Di Elena Putalova
The Ameriken Thinker ritiene che invece della Turchia la NATO debba ammettere la Russia. L’unione avente una tale potenza nucleare dovrebbe organizzarsi contro l’islamismo, quindi anche contro “Lo stato islamico turco”. I giornalisti americani ritengono che con la Russia l’Occidente avrebbe molti più punti di contatto che con la Turchia, che utilizza la sua appartenenza all’Alleanza Atlantica solo per realizzare i propri interessi. Nel 2000 il governo turco si é orientato verso l’islamizzazione del paese. Gli interessi della Turchia ora non coincidono con la linea generale della NATO. Infatti l’Islam, per l’Occidente, é sempre stato più pericoloso dell’Unione Sovietica. É ora che la NATO svolti verso la Russia.
Paul Vallely, generale in pensione dell’esercito americano, principale esperto militare del canale televisivo Fox, in una sua recente intervista a NewsMax TV ha osservato che il governo turco cerca di creare oggi un nuovo impero Ottomano. E ha invitato a estromettere la Turchia dalla NATO per l’aiuto occulto all’ISIS.
The Washington Times ha osservato che bombardando curdi in Siria e in Iraq, la Turchia presta sostegno aereo all’ISIS. Apre i confini ai combattenti islamici verso la Siria. Il paese si sta trasformando poco alla volta in una dittatura teocratica islamica. In Turchia non c’é più libertà di parola.
Davvero in Turchia oggi i giornalisti possono solo sognare la libertà di parola. Secondo l’agenzia informativa turca Dogan, il 26 novembre ad Ankara la polizia ha arrestato due noti giornalisti turchi. Si tratta del capo redattore del quotidiano “Repubblica” Can Dünda e del corrispondente Erdem Gül. I giornalisti sono stati accusati di spionaggio e di partecipazione a organizzazioni terroristiche, di avere svelato dei segreti di Stato.
Di fatto al governo del paese non é per niente piaciuto l’articolo che il quotidiano “Repubblica” ha pubblicato questa estate. In esso si dice che i militari e le forze speciali turche forniscono armi ai combattenti dell’ISIS in Siria.
Già in giugno il presidente turco Recep Erdoğan ha personalmente querelato questi giornalisti, esigendo due ergastoli più 42 anni di reclusione per concorso di reati. Nella querela é scritto che l’articolo pubblicato “non corrisponde alla verità”, che i dati “sono stati falsificati e ottenuti da una struttura parallela”.
Certo, si può tappare la bocca ai giornalisti turchi, per mantenere la faccia di fronte ai paesi della NATO e all’Unione Europea, nella quale la Turchia vorrebbe entrare. Tuttavia, che fare di questi fatti…
Secondo i dati dell’agenzia di informazioni tedesca AWDNews, Hakan Fidan, capo dell’Organizzazione di Intelligence Nazionale (MIT), ha dichiarato con forza da poco che in tutto il mondo é ora di accettare l’ISIS come stato indipendente. Nel suo intervento ha detto che lo Stato Islamico é una realtà. E che non é il caso di combatterlo!
L’ISIS, secondo la direzione dell’intelligence turca, é un sistema statale molto buono, popolare e organizzato perfettamente. Per questo occorre accettarlo.
Mentre la Russia combatte contro una minaccia non terroristica. Cerca con i propri mezzi di “soffocare la rivoluzione islamica in Siria”.
“Invito i miei colleghi occidentali a rivedere le proprie posizioni sul movimento politico islamico e a contrastare i piani di Vladimir Putin per debellare i rivoluzionari islamici siriani”, ha detto apertamente H. Fidan.
Come se non bastasse, egli propone di aprire una rappresentanza dell’ISIS a Istanbul, per fermare il flusso di combattenti credenti in tutto il mondo, che fuggono verso lo Stato Islamico.
Pertanto, alla luce di queste dichiarazioni, risulta molto attuale il commento del presidente russo che la Turchia cerca di mettere la NATO al servizio dell’ISIS. Cosa nella quale é ben riuscita, abbattendo l’aereo militare russo SU-24M che stava svolgendo una missione antiterroristica sul territorio siriano su richiesta di questo paese.
Come ha dichiarato il capo delle Forze aeree russe Viktor Bondarev, é stata un’azione pianificata in anticipo e un attacco accuratamente preparato. “I risultati di un controllo oggettivo del radar siriano confermano la presenza in volo nella zona di due F-16C, di turno dalle ore 9 e 11 minuti fino alle ore 10 e 26 minuti, per 1 ora e 15 minuti, ad un’altezza di 2,4 mila metri, il che presuppone un’azione pianificata in anticipo e della predisposizione dei caccia ad agire con un’imboscata aerea sul territorio della Turchia”, ha dichiarato Viktor Bondarev.
Come testimonia il comandante dell’aviazione militare russa, all’aereo turco F-16 occorrono circa 46 minuti per decollare dalla base aerea di Diyarbakýr fino al luogo di lancio del missile sull’aereo russo. Ciò supera il tempo necessario per un attacco non premeditato di 12 minuti. E dimostra la versione di un’imboscata appositamente preparata.
Inoltre, il caccia turco F-16 ha attivato il sistema di attacco 1 minuto e 40 secondi prima che il bombardiere russo SU-24 si avvicinasse al confine turco-siriano. L’aereo russo é stato abbattuto a 5 km dal confine con la Turchia, sul territorio siriano!
Come dice Viktor Bondarev, il bombardiere russo si é trovato per 34 minuti nella zona di identificazione dei mezzi radar delle forze aeree turche.
Quindi, come riteniamo noi, la dichiarazione del presidente Erdogan in merito al fatto che la parte turca non sapesse a quale aereo appartenesse l’aereo da loro abbattuto, non corrisponde al vero.
Chi ha in realtà sparato al pilota russo sceso con il paracadute dall’aereo abbattuto dai turchi?
Il sito “Russkaja Vesna (Primavera Russa)” e il portale del canale televisivo russo NTV hanno svolto una propria ricerca in internet, per testimoniare il fatto eclatante. Il pilota russo é stato ucciso non da “rappresentanti dell’opposizione siriana”, ma da agenti speciali turchi in missione speciale.
Il nome di questa persona é Alpaslan Celik. Ha attivamente rilasciato interviste televisive ai giornalisti dell’agenzia Reuters, vantandosi della sua “grande” impresa eroica.
Come si é chiarito, Alpaslan Celik non é un turkmeno siriano (cioé un turkmeno nato in Siria ed entrato a far parte delle file dell’“opposizione siriana” contro il presidente Assad). É nato, cresciuto, ha studiato e si é formato come personalità in Turchia. Alpaslan Celik é il figlio dell’ex sindaco della città turca di Keban, nella provincia turca di Elâzığ.
Volete le prove? Un anno fa alcune risorse internet turche hanno informato contemporaneamente che il figlio dell’ex sindaco di Keban era andato a difendere i turkmeni in Iraq. Ma di fatto si era unito all’ISIS. Ecco la foto con questi commenti. Come si vede ad occhio nudo, l’uomo nelle foto dei giornalisti Reuters e il figlio del sindaco sono identici.
A tradire Alpaslan é stato il suo account su Twitter dove pubblica regolarmente le foto con i propri “successi” tra le file dell’ISIS.
L’organizzazione dei radicali turchi “Bozkrug” si attiene ai dettami del panturchismo. I suoi membri negli anni 70 del secolo scorso hanno partecipato alla violenza politica e molto attivamente. Hanno lavorato nell’ambito del sistema anticomunista di Gladio. I combattenti di quest’organizzazione hanno compiuto più di un atto terroristico.
I membri di “Bozkrug” hanno organizzato a suo tempo l’attentato a Papa Giovanni Paolo II.
Si può fare un parallelismo diretto tra le affermazioni del capo dell’intelligence turca Hakan Fidan e le azioni del gruppo di combattenti-neofascisti turchi sotto la direzione di Alpaslan Celik, che hanno sparato al pilota russo. E la conclusione qui sarà trasparente: i servizi speciali turchi per incarico del governo del paese hanno pianificato per tempo e hanno svolto l’operazione per la distruzione dell’aereo russo SU-24 sul territorio siriano, sparando al pilota russo.
Cos’é stata? Un’azione intimidatoria da parte di Erdoğan?
Il Presidente turco ha nuovamente dichiarato che se saranno violati di nuovo i confini turchi, la risposta da parte sua sarà la stessa del 24 novembre, quando é stato abbattuto l’aereo russo SU-24 sul territorio siriano.
La risposta russa é arrivata subito. Per 8 ore l’artiglieria e i sistemi di reazione missilistica hanno tenuto sotto il fuoco le posizioni dei terroristi a Jebel Turkman (Latakia). Si tratta proprio del luogo dove é stato abbattuto l’aereo russo e dove é stato ucciso il pilota russo.
L’esercito siriano ha occupato questo territorio: tutte le alture chiave e le zone di blindaggio dei terroristi sono state ripulite.
Secondo le parole del rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa Igor Konashenkov, “In conseguenza dei molteplici attacchi dell’aviazione russa ai combattenti siriani, le truppe governative hanno preso il controllo sui quartieri di montagna a nord della provincia di Latakia, allo stesso tempo troncando completamente la fornitura attraverso il confine di armi, munizioni e altri beni materiali ai terroristi in questa provincia. E anche in altre aree nel nord della Siria, la nostra aviazione controlla tutte le vie principali di fornitura delle armi, di munizioni e di mezzi materiali ai combattenti del gruppo terroristico dell’IS”.
Inoltre, é iniziata la collaborazione tra le formazioni dei curdi e l’aviazione russa. Ora l’aviazione russa colpisce le posizioni dei combattenti nei distretti di confine con la Turchia. Aiutando così i curdi a muoversi verso il confine e dando l’assalto ai terroristi nel nord di Aleppo.
In conseguenza di queste azioni congiunte, il gruppo dei terroristi di Alpaslan Celik é stato annientato insieme al suo leader.
Allo stesso tempo é stato eliminato il generale di brigata dell’esercito libero siriano Rashid Bagdash. Proprio lui aveva coordinato l’azione delle forze turche per la distruzione dell’aereo russo SU-24.
La Russia ha dispiegato in Siria il complesso missilistico antiaereo S-400, che può distruggere simultaneamente fino a 64 aerei militari turchi. E, nonostante le minacce del presidente Erdoğan, questi ha dovuto interrompere i voli dell’aviazione militare del proprio paese sul territorio siriano nell’ambito della coalizione internazionale contro lo Stato islamico.
Le unità curde di protezione popolare (YPG) dichiarano che il loro scopo é quello di colpire qualsiasi aereo che voli sopra il loro territorio, il Kurdistan siriano. Secondo il messaggio dell’agenzia ARA News, queste parole sono state pronunciate dopo che due elicotteri turchi militari avevano compiuto un volo di ricognizione sulla città di Qamişlo.
“Un colpo alle spalle” da parte dei fautori dei terroristi, così il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’azione del governo turco.
É stato un colpo alle spalle non solo per la Russia, ma anche per l’Unione Europea, per tutti i paesi che oggi fronteggiano il terrorismo dilagante.
“La Russia si trova in prima linea, combattendo questo “tumore” della contemporaneità. Noi siamo solidali con il presidente russo: l’azione di Ankara é un colpo alle spalle. É un colpo alle spalle non solo per la Russia. É un colpo alle spalle alla coalizione internazionale antiterroristica, si é detto a un meeting contro l’abbattimento provocatorio dell’aereo SU-24 tenutosi ad Atene, in Grecia.
Gli aerei militari turchi per decine di volte al giorno violano lo spazio aereo greco. “Forse, i piloti greci, seguendo l’esempio del pazzo ufficiale turco, dovrebbero abbattere ogni aereo turco che costantemente viola lo spazio aereo del nostro paese? Forse, invidiate il ruolo della Germania, che ha dato il via per due volte a una guerra mondiale?” si é detto al meeting.
Cosa ha ottenuto il presidente Erdoğan abbattendo l’aereo russo?
La comunità mondiale si é finalmente convinta che la Turchia collabora attivamente con l’ISIS: forma i terroristi, cura i combattenti feriti in battaglia, importa di contrabbando il petrolio dai territori siriani conquistati dallo Stato Islamico. E cerca anche di mostrare la propria “potenza”, agendo insieme ai terroristi contro le forze aerospaziali russe, che svolgono legittimamente operazioni per la liberazione della Siria dall’ISIS.
I paesi NATO non sostengono le azioni del presidente turco. Lo hanno lasciato da solo a risolvere i problemi in essere con la Russia.
La Russia ha adottato delle sanzioni contro la Turchia, privandola dei propri turisti. Il regime di ingresso senza visto tra Russia e Turchia é sospeso. Sono stati fermati i voli charter dell’aviazione civile tra questi paesi.
Inoltre, la Russia si rifiuta di acquistare prodotti turchi alimentari e dell’industria leggera. In Russia é stata interrotta l’attività delle organizzazione e società pubbliche turche. Le transazioni plurimiliardarie nell’ambito energetico sono state congelate o liquidate.
Il Nuovo Impero Ottomano guidato dal sultano Erdoğan non si creerà mai. É ora di comprendere che nel XXI secolo non é possibile.
Elena Putalova




