GROSSI GUAI IN VISTA IN CENTRO ASIA. A MENO CHE…

Foto: https://www.istockphoto.com/

L’ambasciata della Repubblica del Kirghizistan a Roma ci ha inviato il seguente comunicato stampa del governo kirghiso, un vero e proprio allarme di una possibile quanto evitabile guerra.

Con un tono molto allarmato, il governo del Kirghizstan denuncia gli atti di violenza e dei veri e propri atti di guerra, un attacco con bombardamento e sconfinamenti, con numerosi morti e feriti e moltissimi sfollati scappati dalle violenze verificatesi sul territorio kirghiso ai confini con la Repubblica del Tajikistan.

Di tali violenze i kirghisi dichiarano di avere le prove.

Le forze tagike si giustificano con presunti precedenti atti da parte kirghisa.

Nel comunicato kirghiso è posta bene in evidenza la volontà kirghisa di arrivare immediatamente ad un tavolo negoziale.

Lo SCO e l’ONU intervengano.

È decisamente auspicabile che le organizzazioni internazionali (quali l’ONU, lo SCO, il CSI e l’ASEAN) e le nazioni che maggiormente hanno ascolto nell’area intervengano per convincere ambedue le parti a sedersi ad un tavolo negoziale che risolva i motivi di scontro.

L’Uzbekistan, che negli ultimi anni è sempre più la nazione più propensa a portare la massima cooperazione nell’area e attualmente presiede lo SCO (Shanghai Cooperation Organization) è uno degli interlocutori più qualificati insieme con il Kazakistan, poiché dell’Asia Centrale fanno parte quanto il Kirghizistan e il Tajikistan.

Come è chiaro che la Russia, il Pakistan (e forse anche l’Afganistan) e l’Arabia, Saudita e i paesi del Golfo possono contribuire molto a ristabilire la pace e sedare le violenze.

Guido De Simone

La denuncia

Quello che segue è il comunicato stampa diffuso dalle autorità kirghise.

“Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Kirghizistan ritiene necessario dichiarare che considera gli eventi verificatisi dal 14 al 17 settembre 2022 sul suo territorio sovrano come un atto di aggressione armata pre-pianificata da parte della Repubblica del Tagikistan contro il nostro Stato.

A seguito delle azioni disumane della parte tagica, al 18 settembre 2022, 46 cittadini della Repubblica kirghisa sono stati uccisi e 140 sono stati feriti. Circa 140.000 persone sono state evacuate con la forza. È stato fatto un danno materiale enorme.

Riteniamo che le accuse infondate del Tagikistan di un “atto di aggressione armata contro la Repubblica del Tagikistan” siano un tentativo nullo di scaricare la responsabilità e la colpa sulla Repubblica del Kirghizistan. La parte tagika ha lanciato una vasta campagna di disinformazione volta a screditare le azioni difensive della Repubblica kirghisa.

Dichiariamo responsabilmente che le informazioni fornite dal Ministero degli Affari Esteri e da altri organi competenti della Repubblica del Tagikistan non corrispondono alla realtà. La parte kirghisa possiede tutte le prove (materiale fotografico e video) che registrano l’inizio dell’aggressione e tutte le atrocità e i crimini commessi dai militari tagiki sul territorio della Repubblica kirghisa. Se necessario, il Kirghizistan è pronto a fornire queste prove.

La Repubblica del Tagikistan ha violato gravemente i principi internazionali fondamentali, quali l’integrità territoriale, l’inviolabilità dei confini statali, la risoluzione pacifica delle controversie internazionali, il non uso della forza o della minaccia della forza, nonché il rispetto dei diritti umani e delle libertà, sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e da altri documenti internazionali.

La Repubblica kirghisa ha agito esclusivamente da una posizione difensiva, senza l’obiettivo di impadronirsi del territorio altrui, a differenza della parte tagika, che ha invaso a tradimento l’integrità territoriale e la sovranità del Kirghizistan, il che conferma ancora una volta l’esistenza delle rivendicazioni territoriali del Tagikistan.

La parte kirghisa chiede che la parte tagika abbandoni i suoi inutili piani di invasione del territorio della Repubblica kirghisa e gli obiettivi perseguiti di inasprire la situazione nella zona di confine.

Protestiamo con forza contro le azioni illegali e distruttive della Repubblica del Tagikistan, che ha violato tutti gli accordi precedentemente raggiunti, inviando in anticipo le truppe al confine con il Kirghizistan, utilizzando forze armate ed equipaggiamenti militari pesanti, ha attaccato in modo irragionevole il confine e le strutture civili, gli insediamenti lungo l’intero perimetro del confine di Stato Kirghizistan-Tagik nei distretti di Batken e Leilek della regione di Batken della Repubblica del Kirghizistan, bombardando anche il centro regionale della regione di Batken, la città di Batken, in profondità nel territorio kirghiso a Batken (sono disponibili filmati registrati).

Notiamo che, nonostante i ripetuti accordi di cessate il fuoco, la parte tagika ha continuato a bombardare in modo provocatorio e si è impadronita di alcuni insediamenti nella regione di Batken, nella Repubblica kirghisa, come Dostuk, Aksai, International, Zhashtyk, Borborduk, Arka e Kulundu.

Le azioni illegali della parte tagika sono un’azione aggressiva e destabilizzante che va contro gli accordi bilaterali e multilaterali, lo spirito di buon vicinato e il sostegno reciproco tra i popoli dei nostri Paesi.

Il coinvolgimento attivo di formazioni paramilitari irregolari da parte tagica è estremamente preoccupante.

Le azioni della parte tagica potrebbero portare allo scatenamento di un conflitto interstatale su larga scala e destabilizzare la situazione nell’intera regione dell’Asia centrale. Inoltre, la situazione provocata dalla parte tagika ha finora provocato vittime civili e militari, gravi danni alle infrastrutture militari e civili, alla salute e alle proprietà dei residenti locali.

Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Kirghizistan riafferma la sua incrollabile posizione sulla necessità di risolvere le controversie tra i due Paesi esclusivamente attraverso mezzi pacifici e strumenti politici e diplomatici al tavolo dei negoziati.”

Posted by Guido De Simone

Post correlati