Сelebrazioni dell’80° anniversario della Vittoria a Roma

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La Casa Russa a Roma ha inaugurato l’anno dell’80° anniversario della Vittoria. La serata dedicata alla liberazione di Leningrado dall’assedio ha riunito un numero record di ospiti. All’ingresso, ogni visitatore ha ricevuto i 125 grammi di pane d’assedio – la razione giornaliera dei residenti di Leningrado – con una riproduzione della tessera annonaria per pane. In Italia in questa data si celebra il Giorno della liberazione di Auschwitz.

L’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ha ricordato ai presenti che il campo di concentramento è stato liberato dalle truppe sovietiche: “Oggi vediamo moltiplicarsi in tutto il mondo i tentativi di riscrivere la Storia, di ribaltare cause ed eventi della Seconda Guerra Mondiale per sminuire l’eroismo dei soldati dell’Armata Rossa e per equiparare i criminali ai vincitori. È ovvio, che spetta a noi, a tutte le persone che amano la verità e la giustizia di trasmettere alle generazioni successive la memoria vera di quegli anni, tramandare il ricordo di tutti coloro che si sono sacrificati per vincere il nazismo”.

Nella foto (da sinistra a destra): Alexey Paramonov, Ambasciatore russo in Italia; Daria Pushkova, direttrice della Casa Russa di Roma; Igor Golubovsky, rappresentante permanente della Federazione Russa presso la FAO e altre organizzazioni internazionali a Roma.

Il Salotto letterario e musicale “L’assedio di Leningrado in prosa, musica e poesia” si è svolto insieme alla mostra “Pane d’assedio” basata sul materiale d’archivio del Museo Commemorativo Statale della Difesa e dell’Assedio di Leningrado. La mostra è stata organizzata in collaborazione con la Rappresentanza Permanente della Federazione Russa presso la FAO e altre organizzazioni internazionali. “Oggi ci siamo riuniti qui per rendere omaggio e rispetto a coloro che sono sopravvissuti all’assedio di Leningrado. A coloro che hanno resistito con coraggio nelle condizioni più terribili. Non soltanto ricordiamo gli eventi di quegli anni, ma rendiamo omaggio all’eroismo di ogni persona in ogni momento di quegli inverni terrificanti, quando il pane era non solo un prodotto alimentare, ma un simbolo di vita e di speranza”, afferma Igor Golubovskiy, Rappresentante Permanente della Federazione Russa presso la FAO, parlando sul tema “Fame come un mezzo di guerra”.

In programma della serata c’erano poesie di Anna Akhmatova e Olga Berggolts, estratti dai diari dei sopravvissuti all’Assedio, musiche di Sergej Rachmaninov, il tema del film “La lista di Schindler”, il Vocalise dell’opera “Qui le albe sono quiete” e altro. Un’attenzione speciale è stata alle storie di vita e ai ricordi di Nadezhda Nikolaeva, 94 anni, testimone degli eventi dell’Assedio di Leningrado che vive nella capitale italiana.

Nell’ambito delle celebrazioni dell’80° anniversario della Vittoria, la Casa Russa a Roma ha ospitato anche la presentazione della riedizione del libro “Il Battaglione partigiano russo d’assalto”, scritto da Vladimir Pereladov, un ufficiale sovietico fuggito dalla prigionia unendosi al movimento di Resistenza italiano. Divenne il comandante del più grande battaglione d’assalto, che univa prigionieri di guerra italiani e sovietici. Insieme fecero saltare in aria più di 120 ponti e 350 veicoli da combattimento, liquidarono 50 guarnigioni e 4.500 nemici. Vladimir Pereladov ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Russia e in Italia. “I partigiani sovietici hanno dato un contributo straordinariamente importante alla sconfitta del fascismo.

Basti dire che metà dei partecipanti stranieri alla Resistenza italiana erano cittadini sovietici” – commenta lo storico e ricercatore Michail Talalay – “e tra loro Pereladov divenne una delle figure simboliche, perché fu un notevole combattente con un destino interessante. Ciò Per gli italiani era importante che l’Armata Rossa stava combattendo i nemici sul loro territorio, sugli Appennini”.

L’Ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, afferma “L’Ambasciata, insieme alla Casa Russa a Roma, è impegnata principalmente a preservare la memoria dei partigiani sovietici che, durante la Seconda guerra mondiale, nel movimento di Resistenza italiano, hanno combattuto contro il nazismo, contro il fascismo qui in Italia. Qui c’era un movimento di resistenza piuttosto forte, i cui discendenti custodiscono molto bene questo ricordo, e prima di tutto custodiscono il ricordo della lotta comune contro il fascismo e il nazismo insieme a quei partigiani russi e partigiani di origine russa che si trovarono sugli Appennini durante la Seconda guerra mondiale. Innanzitutto, si trattava di soldati sovietici che riuscirono a fuggire dalle prigioni fasciste e che qui, insieme ai loro fratelli d’armi italiani, si unirono al movimento di Resistenza, facendo di tutto per avvicinare la vittoria”.

Il libro “Il Battaglione partigiano russo d’assalto” è stato pubblicato per la prima volta in italiano nel 1975. Più di 10 anni dopo, Vladimir Peredadov scrisse una versione ampliata in russo intitolata “Le note di un garibaldino russo”. L’edizione aggiornata è stata pubblicata in Italia nel 2024 con il sostegno dell’associazione culturale italiana “Russia – Emilia-Romagna”. Come afferma il suo presidente Luca Rossi, “Il problema è che nel corso degli anni la ricerca storica, le iniziative di commemorazione hanno sempre di più trascurato l’elemento sovietico nonostante questo sia stato decisivo.

Purtroppo man mano che i cambiamenti politici che ci sono stati – la fine dell’Unione Sovietica, il Patto di Varsavia è caduto sempre in in secondo piano fino a essere quasi del tutto dimenticato. Ci sono documenti, ci sono monumenti che ricordano i partigiani sovietici ma al di là delle commemorazioni istituzionali manca quell’azione, diciamo, a livello informativo e conoscitivo per le nuove generazioni. Quindi dal punto di vista del ricambio generazionale manca proprio una diffusione di questo contributo proprio a livello mediatico, c’è un vuoto e qui e questo vuoto lo stiamo colmando noi con la nostra azione, con i nostri libri pubblicati, con le iniziative che stiamo facendo.”

Ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov

Alla presentazione ha preso parte anche la nipote di Vladimir Pereladov. Fin dall’infanzia, Marina Pozdnyakova ascoltava i racconti del nonno e 8 anni fa il destino la portò in Italia: da diversi anni vive nella periferia di Firenze. “Ricordava sempre con grande affetto i suoi amici partigiani italiani, perché il calore delle persone che gli avevano salvato la vita, la gente con cui aveva combattuto era semplicemente il suo grande amore. L’Italia è il suo grande amore. E quando parlava dell’Italia, i suoi occhi si illuminavano di una luce così insolita, una luce davvero insolita, diventava di nuovo giovane, con uno sguardo ardente. Non si può spiegare”, ricorda la nipote.

Nella foto da sinistra a destra: Marina Pozdnyakova, nipote di Vladimir Pereladov; Mikhail Talalay, ricercatore della diaspora russa in Italia; Giambattista Cadoppi, storico e curatore del libro; Luca Rossi, Presidente Associazione Culturale “Russia – Emilia Romagna”

Gli eventi dedicati all’80° anniversario della Grande Vittoria si terranno a Roma durante tutto il 2025.

Immagine tratta da un documentario su Vladimir Pereladov

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