immagine di copertina: è in crisi profonda, lo si chiami giornalismo professionale o informazione indipendente, bloggers o iscritti all’albo. È una guerra tra poveri, messi gli uni contro gli altri… E chi ci rimette è la democrazia, più facile da controllare e trasformare in una oligarchia di fatto. Non sarà il caso di smettere di farsi la guerra come topolini nel labirinto, e cominciassimo a parlarci?
C’è un problema, un grande problema, molto grave: il GIORNALISMO sta perdendo la sua natura e identità. E, allo stesso tempo, l’INFORMAZIONE si sta organizzando in forme nuove, alternative, ancora molto ingenue e perciò spesso fallaci, ma con un grosso potenziale se aiutate a capire quali sono i pericoli. Ma tali fenomeni sono le due facce della stessa medaglia o, meglio, i due aspetti dello stesso problema: qualcuno sta cercando di mettere l’informazione e tanto più il giornalismo sotto controllo. E per farlo molto efficacemente, prima di tutto ha accentrato la proprietà economica dell’informazione, e poi ha creato due fazioni, l’una contro l’altra, così da indebolire tutti e sottometterli più facilmente, al loro servizio, per gabbare anche il popolo.
di Guido De Simone

Non è il problema di una categoria/corporazione, è la crisi di un sistema mai pienamente realizzato (e questo è il vero motivo della sua crisi), quello DEMOcratico.
Fatto sta che la DEMOcrazia ha messo al centro il popolo, che deve poter contare sull’ETICA di chi gli fornisca informazione nel modo più oggettivo possibile, per permettere a tutti di prendere decisioni, dal semplice ma fondamentale voto democratico, alle scelte di chi è responsabile, a qualsiasi livelli (capifamiglia, dirigenti, imprenditori, governanti, ecc.), e se sbaglia può danneggiare molte persone.
Non è un potere e non lo deve essere
La STAMPA o GIORNALISMO, lo hanno definito QUARTO POTERE, ma non lo deve affatto essere, un “potere”!
Perché il giornalismo, quello vero, fa le pulci a chiunque abbia un potere, senza guardare in faccia a nessuno, né a seconda del suo eventuale colore di parte, o apparenza estetica, o simpatia.
https://www.youtube.com/watch?v=VPZ2oUEEYWE
Le persone sagge hanno una cosa ben chiara: l’essere umano non è affatto sinonimo di “perfezione” e, se c’è una cosa che lo può corrompere, tirandone fuori il peggio, è proprio il POTERE, politico o finanziario/economico, o religioso, ecc.; e la lista è lunga.
Infatti, i più saggi sono coloro che, fissando le regole, le rendono applicabili anche a chi le regole le fa, non sentendosi affatto “superiori” agli altri.
«i saggi sono coloro che, fissando le regole, le rendono applicabili anche a chi le regole le fa, non sentendosi affatto “superiori” agli altri»
Perciò, il ruolo del Giornalismo è ESSENZIALE, perché le informazioni sono essenziali per prendere le decisioni, almeno quanto lo è il ruolo dell’ISTRUZIONE.
Infatti, sono l’ISTRUZIONE (che crea la cultura) e l’INFORMAZIONE (che mostra il quadro della realtà in cui ci muoviamo) che ci danno la CONOSCENZA necessaria a prendere decisioni.

Allora, la domanda è fin troppo logica e drammaticamente attuale: Dove è finito il vero GIORNALISMO? Che ne è stato? Esiste ancora?
Per fortuna, sì! Esiste ancora.
- Di certo è rappresentato da coloro che non hanno accettato alcun compromesso sulla DEONTOLOGIA PROFESSIONALE, anche a costo di rinunciare alla sicurezza di uno stipendio fisso e perciò delle certezze e sicurezze economiche.
- Poi ci sono coloro che quel ricatto sono stati costretti ad accettarlo, anche se gli va MOLTO stretto. Vittime delle responsabilità verso la propria famiglia per sorreggerla economicamente.
- Infine, ci sono coloro che hanno accettato questo nuovo “regime” senza troppe storie, adattandosi alla situazione, divenendo perfino sostenitori dei loro fautori, fedelissimi… Per quanto sia sgradevole tale comportamento, non è il caso di diventare giustizialisti e aggressivi, perciò come loro. Gli opportunisti sono una realtà inevitabile in tutte le società piene di difetti e confusione. Le cose possono migliorare solo se trionfa il bene e l’etica, seminandoli generazione dopo generazione. Allora e solo allora, l’opportunismo sarà una rarità.
Perché il giornalismo?
Il giornalismo non è solo una “professione”, è una MISSIONE, esattamente come quella dell’insegnante che aiuta le menti dei giovani a formarsi una coscienza di sé e ha la RESPONSABILITA’ di farne una persona capace di un proprio pensiero autonomo e critico, in grado di difendersi dalle manipolazioni… anche a mezzo Stampa, per essere chiari!
M
a veniamo all’oggi, che non è che il risultato del passato, prossimo e remoto.
Se siete convinti che va tutto bene e che il giornalismo è in ottima salute… Beh, accettate le mie scuse per aver rubato il vostro prezioso tempo.
Ed un consiglio: provate almeno a prendere in considerazione le ragioni di chi non la pensa come voi.
Nulla in contrario a discutere con chi la pensa diversamente, ma facciamo che poi le cose che si affermano le di debba provare, ok? Così è più facile arrivare a definire la realtà.
Se siamo d’accordo su questo, benvenuto anche a chi crede seriamente che non ci sia un problema ed è pronto a provarcelo.
Per tutti coloro che lo hanno verificato (come ogni giornalista dovrebbe fare), è chiaro che abbiamo un problema, probabilmente ben più grande di quanto non appaia. Un problema che non è nato oggi o negli ultimi due anni.
Sono più di vent’anni che è in corso una SISTEMATICA battaglia per controllare l’INFORMAZIONE.
Perché? Perché chi controlla l’informazione, controlla le menti… tanto più se non si è ricevuta una educazione/istruzione/formazione che ci renda impermeabili alle manipolazioni.
E sì, perché la realtà odierna non è proprio confortante. Il commento più azzaccato in merito lo fece il compianto Andrea Camilleri: abbiamo a che fare con 28 milioni di analfabeti a vari livelli, cui basta vedere la TV per farsi una “opinione”… se questa si può difinire tale.
Perciò, basta controllare la TV e l’informazione ed il gioco è fatto.

Un solo dato che rende chiara la situazione: quando sono nato io, nel 1955, i proprietari/editori dei mezzi di informazione più rilevanti nel mondo erano decine di migliaia.
Oggi, i soggetti che accentrano quasi tutti i mezzi di informazione di rilevanza internazionale e perfino globale sono… OTTO (8!) cui si aggiungono altri QUATTRO di rilevanza internazionale/continentale. A questi si aggiungono poche centinaia di rilevanza nazionale o poco più.
È un fenomeno che viene giustificato con la logica delle economie di scala (per “risparmiare”)… ma in realtà è un “risparmio” che viene fatto pagare solo ai giornalisti, riducendone i compensi, o pagandoli a cottimo, o precarizzandoli senza troppi scrupoli, così mettendoli in concorrenza per i pochi posti fissi, metodo utile solo a ricattarli e far accettare loro compromessi eticamente inaccettabili.
Di certo, così la qualità va in secondo piano, fino a svanire.
Si sceglie la notizia perché fa (attrae) audience/lettori. Più fa scandalo, meglio è… Ma se lo scandalo danneggia chi ci “permette” di esistere, beh, allora proprio non è “giusto” metterlo in difficoltà, no?
E, non bastasse ciò, siccome ci sono coloro che non stanno al gioco, bisogna stigmatizzarli, isolarli, screditarli, renderli agli occhi di tutti come dei disturbatori, dei pericolosi contrafrottole, dei “nemici”… Tanto che ci vuole? Chi fa informazione, quella che conta, siamo noi, no?
Si chiama DIVIDE ET IMPERA
Se prima era molto astutamente velata dalle incombenti “crisi economiche cicliche”, negli ultimi due anni la tattica del DIVIDE ET IMPERA è diventata particolarmente esplicita ed ha sconvolto tutti. Ora esistono due FAZIONI: il “MAINSTREAM” e gli “INDIPENDENTI”… Se crediamo, appartenendo ad una delle due fazioni, di essere a posto e nel posto giusto, allora non abbiamo capito proprio NULLA!
Ci stanno ARTIFICIOSAMENTE dividendo e mettendo gli uni contro gli altri! E se ci cadiamo siamo veramente fessi e fritti!
E, sia ben inteso: non ho detto che non esistano gli ipocriti e gli opportunisti, in ognuno dei lati, cui tale stato di cose vada a pennello. Ma non sono la maggioranza, in tutte e due la parti della barricata.
L’unico modo per rimettere le cose a posto è di PARLARSI e SPIEGARSI tra le suddette “fazioni”, perché almeno una cosa l’abbiamo in comune, almeno al fondo delle cose: vogliamo lavorare nel mondo dell’informazione.
Forse all’inizio non si sarà facile arrivare a CAPIRSI, ma se riusciamo a mettere da parte gli insulti e le accuse becere (e reciproche), forse riusciremo almeno a capire cosa è successo e CHI ha provocato tutto questo, o chi, involontariamente e in buonafede, ci è cascato ed ha finito per favorire la divisione in fazioni.
Il nuovo che avanza è un pericolo solo se non lo si capisce

E poi c’è un altro problema… che è un problema solo se non lo si affronta con intelligenza.
Infatti, per fortuna, se lo si guarda attentamente è anche una fonte di SPERANZA.
Mi riferisco ai SOCIAL NETWORK.

Oggettivamente, sono principalmente una fucina di persone che si stanno dando da fare per cercare e offrire INFORMAZIONE. Il che, di per sé, non è una cosa brutta.
Molti di loro sono arrivati a farlo proprio perché non hanno più fiducia in un Giornalismo che sembra non avere più nulla della sua anima originaria.
Ma, al di là dell’affatto infondata critica, quel che conta veramente, almeno per chi ha veramente a cuore l’INFORMAZIONE, è che costoro non vanno attaccati e vilipesi, come fossero un fastidio per dei “virtuosi” del Giornalismo!
Intanto, perché tanto “virtuoso” non lo è nessuno (siamo comunque “umani” e perciò imperfetti, giusto?). E poi perché chi cerca di fare informazione va, piuttosto, incoraggiato e aiutato a farlo in modo giusto ed eticamente impeccabile!
Le cosiddette “FAKE NEWS” (NOTIZIE FALSE) sono possibili solo se non si affronta il fenomeno in modo COSTRUTTIVO!
Invece, molti giornalisti attaccano chi fa informazione alternativa e cercano solo di discreditarli e ridicolizzarli, invece di cercare di capirli… Comportamento che, sinceramente, dà l’impressione che piuttosto ne abbiano paura e che si voglia difendere la propria “corporazione”, diventata un “POTERE” essa stessa!
Difendendola da chi, paradossalmente, sta facendo proprio quello che un VERO giornalista dovrebbe fare: criticare chi ha un potere e lo usa male o impropriamente!
Credo, seriamente, che sia RESPONSABILITA’ dei bravi Giornalisti, aiutare questi fenomeni a crescere in maniera sana e non lasciarli in mano ai manipolatori e agli arruffapopolo di turno. Quello sì che sarebbe un errore, imperdonabile!
Beh, è chiaro che c’è molto da sistemare. Ed è decisamente chiaro che sarebbe ben più che opportuno incontrarsi e discuterne tutti insieme… se non altro alla faccia di chi cerca di dividerci!
Ecco perché è il caso di incamminarci verso gli STATI GENERALI DEL GIORNALISMO E DELLA INFORMAZIONE.
Pertanto, che ne dite, proviamo a darci da fare?
A voi la parola. Ogni articolo in merito sarà il benvenuto. Il dibattito pre-incontro è aperto.




