Immagine di copertina: I leaders di Cuba che hanno guidato il paese caraibico per decenni all’insegna del comunismo
Nell’attuale panorama mondiale in cui fin troppi soggetti nazionali stanno attraversando una profonda e talvolta travolgente crisi d’identità, Cuba rappresenta quantomeno un esempio di perseveranza e coerenza nel tempo, seppure i suoi difetti ed errori e i non pochi fattori esterni non ne fanno di certo un paese dove sia stato raggiunto il benessere.
Nell’ambito dell’approndimento con cui abbiamo aperto il dibattito sulle ipotetiche configurazioni di un nuovo Ordine Mondiale, ogni contributo a immaginare soluzioni innovative quanto più condivisibili è utile.
di Guido De Simone
Per quanto le diverse versioni delle teorie comuniste e del socialismo ortodosso non abbiano avuto molta fortuna nella maggioranza dei paesi dove sono state applicate, Cuba continua a sopravvivere, ma altri paesi con la stessa radice comunista oggi ne praticano forme diverse, come Cina e Vietnam, per esempio.
Considerando che pure il capitalismo e il liberalismo sono degenerate in forme estreme che hanno creato non pochi problemi e stanno mostrando fin troppi difetti, nessun “ismo” dovrebbe avere la presunzione di mettersi in cattedra.
Quindi, forse un dialogo tra le varie ideologie all’insegna del bene comune e del rispetto reciproco, se non altro partendo dal riconoscere le buone intenzioni di tutti, sarebbe il vero passo avanti di cui c’è sempre più bisogno.
Perché si presuppone che tutte queste ideologie abbiano comunque, almeno all’origine, l’intento di perseguire il bene comune, anche se la Storia ci dimostra che la supponenza e l’arroganza di tutte, difetto tipico delle ideologie, sono alla base dei loro fallimenti o quantomeno delle loro degenerazioni.
Ritenersi gli “esclusivisti” della “Verità” ha creato pesanti problemi e ripercussioni, specialmente quando proprio il loro ASSOLUTISMO dogmatico (indiscutibile) è il perfetto humus in cui i vari despoti di turno hanno potuto inseminare i loro piani di conquista del potete politico ed economico.
Ritenersi gli “esclusivisti” della “Verità” ha creato pesanti problemi e ripercussioni, specialmente quando proprio il loro ASSOLUTISMO dogmatico (indiscutibile) è il perfetto humus in cui i vari despoti di turno hanno potuto inseminare i loro piani di conquista del potete politico ed economico.
Pertanto, come proponiamo per tutte le altre ideologie, nell’affrontare il “caso Cuba” e la sua forma di applicazione sociale, economica e politica del comunismo vi invitiamo a mettere da parte pregiudizi e piuttosto cercare di comprendere il punto di vista di chi ci crede al punto di praticarlo quotidianamente da decenni.
Sì, è vero: una parte dei cubani vorrebbe tutt’altro che un’economia comunista, specialmente chi ha parenti e amici emigrati in Florida, dove l’avversione al regime dei Castro è uno stile di vita.
Ma il fatto è che la maggioranza della popolazione cubana ancora ci crede e ne è la prova l’ampia partecipazione popolare alle recenti assemblee dove si sono discussi i cambiamenti della Costituzione.
Partiamo da una contrapposizione che non ha più senso
Lo scorso 7 novembre, pochi giorni prima della pubblicazione di questo articolo, l’Assemblea Generale dell’ONU ha votato pressoché all’unanimità per il 28° anno di seguito la richiesta agli Stati Uniti di rimuovere l’embargo che applicarono contro Cuba dopo la crisi dei missili, nel lontano 1964.
Sì, questa contrapposizione tra gli Stati Uniti e il resto del mondo avviene ogni anno dal 1992, cioè da quando l’Unione Sovietica si è sciolta.
Con la fine dell’URSS era chiaro che non c’erano più i presupposti per quella forma di pressione e questo è il motivo che indusse pressoché tutti i paesi da allora a votare per chiedere agli USA di rimuovere quell’anacronistico provvedimento… tutti i paesi tranne gli Stati Uniti, ovviamente, e Israele da sempre alleato fedele di Washington. Ma gli Stati Uniti hanno continuato imperterriti, come se il suo ostracismo fosse uno “stato naturale delle cose”.
Tale atteggiamento americano ormai sa più di cinico bullismo che altro, ne’ può essere giustificato dal supposto mancato rispetto dei diritti umani da parte del governo dell’Havana perché, se così fosse, gli USA dovrebbero fare ben peggio nei confronti di molti, moltissimi altri stati dove i diritti umani sono molto più che calpestati, ma ciò non avviene.
Un esempio? L’Arabia Saudita, ma Washington fa finta di nulla perché la famiglia reale Saudita è sua alleata, nonché – un classico – per tutelare gli “interessi americani” nella zona del Golfo Persico. Vogliamo definirlo un esempio di sano” realismo (anche se ben poco coerente con l’immagine di difensori dei diritti umani e della democrazia nel mondo che Washington sbandiera spesso)?
Ma se è così, perché Cuba meriterebbe ancora oggi questo “trattamento speciale”?
Un’ipocrisia che quasi tutti i paesi, chi più chi meno diplomaticamente, ogni tanto fanno notare al governo americano.
L’ennesimo voto di pressoché tutto il mondo contro Washington e a favore dell’Havana ci è sembrato il momento più opportuno per affrontare un’analisi del “caso Cuba”, cercando di farlo nel modo quanto più oggettivo, cercando di capire i pro e i contro dell’applicazione delle teorie comuniste, in particolare sul piano economico, ma di conseguenza anche sul piano sociale, nonché le critiche che arrivano dai templi del liberalismo e del capitalismo.
Il giovane ma abile autore dell’analisi, Christian Dalenz, ha affrontato l’argomento riportando e confrontando le opinioni di un esponente per ciascuna delle due scuole di pensiero contrapposte.
Ne è nata un’interessante disamina non solo delle teorie a confronto quanto delle loro applicazioni in passato e nella realtà odierna di Cuba, nonché qualche previsione sui loro effetti.
Come di nostra abitudine, di volta in volta che li riceviamo aggiungeremo altre opinioni e analisi che contribuiscano a facilitare il lettore nel farsi un’idea sul tema proposto.
Buona lettura!
Guido De Simone
INSIGHT360 – Comunismo e socialismo verso il tramonto o una modernizzazione
Indice
- Christian Dalenz – Perestrojka Tropicale?


