L’esercito siriano e i gruppi di miliziani combattenti che sostengono il Presidente Bashar Assad, con l’appoggio dell’aviazione russa, hanno liberato una serie di centri abitati nei monti turkmeni, nella periferia nord di Aleppo. Hanno tagliato la via della fornitura di armi, di munizioni per i terroristi dalla Turchia. L’esercito siriano è praticamente giunto al confine con la Turchia. È stato questo a creare una vera e propria crisi isterica sia tra gli stessi terroristi, trovatisi nel “cuore” dell’accerchiamento, sia tra i padroni oltreoceano.
Il Segretario di Stato USA John Kerry ha accusato la Russia dell’uccisione di donne e bambini sotto i bombardamenti degli aerei russi in Siria. “Questo deve terminare”, ha dichiarato. Inoltre, Kerry ritiene che la Russia e l’esercito siriano, insieme ai miliziani, stiano violando la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU №2254, che esorta a garantire l’accesso degli aiuti umanitari a tutte le aree della Siria e a terminare i bombardamenti nelle zone dove vive la popolazione civile.
L’addetto stampa del Dipartimento di Stato USA John Kirby ha sostenuto Kerry. Ha dichiarato che la Russia ha fatto saltare le trattative pacifiche con la Siria, dato che continuando i bombardamenti di civili e dell’opposizione siriana, impedisce l’arrivo degli aiuti umanitari.
E, ovviamente, anche il cancelliere tedesco Angela Merkel (impossibile senza di lei!) ha esortato la Russia e il Presidente Bashar Assad a interrompere le azioni militari in Siria.
Letteralmente il giorno prima, il “Deutsche Welle”, pubblicando le informazioni sull’incontro tra i paesi donatori nei confronti delle organizzazioni di aiuti umanitari in Siria, ha intitolato l’articolo in modo piuttosto tendenzioso: “Come da tradizione si dimostrano essere più generosi i paesi europei, mentre la Russia non si affretta a correre in aiuto dei siriani”. Un’evidente bufala mediatica negativa.
In altre parole, quando per 2 anni le forze della coalizione hanno bombardato senza risultati la sofferente Siria e la popolazione civile, sia a causa di questi bombardamenti, sia per mano dei terroristi dell’ISIS, è morta davvero, questo era “giusto”. Al proposito, gli USA fino ad oggi hanno tenuta nascosta la vera statistica dei morti civili in Iraq e Siria durante la presenza dei militari americani in questi paesi. Non appena gli aerei russi e l’esercito siriano, in 4 mesi, hanno messo alle strette i terroristi combattenti di diversi gruppi, dall’ISIS al “Jabhat al-Nuṣra”, accuditi e coccolati dai neocon USA, allora è diventato “scorretto”.
Va tenuto conto del fatto che non è stata presentata nessuna prova dell’uccisione della popolazione civile dovuta proprio ai bombardamenti degli aerei russi. Perché, semplicemente, queste prove non ci sono. È solo uno scossone nell’aria e un teatrale risentimento dei neoconservatori espertissimi nella politica delle due misure.
Cosa sta avvenendo di fatto?
Come si è chiarito, non è stata la Russia a far saltare le trattative di pace sulla Siria. Secondo Bashar Jaafari, il capo della delegazione siriana per le trattative, la Turchia, il Qatar e l’Arabia Saudita hanno imposto ai propri “vassalli” della cosiddetta “opposizione siriana Ryad” di lasciare Ginevra. Proprio questo raggruppamento ha richiesto, durante le trattative, l’interruzione immediata delle operazioni militari russe in Siria, ponendo in tal modo una condizione impossibile da rispettare.
Al che il capo del Ministero degli Affari Esteri russo, Sergej Lavrov, ha subito reagito. Ha dichiarato che l’operazione militare della Russia in Siria terminerà solo dopo l’eliminazione di tutti i terroristi, sia dell’ISIS, sia di “Jabhat al-Nuṣra” e di chiunque altro.
In particolare, Sergej Lavrov, ha detto quanto segue: “Noi siamo abituati a tali affermazioni, che non si basano su nessun fatto e riflettono, a mio avviso, l’inquietudine dei nostri partner occidentali per il fatto che l’aviazione russa agisca nello spazio aereo siriano unitamente alle forze aeree siriane in maniera efficace, raggiungendo gli obiettivi che ha la comunità internazionale.
Noi siamo abituati a tali dichiarazioni. È tipico non solo per il tema siriano, ma anche per altre questioni calde della politica mondiale, i nostri partner occidentali preferiscono commentare senza che nessuno abbia visto alcun fatto, perché i fatti, per la maggior parte, non sono in grado di presentarli”.
Ed ecco i fatti reali
Già il 12 gennaio, ben prima dell’inizio delle trattative mondiali sulla Siria a Ginevra, il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa della Russia, Igor Konashenkov, parlando a una conferenza stampa di fronte ai giornalisti di diversi paesi, ha raccontato che i terroristi dell’ISIS e di altri raggruppamenti organizzano appositamente delle provocazioni. Sparano su centri abitati civili con armi d’artiglieria per poter successivamente accusare della morte dei civili l’esercito siriano.
Pare che tali provocazioni servissero per accusare non solo l’esercito siriano…
Ecco uno degli episodi registrati dai militari siriani. I centri abitati di Kafer-Zaja e Fuaa, provincia di Idlib, sono stati colpiti da un razzo e da una sparatoria d’artiglieria da parte dei raggruppamenti “Jabhat al-Nuṣra” e “Aḥrār al-Shām”. Su questi fatti John Kerry non ha proferito parola durante il suo profondo discorso.
Per quanto riguarda gli aiuti umanitari, i politici USA ed europei e i giornalisti del “Deutsche Welle” semplicemente ignorano i dati ufficiali. Dal 16 gennaio le Forze Armate russe hanno iniziato un’operazione umanitaria in Siria. Lo scopo principale di questa operazione era la consegna di prodotti necessari, medicamenti e generi di prima necessità per la popolazione civile. Il primo aereo IL-76 ha consegnato 40 tonnellate di aiuti umanitari agli abitanti della città di Deir el-Zor.
Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno consegnato in Siria diversi tipi di aiuti. Solo che la maggior parte di questi carichi si ritrova nelle mani dei terroristi. Questo fatto è noto già da tempo sia alle stesse organizzazioni umanitarie, sia alla Damasco ufficiale.
Come ha dichiarato il capo della Soprintendenza operativa del Quartier Generale delle Forze Aeree russe, il generale-luogotenente Sergej Rudskoj, più volte sotto forma di convogli umanitari sono stati individuati tentativi di transito di armi e munizioni diretti ai terroristi ed evacuazioni di combattenti feriti.
E tale dichiarazione è rafforzata da fatti molto concreti.
Ad esempio, la città di Osman da poco liberata, si trova a 13 km dal confine con la Giordania. Nell’ex quartier generale dei combattenti i militari siriani hanno trovato una gran quantità di munizioni. Tra l’altro sono state individuate cariche di polvere con contrassegno bulgaro.
Nell’ospedale sono stati trovati in abbondanza medicamenti e strumentazioni dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. Sulle pareti dell’ospedale c’era il logotipo di un’organizzazione umanitaria chiamata Società medica siriano-americana.
Questa organizzazione è stata registrata nel 2012 nello stato americano dell’Illinois. Ha iniziato la propria attività accusando il governo di Bashar Assad di utilizzare armi chimiche. Quando non sono state trovate prove, l’organizzazione ha smesso di “brillare” nei media internazionali.
Ciònonostante, la Società medica siriano-americana ha continuato la propria attività. A dire il vero essa presta aiuti umanitari esclusivamente ai terroristi dell’ISIS. Essa ha acquistato e ha consegnato ai combattenti dell’ISIS medicamenti e ha anche organizzato il ricovero ospedaliero per i terroristi.
Tuttavia, non è tale attività a costituire lo scopo principale per la Società medica siriano-americana. Quando ha avuto inizio l’operazione delle forze aeree russe in Siria, questa organizzazione ha iniziato a condurre un’intensa attività per la creazione di diverse bufale mediatiche a discredito dell’operazione militare russa in Siria. Ha dichiarato che pare che a soffrire per gli attacchi delle forze aeree russe siano i civili e non i terroristi dell’ISIS.
Il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa della Russia, racconta: “Questa organizzazione ha rapporti con la medicina non più di quanto l’ISIS ne abbia con il movimento scout internazionale. La vera funzione di simili strutture è quella di creare bufale mediatiche impersonali per la successiva ripresa da parte dei mass media incaricati”.
Ecco, allora, quali sono le organizzazioni umanitarie internazionali ostacolate dagli aerei russi a prestare soccorso…ai combattenti dell’ISIS. Ecco chi in realtà John Kerry difende così furiosamente e ad alta voce!
Eh già, come possono i neocon non difendere il proprio business ben avviato? Ecco i fatti esposti dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon. Secondo la sua valutazione nel 2015, l’ISIS ha guadagnato da 400 a 500 milioni di dollari con la vendita del petrolio. E ciò nonostante il divieto introdotto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. In totale dalla vendita non solo di petrolio, ma anche dalla vendita di beni archeologici, culturali, dal racket che vessa la popolazione locale e gli imprenditori, dalle vendite di narcotici etc. gli introiti dell’ISIS, secondo gli esperti, sono stati di circa 1 miliardo di dollari.
Chi sono i “clienti” fissi di tale grande business? Chi acquista dai combattenti dell’ISIS petrolio a poco prezzo? E i beni culturali? Chi “nutre” l’ISIS e lo fa crescere, conquistando continuamente nuovi territori? Chi rifocilla con solerzia l’ISIS di aiuti umanitari, armi, nuovi combattenti? Ovviamente gli stessi che ora cercano così attivamente di fermare l’efficace operazione militare russa in Siria. Perché i padroni dei politici-neoconservatori non vogliono perdere il proprio introito annuale.
Per quanto riguarda il cinico titolo della “Deutsche Welle”, la professionalità dei giornalisti qui non c’entra. Anche loro eseguono un compito. A dire il vero, la logica di tale bufala mediatica manca del tutto.
La pubblicazione, intitolata con un tale titolo scandalistico, racconta della conferenza per la raccolta di mezzi di aiuto per i profughi siriani. Questa conferenza è stata organizzata per 3 anni di fila da un unico paese, il Kuwait. E solo ora, quando l’Europa, come si dice, brucia, la Gran Bretagna, la Norvegia e la Germania si sono unite al Kuwait nel tentativo di aiutare la Siria. E hanno anche chiamato in aiuto i relativi istituti ONU.
Se i profughi siriani non si fossero diretti in Europa, ma in un’altra parte del mondo, è difficile che i rappresentanti dei paesi europei avrebbero trovato in fretta l’importo di 10 miliardi di dollari per risolvere il problema.
Inoltre, il metodo con il quale le personalità pubbliche europee cercano di liberarsi dal flusso di profughi è piuttosto strano. No, loro non hanno intenzione di aiutare materialmente i civili siriani affamati e diseredati direttamente in patria. Semplicemente, con questi miliardi di dollari costruiranno nuovi centri di accoglienza per i profughi nei paesi vicini alla Siria… Ovviamente perché questi stessi profughi non raggiungano l’Europa e restino tutti là, lontani dalle coste europee.
Quindi cosa c’entra la Russia? Perché i russi vengono coinvolti in questo anomalo affare quando, oltre alla Russia, nessun paese al mondo ha aiutato la Siria?
Confrontate: un centro di accoglienza per profughi o…5562 voli di aerei militari delle forze aeree russe, il lancio di 97 missili da crociera da basi marittime e aeree, con l’aiuto dei quali in 4 mesi sono stati liberati centinaia di centri abitati che hanno subito per 4 anni l’invasione dell’ISIS…
Ecco solo uno degli esempi di tale tipo di aiuto. Il centro abitato di Bgelja, dove i combattenti dell’ISIS hanno compiuto un’esecuzione di massa di 300 persone per intimidazione della popolazione locale. Il giorno dopo, il bombardiere russo Su-34 ha colpito e, come risultato, sono stati eliminati 60 terroristi, tre camion con munizioni, due jeep con impianti di artiglieria antiaerea. E la popolazione civile è stata salvata dalla successiva giustizia sommaria dei combattenti dell’ISIS.
Pochi fatti? Solo tra il 16 e il 19 gennaio i piloti russi, compiendo 157 voli militari, hanno distrutto 600 obiettivi dell’infrastruttura dei terroristi. Infierendo, per giunta, i colpi più “dolorosi” per gli sponsor d’oltreoceano dell’ISIS, distruggendo nella provincia di Rakka, la stazione di pompaggio del petrolio e nella provincia di Aleppo un’intera colonna di autocisterne che trasportavano petrolio.
Proprio tale efficacia spaventa i neoconservatori. Quindi, muovendo i relativi fili, essi vogliono realizzare un nuovo scenario e mettere in azione i propri vassalli, l’Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia.
Igor Konashenkov, il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa russo, ha dichiarato che la Turchia si sta preparando in questi giorni a un’incursione militare in Siria. Il canale televisivo “Al-Arabia” ha trasmesso le parole del consigliere del ministro della difesa dell’Arabia Saudita, il general Akhmed Asiri, relativamente al fatto che le forze militari del suo paese sono pronte a iniziare un’operazione terrestre in Siria. Per fare ciò i sauditi stanno preparando 150 mila combattenti mercenari di diversi paesi del mondo arabo.
Occorre sottolineare in modo particolare che questi mercenari sauditi sono gli stessi combattenti terroristi dell’ISIS che sono scappati dai bombardamenti russi. E ora sono pronti a combattere sotto la bandiera dell’Arabia Saudita. A loro non importa con chi e per cosa combattere, basta che vengano pagati.
Su comunicazione dell’Agenzia canadese GlobalResearch, questa incursione è già iniziata. L’esercito turco ha fatto irruzione nel territorio siriano vicino alla città di Jarablus. Mentre Russia Insider comunica che i militari turchi hanno occupato la città di Jarablus, controllata dai combattenti dell’ISIS, senza aver sparato un solo colpo. Ciò è confermato dalle supposizioni che le truppe turche e i terroristi dell’ISIS agiscano insieme e abbiano da tempo stabilito delle strette relazioni.
A queste azioni e dichiarazioni ha risposto il capo del Ministero degli Esteri siriano, Walid Muallem. Lui, in particolare, ha dichiarato che i militari stranieri sconfinati nel territorio del suo paese senza permessi speciali torneranno a casa in casse di legno.
L’Association press ha citato le parole di Walid Muallem: “Qualsiasi incursione terrestre sul territorio della Siria senza il consenso del governo siriano sarà interpretato come un atto di aggressione a cui ogni cittadino del paese deve opporsi. Mi dispiace dirlo, ma torneranno a casa in casse di legno”.
Il Vicino Oriente, grazie alla connivenza dei neoconservatori oltreoceano, può diventare catalizzatore della terza guerra mondiale.
Post scriptum
Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha inviato una relazione al Consiglio di sicurezza di questa organizzazione mondiale. Nella relazione riporta una serie di fatti sconfortanti. In essa dichiara: hanno giurato fedeltà all’ISIS in diverse parti del pianeta 34 raggruppamenti terroristici armati. Inoltre, secondo le previsioni degli esperti dell’ONU, il numero di questi raggruppamenti quest’anno potrà solo crescere.
Ban Ki-moon avvisa di nuovi attacchi terroristici da parte dei raggruppamenti attivi nei seguenti paesi: Uzbekistan, Pakistan, Filippine, Libia e Nigeria. Nella relazione dice quanto segue: “Il recente ampliamento dell’IS nell’Africa Occidentale e Settentrionale, nel Vicino Oriente, nell’Africa Meridionale e sud-orientale dimostra a quale velocità e con quale volume si stia diffondendo questa minaccia in soli 18 mesi”.
Ban Ki-moon ritiene che l’ISIS ad oggi sia “una minaccia senza precedenti” per tutto il mondo.
Invece di unirsi alla Russia contro tale minaccia, i politici europei eseguono l’“ordine” di Washington ed espongono in modo criminale e negligente i propri paesi alla minaccia di nuovi attacchi terroristici.
Elena Putalova
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