E se il MARE pulito fosse il pretesto per far tornare pulita anche la POLITICA?

Immagine di copertina: Il mare di Puglia è un esempio della splendida acqua marina che ormai è disponibile lungo tutte le coste italiane, salvo marginali piccoli tratti di scarsa qualità (solo lo 0,7% del totale). Ottime anche le acque fluviali e lacustri… Ottimo risultato di una buona POLITICA? … E se fosse il pretesto per far tornare pulita anche la POLITICA?

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PREMESSA

Questo articolo sembra parlare di un problema locale, cosa che non risponde alla nostra normale linea editoriale, impegnata su fatti e persone d’interesse internazionale. Ma, l’argomento riguarda l’Italia intesa come “PATRIMONIO MONDIALE” e perciò ha un interesse anche all’estero, se non altro per chi viene molto spesso a godersi ciò che l’Italia offre.
Perfino l’aspetto politico dipinge un’incoerenza, ma anche una via d’uscita, che non riguarda affatto solo l’Italia, anche se da noi, come capita spesso, ogni cosa è amplificata. Quindi, ci auguriamo che sia di ispirazione anche per gli altri paesi.

EDITORIALE

L’Estate è in arrivo, le temperature hanno raggiunto già livelli che incoraggiano la balneazione di massa e, come tutti gli anni, le varie regioni e località ci tengono a mettere in mostra la salubrità del proprio mare. La cosa consolante e la BUONA NOTIZIA è che quest’anno i dati indicano che la bontà delle nostre acque di mare, ma anche di laghi e fiumi, è eccezionale o molto buona pressoché ovunque, salvo rari e brevi tratti, in particolare vicino alle foci di alcuni fiumi.
Ciò che potrebbe essere obiettabile è che alcune amministrazioni si facciano un vanto di aver ottenuto ciò che dopotutto è il loro dovere. Acque marine e spiagge sono beni demaniali e perciò proprietà del Popolo. Gli eletti hanno il DOVERE di fare gli interessi del popolo e perciò di intervenire dove ci siano stati abusi e di ripristinare quanto prima possibile la situazione a livelli qualitativi ideali. In effetti, però, un dovere ben eseguito porta ottimi frutti. E ciò va riconosciuto. Nulla da eccepire nell’apprezzare chi fa bene il proprio dovere. Impegno e risultati che, altrettanto oggettivamente, si sono visti da parte di amministrazioni di ogni colore politico… Se non altro perché a livello locale più che il colore politico contano le persone che si prendono la RESPONSABILITÀ di migliorare le situazioni, essendo pressoché sempre cittadini del posto, che con i propri concittadini ci devono convivere senza vergognarsi. Perciò, è più facile che, piuttosto che agli “ordini” del partito (in concreto, dei suoi capi), diano la priorità alla volontà popolare locale. Né è un caso che vincano sempre più spesso delle liste civiche locali.

Però, in Puglia la Regione è in mano ad un noto esponente del Partito Democratico, Michele Emiliano. Perciò, anche in questo caso, al di là delle visioni di parte, i complimenti in vera Democrazia sono d’obblico.

D’altro canto, visto il buon esempio e che la Puglia, per il 5° anno di seguito, può vantarsi del primato di migliore ambiente marino d’Italia, anche se seguita ad una insignificante distanza da molte altre regioni (cosa di cui tutti possono solo gioire), ci sarebbe da auspicare che l’amministrazione del governatore Emiliano sappia influire sul suo partito politico, che, sinceramente, sembra che per lo più viva sugli allori del proprio passato, fino a trent’anni fa di “sinistra” e poi di “centrosinistra”, mantenendo alcuni tra i più apprezzabili cavalli di battaglia originari, come l’ecologia, l’ambientalismo e i diritti umani… Ma ora, purtroppo, un po’ troppo sfruttati demagogicamente e, trasformati forzosamente in “EMERGENZE”, con finalità di tutt’altra natura. Per questo, ci auguriamo che Michele Emiliano in persona solleciti i suoi colleghi di partito, specialmente se nelle vesti di governatori regionali o sindaci, affinché siano coerenti con tali princìpi e valori sul proprio territorio.

Per riferirsi ad un esempio concreto, Il caso del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è forse il più sconcertante. In un momento storico che non solo registra, ma drammaticamente denuncia una situazione economica generale molto più che debole e con sempre più grosse difficoltà delle famiglie, con un atteggiamento dogmatico e senza dare ascolto alle più che motivate proteste, che non sono da parte di “efferati nemici politici”, ma da parte della cittadinanza che dovrebbe servire, egli insiste nel voler realizzare una ZTL (Zona a Traffico Limitato) che copre quasi tutta la città entro il Grande Raccordo Anulare (GRA), danneggiando milioni di persone che non possono permettersi di cambiare l’auto solo perché lui decide che è “giusto” così.
E, altrettanto, mette a rischio quasi un milione di pendolari che non saprebbero più come andare al lavoro in città se non con tempi triplicati, mezzi pubblici inadeguati e parcheggi di scambio insufficienti.
Ma, non bastasse ciò, ha deciso pure di realizzare un INCENERITORE dei rifiuti che, anche se viene ribattezzato ipocritamente “TERMOVALORIZZATORE” (tipico esempio di “neolingua” che spaccia per bello e positivo, o apparentemente accettabile e con il trucco rifatto, ciò che accettabile non è affatto, tipico esempio di “Finestra di Overton”), che insiste nel voler posizionare molto lontano dal centro urbano della capitale, sulla punta di una lingua di territorio capitolino (che è di fatto il territorio comunale più vasto del paese) che più si allunga verso sud, fino a Santa Palomba, insinuandosi dentro il territorio di Pomezia… Nonché proprio sopra le falde acquifere che servono tutti i comuni pontini e litoranei fino ad Anzio e Nettuno! Un inceneritore rimane un inceneritore, che di fatto è fonte di gravi forme di inquinamento di aria, acque e terreni e, soprattutto, a discapito della salute dei cittadini locali…

E qui si pone un problema che non è chiaro se definire una clamorosa SVISTA, o una delle più demagogiche operazioni di finto miglioramento a discapito di tutti, cittadini, funzionamento delle istituzioni, beni comuni che tali istituzioni non tutelano più adeguatamente, e un’incongruenza e “invasione di campo” che grida vendetta sul piano costituzionale.
A causa della demagogica e (lo devo necessariamente sottolineare) incostituzionale tentativo di riforma della Costituzione con una legge ordinaria (Legge n. 56 del 7 aprile 2014, nota come “Legge Delrio”) con cui, con l’intento annunciato in pompa magna di voler “tagliare i costi della politica”, le 107 Province furono declassate a Enti di secondo livello e in parte (15 con l’ultima ad Aprile 2025: Sassari) trasformate in “Città Metropolitane”.
L’assurdità che ha creato un precedente pericoloso, è che una semplice legge, ottenuta a colpi di maggioranza (una Costituzione è un atto CONDIVISO da TUTTI, per principio!), pretendeva di anticipare una successiva riforma del Titolo Quinto della Costituzione, poi mai realizzata perché bocciata platealmente dagli elettori al referendum del 4 dicembre 2016 proposto da Matteo Renzi. Il paradosso inaccettabile è che la gestione dell’Ente in questione da quel momento viene affidata ad un fantomatico “Presidente della Città Metropolitana” o della “nuova” Provincia declassata, che, tu guarda un po’, coincide con il Sindaco del capoluogo della Provincia… Ed è qui il punto: Questa doppia carica ad interim è contraddittoria perché è eletta non da TUTTI i cittadini interessati, bensì solo dagli elettori del Comune capoluogo di Provincia. Questo si traduce in un declassamento dei cittadini abitanti in provincia a cittadini di serie “B”, visto che, se tale persona in carica non fa gli interessi degli abitanti in provincia, essi non possono sostituirlo con qualcun altro. E, pertanto, costui/costei non ha nessun obbligo verso i cittadini che non sono residenti nel Capoluogo, potenzialmente danneggiandoli senza conseguenze. Ulteriormente in disprezzo del principio costituzionale (art. 67) che, come in tutte le istituzioni, una volta eletti si rappresenta TUTTA la comunità e non solo chi lo ha eletto, né solo il partito di provenienza.

Che questa manipolazione alla Frankenstein abbia creato dei disastri lo si riscontra nei fatti, drammatiche conseguenze:

  • è il caso delle strade extraurbane “provinciali” (che, per inciso, sono l’80% delle strade extraurbane del Paese): di fatto, i fondi pubblici disponibili sono usati dal Sindaco del capoluogo di provincia prioritariamente per quello che è utile solo nel capoluogo e ben poco per il resto dell’area metropolitana, cui arrivano solo le briciole, se avanzano. Basta f percorrere le SP, Strade Provinciali, d’Italia per rendersi conto di come sono ridotte nella stragrande maggioranza dei casi fin dal 2015. E i diffusissimi cartelli di limitazione di velocità a 30 all’ora, oltre che una limitazione alla libertà di movimento dei cittadini e una presa in giro nei loro confronti, sono l’autodenuncia dell’Ente che non ha i soldi per rimediare a sedi stradali disastrate, capaci di distruggere i cerchioni o addirittura i semiassi dei cittadini malcapitati. E ci è pure scappato qualche morto.

  • Idem per le Scuole Superiori, competenza delle Province, cui sono venuti a mancare i fondi per i necessari restauri o l’aggiornamento del mobilio, ecc.

Tornando all’appello al Governatore Michele Emiliano, parafrasando la frase che ormai molti anni fa sbottò a Massimo D’Alema il regista Nanni Moretti, intellettuale e autentico esponente di una sinistra ormai emarginata, il Governatore Emiliano, forte del suo risultato in Puglia, vada fino a Roma almeno a bisbigliare nelle orecchie evidentemente ben intoppate (dato che non ascolta neppure i propri concittadini) del sindaco Gualtieri:
«Ma dì e fa qualcosa di Sinistra, per pietà!!!».

E se lo farà, grazie fin d’ora, Governatore Emiliano. Non è difficile intuire che se aiutasse la sua parte politica in tutto il Paese (magari il problema fosse solo Gualtieri a Roma!) a recuperare almeno un po’ delle sue radici e della sua “ecologia mentale”, contribuirebbe a far tornare in auge la POLITICA DI QUALITÀ. E sì, perché di conseguenza il Centrodestra avrebbe di nuovo una controparte all’altezza di una sana competizione nel fare del proprio meglio per il Popolo, e sareste perfino costretti a rispettarvi reciprocamente, come dovrebbe essere in una vera POLITICA, cosa che in Italia non avviene più quanto meno dall’assassinio di Aldo Moro e della DEMOcrazia.
Perciò, piuttosto che correre dietro a “dogmi” perorati da un Globalismo/Neoliberismo fondati su di un falso “buonismo” e che invece puntano al controllo totale, prima col pretesto delle “emergenze”, poi con tecnologie sempre più opprimenti, nonché “emergenze” basate su di una falsa scienza (e di ciò ci sono ampie prove SCIENTIFICHE, prodotte dalla vera scienza, non da opinionismo propagandistico finalizzato a impaurire i popoli e far ricadere su di loro le responsabilità dei veri colpevoli), se il suo partito e tutta la politica ascoltasse, come un tempo, i cittadini, il vero Popolo… beh, le sarebbe grato l’intero Paese, molto più che per un bel mare pulito.
Quest’ultimo può essere UN FIORE all’occhiello, ma qui ed ora serve “rimettere a nuovo” l’intero GIARDINO FIORITO, in tutti i sensi e in tutti i campi, cosa che l’Italia non è più.
Anche e soprattutto perché la classe politica, TUTTA, non sta facendo più vera POLITICA (Etica della Polis, ha presente? Non di pochi: oligòs, ma con tutta la comunità, la Polis, chiaro?). E, invece di praticare la costruttiva POLITICA DI SCOPO degli anni ’50 e ’60 che ha favorito il Boom economico e sociale italiano (quando, anche se con idee molto diverse, si lavorava tutti insieme e nel rispetto reciproco e per il bene di TUTTO il Paese, nonché e soprattutto ascoltando, capendo e rispettando la volontà popolare), si è progressivamente degradata in un’aggressiva e distruttiva POLITICA DI PARTE (la vittoria a tutti i costi, gli uni contro gli altri armati, perfino boicottando quanto di buono fatto dalla controparte, trattata di fatto come il “nemico”, dimenticandosi totalmente che in politica si sta solo se si è al servizio e nell’interesse del POPOLO e della bandiera nazionale e non degli interessi e della bandiera del partito e di chi del partito ne fa uso per i propri interessi… spesso neanche in Italia).

Basterebbe applicare l’art. 67 della Costituzione, così da far tornare i rappresentanti del Popolo ad essere rappresentanti della NAZIONE e non di un partito, e i partiti ad essere ciò che descrive chiaramente l’art. 49: strumenti al servizio del soggetto sovrano, TUTTI I CITTADINI, non il contrario… Perché è proprio l’essere diventati tutt’altro, centri di potere oligarchico, che rispondono ben poco o affatto agli interessi italiani, ciò che ha determinato il sempre più clamoroso assenteismo dalle urne: gli italiani non sanno più di chi fidarsi e i partiti sono diventati il “nemico”.
Né ci si illuda che: «meno italiani votano, più è facile vincere!»… Ma vincere che?! Un ruolo da miseri “burattini”?!!
Secondo lei, essere di fatto tutto meno che RAPPRESENTATIVI dell’INTERO POPOLO SOVRANO rende la politica italiana più forte a livello internazionale e in grado di alzare la testa e dire no a chi la vorrebbe succube?
Oppure è vero che la politica italiana non può dir di no ai diktat esteri o dei vari potentati finanziari e mafiosi proprio perché non rappresenta affatto l’INTERO POPOLO ITALIANO?
Non servirebbe, forse, un serio (ed umile da parte politica) PATTO SOCIOPOLITICO, che riporti i cittadini alle urne e dia vera FORZA NEGOZIALE a chi li rappresenta, così da poter rispondere con dignità e a testa alta: «Questo non è nell’interesse del Popolo Italiano.» a chi si azzarda a imporci qualcosa?

Ah, nel caso le venga il dubbio: questo editoriale non è un “servizietto” a favore del PD. Si tratta solo di recuperare ciò che serve gli elettori italiani: un’ulteriore forza politica quanto più democratica (quindi, al servizio del Popolo) e perciò non solo per etichetta. Un partito politico che, in coalizione con chi fosse compatibile, sia in grado di tanto di governare quanto di fare una seria opposizione. E la cosa riguarda anche la vostra attuale controparte, la coalizione di Centrodestra, che vince facilmente, pur pagando, come tutti in politica, di non avere più l’appoggio della maggioranza dell’universo elettorale (è facile vincere con la minoranza attuale che dà un voto valido, ma è e rimane un voto VUOTO che non dà alcun potere negoziale internazionale) anche e soprattutto perché manca una controparte coerente alle proprie radici, credibile, meno demagogica e meno legata a, o influenzata da, correnti globali pericolose che puntano al controllo planetario e definitivo: non bisogna essere dei pozzi di scienze politiche per capire il vero gioco in ballo.

Per cui, la domanda è semplice: ci tiene lei, Michele Emiliano, a far ritornare in auge il primato della Politica, che perciò non subisca più l’arroganza dei potentati finanziari e mafiosi del mondo?

Ci rifletta, Governatore Emiliano. Perché di persone in gamba e oneste in politica ce ne sono molte, essendoci entrate negli ultimi tre decenni proprio allo scopo di migliorare la situazione, anche nel suo partito, come in tutti i partiti, le sia ben chiaro… ma nessuno le ascolta quelle persone, né dà loro voce.

E allora, sia altrettanto chiaro: se non lo fa almeno chi in politica riesce a fare qualcosa di buono, come lei e la sua squadra ha dimostrato nel caso MARE, alla fine lo dovranno fare gli italiani… E sottovalutare gli italiani, illudendosi che siano ormai “soggiogati”, beh, mi creda, è da sciocchi più che da presuntuosi e decisamente ignoranti della Storia.

Perciò, com’è più consono e storicamente augurale scriverle da Roma: «In bocca alla Lupa!»

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Qui di seguito riportiamo con piacere le cronache sulle condizioni delle acque dei mari, laghi e fiumi italiani, con un capitolo apposito per l’ennesimo ottimo risultato della Puglia.

  • Editoriale di Guido De Simone

  • Materiale e comunicato stampa forniti dall’Ufficio Comunicazione e Informazione – Direzione Generale ARPA Puglia e dal SNPA, a cura della giornalista Francesca Lombardi, Addetta stampa

 

Balneazione: I mari italiani sono SANI e PULITI

Buone notizie per l’intero litorale italiano monitorato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. Come riportato dal comunicato stampa Snpa, “in Italia oltre 5mila (5100, ndr) chilometri di litorale, pari al 95,7% della costa monitorata, rientrano nella classe di qualità eccellente.
Altri 152 km – il 2,8% del totale – sono in qualità “buona”, mentre solo 31 km (0,6%) rientrano nella classe “sufficiente” e 35 km (0,7%) in quella “scarsa”.

È quanto emerge dalle attività di monitoraggio condotte ogni anno da SNPA – Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, composto dall’ISPRA e dalle ARPA/APPA.
Per maggiore chiarezza: il Sistema Nazionale è composto da:

  • ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) che pertanto è l’ente centrale di riferimento nazionale per la protezione ambientale,
  • mentre le ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) sono gli enti regionali. e le APPA (Agenzia delle Province Autonome per la Protezione Ambientale, nei casi di Trento e Bolzano) quelli delle province autonome.

L’ISPRA coordina e indirizza le ARPA, collaborando anche con istituzioni ed organizzazioni internazionali. Le ARPA operano a livello regionale, monitorando e controllando l’ambiente. Idem per le APPA sul territorio delle province autonome.

In base ai dati raccolti nell’ultimo quadriennio, la stragrande maggioranza delle acque di balneazione costiere italiane raggiunge il livello più alto previsto dal sistema di classificazione europeo.
È il risultato delle analisi microbiologiche condotte nel corso di quattro anni (2021-2024) dal SNPA, di cui vi riportiamo qui di seguito il comunicato stampa e l’infografica editi da Snpahttps://www.snpambiente.it/snpa/mare-e-laghi-eccellente-oltre-il-95-delle-acque-di-balneazione-italiane/)

La Puglia si conferma prima in Italia, per il quinto anno consecutivo, per qualità delle acque di balneazione (eccellenti per il 99,7%), seguita da Friuli Venezia Giulia (99,6%), Sardegna (98,7%), Toscana (98,2%).

Tutte le regioni presentano una qualità delle acque di balneazione costiere complessivamente molto alta, con percentuali di costa in classe “eccellente” o “buona” sempre superiori al 90% (le differenze su questi valori sono attribuibili anche alle specifiche caratteristiche territoriali di ciascuna regione). Le percentuali più elevate di costa “eccellente” si trovano in Puglia (99,7%), Friuli-Venezia Giulia (99,6%), Sardegna (98,7%). In termini assoluti, le regioni con più chilometri di costa di qualità “eccellente” sono Sardegna (1.391 km), Puglia (880 km), Calabria (621 km).

Si conferma in crescita la qualità delle acque di balneazione italiane. Nel 2023 era “eccellente” il 95,5%, nel 2024 il 95,6%, quest’anno il 95,7%. Quella di qualità “scarsa” era lo 0,8% sia nel 2023 che nel 2024 ed è risultata lo 0,7% quest’anno. I dati offerti dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente non conteggiano le coste della Sicilia, dove il monitoraggio è effettuato dal sistema sanitario regionale.

 

Anche fiumi e laghi sono per il 90% eccellenti

Ottimi risultati anche per laghi e fiumi balneabili presenti in 11 regioni/province autonome italiane (per un totale di 675 km): in classe “eccellente” il 90% (pari a 607 km), “buona” il 3,7%   (25 km), sufficiente lo 0,7% (5 km), scarsa 0,5% (3 km).

Le analisi dei laboratori delle Agenzie ambientali si basano su due parametri microbiologici, le concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Nel corso della stagione balneare 2024 (da aprile a settembre), i tecnici del Snpa hanno prelevato oltre 22mila campioni di acqua di mare e circa 2.000 campioni di acque di fiumi e laghi, per un totale di più di 24mila campioni. I punti in cui il Snpa svolge il monitoraggio sono 4.028 in mare e 371 in laghi e fiumi.

La classificazione in vigore in questa stagione balneare si basa sulle campagne di monitoraggio svolte nei quattro anni precedenti ed è quella che viene comunicata anche all’Agenzia europea per l’ambiente. I prelievi poi proseguono per tutta l’attuale stagione balneare, avviati già da diverse settimane. Gli esiti vengono pubblicati sui siti delle singole Arpa/Appa e sul portale Acque del Ministero della Salute. In caso di superamenti dei limiti di legge, i risultati vengono trasmessi alle autorità locali per l’emanazione di divieti temporanei di balneazione.

In caso di acque soggette a fioriture algali le Arpa/Appa svolgono anche un monitoraggio di sorveglianza per identificare eventuali organismi potenzialmente tossici (cianobatteri, alghe come Ostreopsis). Inoltre, le Agenzie per l’ambiente effettuano anche prelievi straordinari in caso di anomalie, ad esempio presenza di schiume e colorazioni anomale, con indagini volte anche ad accertare eventuali contaminazioni chimiche (tensioattivi e idrocarburi)”.

 

La PUGLIA si conferma PRIMA in Italia per l’eccellenza della qualità dell’acqua.

Un primato ottenuto per il quinto anno consecutivo.

Lungo i 1000 km circa di costa pugliese la Regione Puglia ha individuato, ai sensi dell’attuale normativa di riferimento, ben 676 “acque” (tratti) destinate alla balneazione, che corrispondono ad un totale lineare pari a circa 800 km: in particolare sono state individuate n. 254 acque di balneazione in provincia di Foggia, n. 46 in provincia di Bat, n. 78 in provincia di Bari, n. 88 in provincia di Brindisi, n. 139 in provincia di Lecce e n. 71 in provincia di Taranto (gli elenchi di tali acque, distinti per provincia, sono riportati nelle delibere di Giunta regionale dal n. 2465 al n. 2470 del 16 Novembre 2010 e s.m.i.).
Arpa Puglia effettua il monitoraggio delle acque di balneazione regionali controllandone la qualità. Durante il periodo stagionale di monitoraggio in ogni “punto stazione” sono misurati in campo diversi parametri meteo-marini, mentre in laboratorio sono analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica, calcolata, come dalle altre Agenzie italiane, rispetto a valori soglia di due parametri microbiologici: “Enterococchi intestinali” ed “Escherichia coli”; in relazione ai campioni raccolti, si stima che ogni anno l’Agenzia pugliese effettui circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio.

Per quanto riguarda la Puglia, lo 0,3% di acque di balneazione in classe di qualità “non eccellente” riguarda i seguenti siti: “Foce Fiume Lauro” (30 m a sinistra) nella laguna di Lesina, “Fogna Cit.na Molfetta (500 m a sud)” lungo il litorale dell’omonima cittadina e “Spiaggia libera Ginosa Marina-Fiume” in provincia di Taranto, tutti e tre classificati in qualità comunque “buona”. Il primo dei tre siti citati è relativo a un’acqua di transizione (nella fattispecie la laguna di Lesina), gli altri due riguardano le acque marino-costiere (lungo il litorale di Molfetta e di Ginosa Marina).

Tutti i dati sono sempre disponibili sul sito istituzionale di ARPA Puglia, all’indirizzo web https://www.arpa.puglia.it/pagina2885_balneazione.html, dove è possibile utilizzare una mappa interattiva per visualizzare la localizzazione geografica delle acque di balneazione nonché dei singoli punti di monitoraggio, a cui sono associati i risultati analitici più aggiornati; alla stessa pagina web sono inoltre riportati i dati, in forma tabellare e sotto forma di bollettino mensile, anche per i periodi precedenti a quello visualizzato. Proprio in virtù del monitoraggio effettuato, Arpa Puglia ha in disponibilità e elabora una notevole mole di dati, che consente di fornire un quadro sulla situazione annuale e sulla serie storica a proposito dello stato di qualità delle acque di balneazione pugliesi.

“I dati diffusi dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente confermano, ancora una volta, l’eccellenza delle acque di balneazione della Puglia – dichiara Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia -. Con il 99,7% delle acque classificate nella massima categoria qualitativa, la nostra regione si colloca al primo posto a livello nazionale per il quinto anno consecutivo. È un risultato di cui andiamo orgogliosi, frutto del lavoro rigoroso e continuo svolto da Arpa Puglia, in collaborazione con la Regione, il sistema dei controlli ambientali e tutte le istituzioni coinvolte nella tutela del mare. Il monitoraggio accurato dei nostri 676 tratti di costa balneabile, pari a circa 800 km, viene effettuato con metodologie scientifiche consolidate, che prevedono analisi microbiologiche su due parametri fondamentali: Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Ogni anno Arpa Puglia effettua circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio, su campioni raccolti sistematicamente lungo tutta la costa regionale, per garantire che le condizioni del nostro mare siano sempre trasparenti, sicure e documentate. L’eccellenza pugliese si inserisce in un quadro nazionale anch’esso molto positivo: oltre il 95% della costa italiana monitorata rientra nella classe di qualità ‘eccellente’, con punte di assoluto rilievo in regioni come Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Toscana. Questo dimostra che l’Italia ha saputo costruire un sistema solido ed efficiente per il controllo della qualità delle acque marine e interne, che si avvale di oltre 24.000 campioni raccolti ogni anno in 4.400 punti di prelievo tra mare, laghi e fiumi. La qualità delle acque è uno dei principali indicatori della salute ambientale di un territorio. In Puglia, anche i pochi tratti che non rientrano nella classe ‘eccellente’ – e che comunque risultano ‘buoni’ – sono oggetto di particolare attenzione e monitoraggio. La scelta di istituire il Centro Regionale Mare di Arpa Puglia ed il lavoro in sinergia coni Dipartimenti provinciali, sta restituendo risultati scientifici e ambientali di assoluto rilievo. Questo importante traguardo non è un punto di arrivo, ma uno stimolo ulteriore a rafforzare l’alleanza tra cittadini, istituzioni, imprese e comunità scientifica per proteggere il nostro patrimonio marino. La bellezza delle coste pugliesi e italiane, che attira ogni anno milioni di visitatori, deve essere accompagnata dalla consapevolezza che la tutela dell’ambiente non è solo un adempimento, ma anche una responsabilità culturale e civile.Ringrazio tutto il personale di Arpa Puglia per la competenza, dedizione e la passione con cui svolge questo delicato compito. Continueremo a garantire trasparenza, rigore scientifico e vicinanza ai territori, perché il nostro mare resti un bene comune, pulito e sicuro per tutti”.
Qui di seguito vi mettiamo a disposizione il link alla video intervista al Dr. Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia: https://drive.google.com/file/d/1cikctO4vUhm_AnujSyBd6Moef0fiYjre/view?usp=sharing

«Per il quinto anno consecutivo, la Puglia si conferma ai vertici nazionali per la qualità delle acque di balneazione – ha sottolineato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia -. È un risultato che ci riempie di gioia e che premia tutti gli investimenti fatti dalla Regione, l’impegno costante di Arpa Puglia attraverso il monitoraggio continuo e di tutti i pugliesi che ogni giorno si prendono cura del nostro meraviglioso territorio. Tutti quanti, insieme, abbiamo contribuito a questo successo: è merito della collaborazione e della visione condivisa di una intera regione che crede nella qualità e nel rispetto dell’ambiente come pilastri del proprio sviluppo. Questo riconoscimento è anche uno stimolo a proseguire con determinazione sulla strada della sostenibilità, della tutela ambientale e della valorizzazione delle nostre coste. Le nostre acque limpide e sicure rappresentano un patrimonio prezioso, da proteggere e tramandare alle future generazioni».

“La bellezza della Puglia, con le sue acque cristalline e incontaminate, non è solo una meraviglia da ammirare, ma rappresenta un patrimonio da difendere con passione”,  ha dichiarato l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Serena Triggiani, che sottolinea con orgoglio un traguardo significativo: per il quinto anno consecutivo, la Puglia si colloca al primo posto in Italia per qualità delle acque di balneazione. “Questo primato non è frutto del caso, ma il risultato di un impegno approfondito e strutturato nella salvaguardia dell’ambiente terrestre e marino, così come della biodiversità che caratterizza i nostri paesaggi. Il successo nella gestione delle acque di balneazione è attribuibile al lavoro incessante svolto in collaborazione con Arpa Puglia e Acquedotto Pugliese, che garantiscono il corretto funzionamento degli impianti di depurazione e monitorano costantemente gli scarichi che raggiungono il mare. È fondamentale riconoscere anche il ruolo delle Forze dell’Ordine, che attraverso azioni di deterrenza e repressione dei reati ambientali, contribuiscono a mantenere alta la qualità del nostro ambiente, proteggendo così la salute dei cittadini e degli ecosistemi. La regione vanta una straordinaria varietà di paesaggi costieri e una ricca biodiversità terrestre e marina, sempre più apprezzata da turisti e viaggiatori. Tuttavia, il mantenimento di questa preziosa eredità naturale richiede un impegno costante, che deve manifestarsi attraverso azioni quotidiane, sia a livello individuale che collettivo. In questo contesto, stiamo avviando iniziative specifiche di sensibilizzazione rivolte all’opinione pubblica, mirate a promuovere la cura delle nostre spiagge. È essenziale che tutti, residenti e visitatori, si sentano parte di questo grande progetto di valorizzazione e tutela della nostra amata regione, affinché la bellezza naturale della Puglia continui a incantare e affascinare chiunque la visiti”, ha concluso Triggiani.

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Infografica dati Snpa: https://www.snpambiente.it/snpa/mare-e-laghi-eccellente-oltre-il-95-delle-acque-di-balneazione-italiane/.

Link immagini dei monitoraggi di Arpa Puglia in mare:
https://drive.google.com/drive/folders/1cTJpj_ULkQJc3bHU-1JReeBfDCpdV957?usp=sharing

Link immagini video del mare di Bari
https://drive.google.com/file/d/1eb1M_C2kk8gMWG8a0a91Mddr1KP6-6PP/view?usp=sharing

Link immagini copertura conferenza 2024, con il presidente Emiliano e l’assessora Triggiani
http://rpu.gl/znfT4

Link a materiali video e immagini relativi alle attività condotte dalle Arpa d’Italia durante la stagione balneare: https://drive.google.com/drive/folders/1KmKZoWIoT02fCDIG7DFG5mPPwMYZYrah

Posted by Guido De Simone

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