Europa Forse, Europa No, Europa Sì

Foto di copertina: Negli ultimi 13 anni l’Unione Europea sta vivendo un momento “NO”, molto più che critico, quasi esistenziale, che ne sta mettendo a rischio il futuro. Tutto ciò è prima di tutto dovuto al lungo periodo d’incertezza a cui l’unità europea è stata sottoposta fin dalla sua nascita, tenendola sempre in “FORSE”, e perciò rendendola debole e soggetta a manipolazioni di diverso tipo da parte di chi la vede come un ostacolo al proprio potere. Allo stesso tempo, è un bene che una conquista che noi cittadini davamo per scontata sia a rischio, perchè forse così ne capiamo il vero valore e reagiamo prima di perderla a causa dei giochi di potere di pochi, ritrovando le motivazioni non solo per non farci defraudare di quanto abbiamo conquistato, ma addirittura per fare definitivamente quel passo in avanti che la classe politica sembra restia a compiere, facendo dell’Europa un luogo speciale di cui essere fieri, il nostro luogo speciale, come noi Popoli Europei lo vogliamo, a cui dare il nostro convinto “SI”.

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo sono alle porte e, nonostante lo scrutinio del voto sia previsto alle ore 23:00 del 26 Maggio 2019, fin d’ora c’è aria di campagna elettorale, una campagna che non sarà affatto pacifica, quasi una resa dei conti tra chi finora ha tenuto l’Unione Europea in FORSE, coloro che la vorrebbero sparire con un bel “NO”, stile Brexit, e coloro che si battono da 70 anni perché l’Unione Europea, come la volevano i suoi Padri Fondatori, diventi l’Europa dei Popoli. Uno scontro che forse contribuirà a far schierare i cittadini e chiarire le idee a chi si arroga il vanto di parlare per loro e di fare i loro interessi.

INSIGHT360 – Europa Forse, Europa No, Europa Sì

Introduzione

a cura della Redazione di PLANET360.info

Sono molti gli eventi che negli ultimi anni hanno scosso gli equilibri dell’Unione Europea e addirittura rischiano di mettere in discussione i suoi princìpi fondanti.

In effetti, non si può negare che l’attuale struttura para-federale sia piena di difetti, ma, come sempre, ci sono due modi per affrontare i conseguenti problemi.

Picture: Arte murale sulla Brexit, di Banksy

C’è chi lavora per cambiare le cose e migliorare il sistema fino a farlo diventare la struttura condivisa ed apprezzata da tutti di cui c’è indubbiamente bisogno, e c’è chi preferisce defilarsi, tirarsi indietro, proponendo l’uscita dall’Unione Europea.

E c’è anche chi cerca addirittura di boicottare e distruggere il progetto di una Federazione Europea, come se una futura Unione Europea forte e coesa potesse essere una minaccia… Ma “minaccia” per chi?! Costoro mettono in evidenza solo i difetti dell’Unione Europea, drammatizzandoli come se fossero la causa di tutti i mali, addirittura facendo credere che sia proprio l’Europa la responsabile dei problemi che opprimono gli stati che ne sono membri. Un’estremizzazione che suona tanto assurda quanto irrealistica. 

Come spesso abbiamo affermato sulle nostre pagine, quando in troppi puntano il dito contro qualcuno o qualcosa, accusandolo di essere il male assoluto e l’unico colpevole, è quantomeno saggio smettere di guardare l’oggetto dell’accusa e scoprire chi c’è dietro quelle dita accusatorie ed il loro vero ruolo, le loro effettive responsabilità ed i loro veri interessi.

Ciononostante, è bene ascoltare le ragioni di tutti, anche dei più spietati dissacratori dell’Unione Europea, perché molti di loro lanciano delle accuse che, al di là delle forme poco gradevoli, un senso o un fondo di verità lo hanno. Perciò, le loro ragioni di chi protesta vanno capite e gli va data una risposta concreta, costruttiva, proprio per non permettere a chi vuole sfruttare quei punti dolenti di attaccare a testa bassa e dividere, distruggere. Se una soluzione c’è, dobbiamo trovarla, tutti insieme. 

Il nostro intento, infatti, è di trovare un modo per far sì che il nostro continente possa continuare a vivere in pace e senza anacronistiche restrizioni a cui non siamo più abituati da almeno 5 generazioni. Realisticamente, la stragrande maggioranza dei cittadini europei non digerirebbe affatto l’idea che tornino le frontiere e le complicazioni di cui ci eravamo finalmente liberati, ne’ che tutto costi di più per via dei vecchi dazi doganali. Ne’ di non essere più additati nel mondo come uno dei pochi esempi nella Storia di capacità di vivere in pace e creare benessere per tutti, cosa che facciamo, anche se con qualche difetto, da oltre 70 anni, mettendoci alle spalle i precedenti secoli di buia ferocia e distruzione tra noi europei.

Di nuovo tutti contro tutti?  (disegno di HILPPA HYRKÄS)

Alcuni si sono convinti che è meglio dividersi e tornare a vivere ognuno a casa propria, immaginando illusoriamente che il proprio stato o la propria regione possa così e solo così diventare un luogo perfetto e dorato… ma dimenticando che per prima cosa non esiste un luogo senza difetti e senza cattivi e pertanto, così chiuso a tutto e a tutti, quel luogo potrebbe addirittura diventare una “prigione”, perché da un luogo chiuso al mondo nessuno può liberamente decidere di andarsene.
In sostanza, chi la pensa così sta tentando di ricostruire l’incubo di cui ci siamo liberati appena 70 anni fa!

Questo atteggiamento di chiusura, che di fatto perora un suicido collettivo, può avere due motivazioni:
1 – sono persone la cui vita ha subito delle esperienze talmente negative e traumatiche da farne dei prigioneri delle proprie paure e rancori. In tal caso, ciò deve indurci a cercare un modo che li aiuti a risolvere le loro paure o i loro motivi di astio, perché di certo quei pochi non possono pretendere che tutti gli altri vivano con le loro paranoie e addirittura ne subiscano le conseguenze. A maggior ragione se tale tentativo di diffondere paura e odio è proprio quello stanno facendo pur di trovare proseliti alla loro causa e sentirsi meno soli.
2 – però ci sono anche coloro che stanno facendo tutto ciò con il solo cinico 
intento di conquistare il potere, applicando l’antica strategia “Dividi et Impera“. In tal caso, costoro vanno sempicemente denunciati per quello che sono, dei manipolatori che vogliono un mondo sotto il loro totale controllo, evidentemente l’unico in cui loro si sentono sicuri… il che, anche se denuncia il loro disturbo della personalità, non li giusitfica affatto e vanno fermati prima che possano fare enormi danni, come la Storia ci insegna.

Una comunità include, mai esclude, ne’ obbliga a rimanere

Il vero modo per batterli è proporre un’alternativa costruttiva e realistica e perciò credibile, quella che tutti vorrebbero. E anche se la moderazione deve confermare la sicurezza in ciò per cui ci stiamo battendo, non dobbiamo mai lasciare che le urla rabbiose o le menzogne manipolatrici di chi non vuole l’unità e la cooperazione dei popoli ci facciano perdere la calma e la sicurezza o sovrastino le nostre voci e le nostre ragioni.

Se costoro sono del primo tipo, una volta rassicurati sapranno anch’essi contribuire a migliorare l’Europa di tutti. Se sono del secondo tipo, costoro si mettono fuori gioco da soli, perché noi andremo avanti a costruirla la VERA EUROPA DI TUTTI. Basta fare buon uso del dono immenso che abbiamo come esseri umani, quello dell’intelligenza, costruendo qualcosa di buono e utile, qualcosa che unisca e ci faccia sentire tutti meglio e senza troppe paure, quello che semplicemente chiamiamo “comunità umana”.

Qui in Europa gli abbiamo dato un nome: Unione Europea. Facciamo in modo che finalmente funzioni come dovrebbe, cioè mai più un’Europa delle Elites che si arrogano il diritto di decidere per noi cittadini senza consultarci. Quel che vogliamo è una vera EUROPA DEI POPOLI SOVRANI.

Con ciò avviamo il dibattito, invitando tutti al rispetto di ogni idea, anche se estrema, perché ne va comunque capita l’origine e le motivazioni, proprio per darle una risposta costruttiva.

Buon lavoro!
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La Redazione di PLANET360.info


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Posted by Guido De Simone

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