sono petali di rose rosse, lasciate cadere dall’alto sui fedeli, a simboleggiare quello che lo stesso Gesù descrisse prima di morire e che poi avvenne esattamente 50 giorni dopo la Pasqua della sua resurrezione (da cui il nome Pentecoste, che viene dal greco pentekoste, cinquanta): lo Spirito Santo scese, sotto forma di una pioggia di lingue di fuoco (simbolo della Sapienza), rosse come il sangue di Cristo gocciolante dalla croce per la redenzione dei nostri peccati, raggiungendo la Madonna e gli Apostoli e trasformandoli da semplici uomini in sapienti oratori in ogni lingua.

Pare che la prima volta della Domenica di Pentecoste come “Domenica delle Rose” avvenne proprio il 13 maggio del 609 nello stesso mastodontico mausoleo del Pantheon, donato l’anno prima dall’imperatore Foca di Bisanzio a Papa Bonifacio IV, che lo convertì il Pantheon, il “Tempio di tutti gli dei”, in una basilica cristiana con il nome di Santa Maria della Rotonda o Santa Maria ad Martyres.

Nel Pantheon il rito fu poi stranamente sospeso. Solo nel 1995 è stato ripreso dall’Arcivescovo Antonio Germano.

In realtà, la tradizione della Festa della Pentecoste è continuata per secoli, i petali di rose rosse sono protagonisti durante le celebrazioni della Pentecoste in molte chiese italiane. Ma ci sono origini ben più antiche. La Pentecoste era conosciuta dai primi popoli semiti come la “Festa della Mietitura” o “Festa dei Primi Frutti”, celebrata 50 giorni dopo la Pasqua l’antica semitica ed in tale occasione iniziava anche la mietitura e la transumanza, la salita dei pastori verso i più freschi e verdi altopiani. In molti ambienti contadini nel sud d’Italia, la mattina della Pentecoste ci si lavava il viso in una fonte piena di petali di rose rosse.

La ripresa della cerimonia nel Pantheon permette la realizzazione di una pioggia di colore rosso che produce effetti che vanno ben al di là degli aspetti religiosi, ma che aiutano anch’essi a pomuoverli.

I 5 Vigili del Fuoco che si inerpicano fino a raggiungere il culmine dell’antica cupola, a 43 metri d’altezza, e che portano con se ben 7 cesti colmi di petali di rose rosse, che sono un dono del paese di Giffoni Vallepiana, da una ridente e verde zona collinare nella provincia di Salerno.

La pioggia di petali che vengono lanciati per parecchi minuti dal Vigili del Fuoco nell’enorme foro (9 metri) da cui il Pantheon riceve luce ed aria in tutte le stagioni.

«I petali svolazzanti che cominciano una sorprendente danza nello spazio, quasi magica. Mentre il coro canta l’inno “Veni Creator Spiritus”, i petali rossi lentamente scendono tra i raggi di sole, creando una pioggia che scende tra la gente e forma un tappeto rosso sull’antico pavimento del Pantheon. Alcuni dei partecipanti, raccolgono bracciate di petali e li lanciano in aria, che simboleggia la loro felicità in presenza dello Spirito Santo. Alla fine nessuno torna a casa a mani vuote, tutti i presenti hanno ricevuto una rosa rossa».

Con parole di questo tenore, da noi tradotte dall’inglese, i siti di mezzo mondo stanno trasmettendo ai propri lettori il desiderio di esserci, almeno una volta nella vita, in quella pioggia magica e santa.

Fioccano perfino i particolari ed i consigli pratici per vivere al meglio l’esperienza: «La pioggia di petali di rosa rossa inizia tra le ore 11:30-12:00. Ma la Santa Messa inizia alle 10:30. È saggio alzarsi presto, perché i posti a sedere sono riservati a coloro che partecipano prima alla messa».

Ed in effetti, non ci sono neppure i posto in piedi!

Sì, sta diventando un fenomeno di massa che il tam tam della reta sta facendo dilagare. E le immagini che stanno girando decisamente contruibuiscono.

Ma ci sono aspetti molto seri che la Chiesa Cattolica mette ben più in primo piano, al di là di ogni aspetto “turistico” e promozionale, per quanto non sottovalutato.

Una celebrazione nella celebrazione.

La celebrazione nella basilica di S. Maria dei Martiri, nome religioso del Pantheon, ha offerto l’occasione alla Presidenza della CEI (Conferenza Episcolape Italiana) di proporre a tutte le comunità cristiane, italiane e non, di dedicare la Veglia di Pentecoste ai martiri contemporanei.

In sostanza i fedeli hanno pregato per i tanti cristiani, e non solo, i cui diritti fondamentali alla vita e alla libertà religiosa vengono sistematicamente violati. In un comunicato stampa CEI afferma: «Questa situazione ci interroga profondamente e deve spingerci ad unirci in un grande gesto di preghiera a Dio e di vicinanza con questi fratelli. Sono moltissimi i cristiani e gli uomini di ogni confessione capaci di testimoniare l’amore a prezzo della vita. Tale testimonianza non può passare sotto silenzio perché costituisce per tutti una ragione di incoraggiamento al bene e di resistenza al male».

Un messaggio che ha anche lo scopo di incoraggiare chi soffre, facendo sapere loro che non sono affatti dimenticati.

Guido De Simone, Roma

Foto: Internet

Posted by Guido De Simone

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