Il socialismo europeo può avere un ruolo costruttivo nel rinascere di una Ucraina libera

immagine di copertina: Manifestanti del PSU, il Partito Socialista di Ucraina (fonte: www.ideologiasocialista.it)

 

Il socialismo europeo può avere un ruolo costruttivo nel rinascere di una Ucraina libera.

di Leonardo Dini (filosofo del diritto)

Un tema complesso, controverso ma essenziale, tema di cui per poco o per nulla si è ragionato in questi due mesi di guerra ai confini della Unione Europea, è la evoluzione democratica politica della Ucraina al termine del conflitto.

Proprio per evitare la duplice tentazione di nuovi movimenti pseudo filorussi come il Blocco di opposizione Per la Vita e, al contrario ultranazionalisti come Svoboda, che entrambi hanno causato, a vario titolo, non pochi problemi nella politica recente Ucraina, è dirimente rilanciare, con coraggio e idealismo, nel dialogo tra la politica italiana e quella europea da un lato e la politica Ucraina dall’altro.

È innanzitutto un dialogo culturale, la soluzione possibile della rinascita di un socialismo credibile, europeo appunto, unito alla internazionale Socialista,  senza più i gravi e insormontabili problemi posti dagli attuali pseudo movimenti socialisti ucraini, peraltro ora addirittura non riconosciuti dallo Stato.

Come è noto, purtroppo, il socialismo ucraino o quanto ne rimane è stato fortemente condizionato dalla influenza insostenibile prima post Sovietica, dunque ben poco socialista, poi dalla scelta sbagliata di un sostegno sine qua non a Yanukovich e alla sua deriva filorussa.

Inoltre, a fronte di tanti macro e micro partiti che si dicono socialisti senza esserlo, da lungo tempo il maggiore partito di ispirazione socialista ucraino è uscito dalla internazionale  socialista, proprio a causa di una dipendenza fisiologica storica verso la Russia, data per irrinunciabile da parte significativa della sinistra locale, che è anche la vera ragione dei problemi causati oggi dai Russi.

Si aggiunga poi che il cosiddetto partito socialista Ucraino in epoca post sovietica, non aveva nulla a che vedere col socialismo storico europeo, occidentale e orientale, essendo un ramo, neppure ben dissimulato, dell’ex Partito Comunista Ucraino Sovietico e riciclandone i vertici.

Purtroppo poi, a lato e a seguito di tale partito, delle sue scissioni e degli altri e numerosi, anche oggi, movimenti definiti socialisti, è rimasta questa ambiguità di fondo che mescola socialismo democratico e socialismo reale, leggasi post comunismo di stampo totalitario sovietico.

Simbolo: Il PSU è stato fondato nel 1991, a seguito dell’indipendenza dell’Ucraina, e si contraddistingue nel panorama politico nazionale per la sua adesione ai valori socialdemocratici (fonte: Wikipedia. Vedi l’articolo completo di Wikipedia per la storia del PSU)

Si aggiunga la assenza totale di  un socialismo vero e non posticcio, che ha impedito la nascita di un credibile movimento davvero socialista in Ucraina, dal 1991 a oggi.

Se facciamo un passo indietro nella Storia alle origini storiche della Ucraina odierna, tra secondo ottocento e primo novecento, è esistito un socialismo ucraino in nuce in senso europeo.

Ovviamente occorrerebbe uno studio specifico su genesi e crisi del primo socialismo ucraino, tuttavia resta chiaro che gli opposti estremismi già a fine ottocento inizio novecento e le spinte contrapposte del nazionalismo russo e polacco, aggravato poi dal collaborazionismo alla Petain di Bandera nella guerra mondiale, non ha certo semplificato la situazione politica.

Di fatto prima nel 1800, poi per tutto il 1900, il comunismo prima, dal 1919 in poi, poi il post comunismo dal 1991, hanno impedito oggettivamente lo sviluppo di un sistema politico normale. Nel 1991, esattamente come in tutti i Paesi Post Sovietici, tranne la Bielorussia e il Kazakistan, e in tutti i Paesi Slavi, dopo il Patto di Varsavia, si è sviluppato un sistema che si può definire protodemocratico e che ha reso potenzialmente attiva la democrazia.

La Ucraina è davvero una democrazia oggi, pure al netto dei limiti che può avere una democrazia al confine di una dittatura come quella Russa e per di più che ha come maggiore investitore estero un’altra autocrazia, la Cina.

Al netto di tutto questo, del passato e del presente della Ucraina, paradossalmente il Partito di Zelensky non a caso ha un nome che evoca il ruolo storico e il lessico del socialismo: “Servire il Popolo”.

Tuttavia questo movimento  sembra quasi un crossover tra La idea di Civil servant e i partiti di centro con una impostazione generalista, come “En Marche” in Francia o come altri partiti per definizione post ideologici.

Si addebitavano in passato alle ideologie le colpe della Storia, eppure la crisi globale in corso è tutt’altro che ideologizzata.

Anzi si può dire che se la presenza di un partito socialista vero e di natura europeista sarebbe stata positivamente essenziale per rendere la Ucraina una democrazia forte, oggi, se il Paese saprà superare questa ennesima sfida della Storia, tale presenza sarà ancor più necessaria.

Se però il socialismo appare ancora attuale e anzi può nascere e rinascere in Ucraina, questo non potrà avvenire senza l’ingresso  nella Internazionale socialista di un tale nuovo partito.

Se la Ucraina entra in Europa e guidata da una coalizione sana tra Servire il Popolo e un nuovo Partito Socialista, sarà una risorsa e non un problema per la Internazionale socialista e per l’Europa e per la alleanza internazionale fra gli Stati democratici che trova voce nell’Onu.

E finalmente emancipata dal giogo post sovietico di un anacronistica impero russo.

Time is now.

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Leonardo Dini

Bibliografia:
L’articolo completo di Wikipedia sulla Storia del PSU fino ad oggi

Posted by Guido De Simone

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