Aerobus A321: due ipotesi sul disastro

Lo scorso venerdì il presidente russo Vladimir Putin ha bloccato i voli delle compagnie aeree russe civili per e dall’Egitto. I turisti russi ora non possono andare in vacanza in questo paese fino a quando le autorità egiziane non garantiranno il necessario livello di sicurezza dei voli aerei.

Dalla nostra corrispondente Elena Putalova

Già nella notte del 7 novembre i turisti russi arrivati nell’aeroporto del proprio paese per raggiungere le località turistiche egiziane hanno ricevuto delle note speciali sui biglietti aerei. Ai turisti è stato proposto di tornare a casa oppure di effettuare un viaggio in un paese più sicuro secondo i tour operators, la Turchia. Il Capo del Dipartimento della cultura e del turismo di Antalya, Ibrahim Adzhar, ha già dichiarato che l’omonima provincia è disponibile ad accogliere tutti i turisti russi che vogliano sostituire alla vacanza in Egitto un viaggio in Turchia. A suo dire, non ci saranno problemi con le sistemazioni alberghiere dei turisti.

Inoltre, il presidente della Russia si è impegnato a garantire assistenza ai cittadini del proprio paese di ritorno dall’Egitto. Al 6 novembre nelle località turistiche egiziane si trovavano 45 mila turisti russi. In relazione alla decisione del Comitato Nazionale antiterroristico russo, saranno effettuati, oltre ai voli regolari, anche voli speciali per rimpatriare tutti i turisti russi in tempi brevi. Il trasporto dei passeggeri e dei bagagli sarà effettuato separatamente. A bordo dell’aereo sarà concesso ai turisti di portare solo il bagaglio a mano, inclusi alimenti per bambini e medicinali di prima necessità.

Il quattro novembre il governo britannico ha iniziato l’evacuazione dei turisti inglesi dall’Egitto. Il sei novembre le compagnie aeree britanniche hanno compiuto 29 voli da Sharm-el-Sheikh per  rimpatriare i 20mila sudditi di questo paese. Anche i governi di Irlanda, Francia e Danimarca hanno consigliato ai propri concittadini di evitare viaggi in Egitto, in particolare nella regione della penisola del Sinai.

Per la prima volta la minaccia del terrorismo internazionale ha provocato tali azioni su larga scala da parte dei governi di diversi stati per evitare possibili attentati terroristici. Il nostro mondo sta cambiando e sembra che non sia proprio in meglio…

Il 31 ottobre l’aereo Airbus А321 della compagnia russa “Kogalymavia”, diretto da Sharm-el-Sheikh a San Pietroburgo, è caduto sulla penisola del Sinai. Sono morte 224 persone tra membri dell’equipaggio e passeggeri dell’aereo.

Ipotesi 1. È davvero un attentato?

Il quattro novembre il ministro degli esteri britannico, Philip Hammond, ha dichiarato che, secondo i dati del governo del suo paese, la causa della catastrofe dell’aerobus russo può essere stata un ordigno esplosivo. A favore di questa versione si è schierato anche il primo ministro David Cameron.

Il presidente degli USA Barack Obama ha sostenuto il primo ministro inglese nell’intervista alla radio KIRO/CBS: «Ritengo che esista la possibilità che a bordo ci fosse una bomba. E la stiamo prendendo seriamente in considerazione».

Entrambi i leader mondiali hanno tratto queste conclusioni in base ai dati delle proprie forze speciali. In particolare, gli investigatori inglesi di una delle forze speciali ritengono che la causa della catastrofe sia stata una bomba posta nella stiva bagagli poco prima del decollo dell’aereo. Ritengono che un terrorista, al momento ignoto, abbia installato l’ordigno esplosivo in una borsa e l’abbia imbarcata nella stiva.

Inoltre, l’intelligence elettronica inglese GCHQ ha intercettato delle conversazioni di terroristi islamici con accento britannico. Come comunica il The Telegraph, jhidaisti con «esperienza di lavoro nell’ambito dell’elettronica», formatisi nei campi di addestramento in Siria, possono aver partecipato alla preparazione della bomba esplosa sull’aereo russo. Nella conversazione intercettata dalle forze speciali, gli islamisti “hanno festeggiato” la caduta dell’aereo. A dire il vero, tutte queste informazioni non sono state confermate ufficialmente.

Il canale televisivo francese France2, facendo riferimento a un investigatore anonimo, che ha partecipato alle indagini sullo schianto dell’aereo, ha comunicato la possibilità di un attentato terroristico. Come riferito da questo canale televisivo, nelle registrazioni delle scatole nere dell’aereo precipitato si sente distintamente un’esplosione.

Secondo i dati dell’agenzia di notizie russa Interfax, una fonte di informazione dal Cairo ha comunicato che nelle registrazioni delle scatole nere si sentono effettivamente dei «suoni non compatibili con un normale volo».

Quanto è concreta l’ipotesi di un atto terroristico? Dato che fino ad ora gli esperti internazionali all’opera in Egitto non ne hanno trovato reale conferma.

Ciònonostante, la testata The Daily Telegraph ha proposto all’analisi dei lettori un’altra “prova indiretta” a favore dell’ipotesi dell’attentato terroristico. Dayle Parker, un turista inglese di 47 anni ha raccontato che una volta, all’aeroporto di Sharm-el-Sheikh, una persona in uniforme gli ha chiesto 20 sterline per un servizio particolare. Per questo modesto importo avrebbe potuto accompagnarlo direttamente al punto di imbarco, evitando tutti i punti di controllo bagagli.

«Siamo passati ignorando tutti i metal-detector, i punti di controllo di sicurezza, abbiamo sorpassato tutte le file. Poi ha messo la mia valigia sul nastro trasportatore e io sono andato al punto d’imbarco. Non hanno mai analizzato il mio bagaglio. Ora, quando ci ripenso, mi sembra una storia strana», dice D. Parker.

L’inglese The Guardian riporta le parole di un altro testimone, il produttore della BBC Vaelja Husejn. Nel suo account twitter ha scritto: «Il personale dell’aeroporto convince i turisti arabi a ricevere per soldi un “servizio rapido” ed evitare le file». Ed ha pubblicato una foto che mostra una persona dare ad un altro soldi nell’edificio dell’aeroporto. Come ha confermato, V. Husejn è riuscito a immortalare il momento di ricevimento di una mazzetta da parte di un dipendente dell’aeroporto.

Tuttavia, secondo la dichiarazione del ministro dell’aviazione civile egiziana, Husam Kamalja, gli investigatori non hanno individuato nessuna prova di un atto terroristico.

Gli esperti russi si astengono dal trarre conclusioni affrettate. Per il momento non sono stati individuati chiari segni di sostanze esplosive sul luogo della caduta dei resti dell’aereo. Come è stato reso noto da LifeNews, i passeggeri che si trovavano nella coda dell’aereo durante la caduta hanno subito traumi da esplosione con ustioni multiple. Secondo esperti indipendenti è il risultato dell’esplosione dei serbatoi del carburante oppure… ecco di nuovo l’attentato terroristico. È presto per emettere il verdetto finale.

Gli specialisti hanno raccolto dei campioni dai corpi delle vittime e da tutti i dettagli recuperati dell’aereo. Tuttavia, direttamente sul campo, con il metodo dell’analisi rapida si possono ottenere risultati solo su tipi di sostanze esplosive noti da tempo. Oggi i terroristi hanno iniziato a utilizzare esplosivo liquido da una serie di prodotti chimici domestici. Quindi gli esperti dovranno studiare i materiali molto a lungo. L’analisi rapida non può dare risultati affidabili.

Come ritiene Denis Dneprovskij, ex capo del gruppo di sminamento del Comando del presidio militare di Mosca,  in questo caso è possibile che si sia utilizzata la cosiddetta “bomba pulita”. Ovvero, una piccola quantità di sostanza esplosiva può aver creato in aereo una pressione eccessiva, che ha portato alla depressurizzazione dell’aereo, alla distruzione della fusoliera, al blocco dei cavi elettrici e all’esplosione del carburante.

L’esempio è l’attentato terroristico dell’11 settembre 1994, compiuto da Al Qaeda. Il terrorista Ramzi Yousef allora aveva fatto esplodere l’aereo con… esplosivo liquido, versato in un piccolo contenitore delle lenti a contatto. È stato il primo attentato terroristico nella storia con una bomba liquida “chimicamente pulita”. É estremamente difficile individuarne le tracce.

Due bottiglie qualsiasi con liquido, in valigia, possono diventare una simile “bomba liquida pulita”. Anche una sola valigia vuota di nuova generazione, riempita di sostanza esplosiva gassosa, può essere una “bomba pulita”. Le valigie sono merce richiesta in Egitto e quindi si vendono ovunque. E i dipendenti del controllo bagagli non pensano nemmeno di aprire una valigia apparentemente vuota dopo il controllo a raggi…

I terroristi oggi possono cavarsela con una bomba che non dà alcun segnale. è sufficiente avere a portata di mano un computer. Chris Roberts, uno dei fondatori della società One World Labs, specialista in sicurezza informatica, è riuscito a forzare il sistema elettronico di un Boeing-737, mentre questo era in volo. Senza difficoltà ha cambiato l’algoritmo di lavoro di uno dei motori. Chris ha dimostrato che, sedendosi al posto del passeggero con un sistema media, si può entrare nella cabina di pilotaggio.

In altre parole, la versione dell’attentato terroristico per la caduta dell’aereo russo è del tutto verosimile. Proviamo a capire a chi fa comodo.

L’ISIS ha già dichiarato che la catastrofe dell’aereo russo è opera sua. Tuttavia non vale la pena di credere a simili dichiarazioni, dato che molti terroristi hanno il desiderio di assumersi qualsiasi catastrofe anche se non vi hanno preso parte.

Ma ecco che altri gruppi combattenti che vorrebbero sovvertire la situazione odierna dell’Egitto avrebbero pienamente potuto compiere un atto terroristico. Uno dei maggiori proprietari della rete di hotel in Egitto ash-Shair ha notato che:  «Le perdite dirette dovute al blocco dei voli da una serie di paesi e l’annullamento delle prenotazioni alberghiere per i mesi invernali è pari a circa 500 milioni di dollari. Secondo i nostri calcoli, se la situazione non si risolve in 4-5 giorni, l’Egitto perderà entro l’anno fino a 2 miliardi di dollari».

L’Egitto pianificava di accogliere nel 2015 fino a 10 milioni di turisti da tutto il mondo. Le entrate totali avrebbero dovuto essere per la fine dell’anno intorno agli 8 miliardi di dollari. Per numero di turisti che visitano questo paese, i russi erano al primo posto.

Le entrate del turismo in Egitto costituiscono l’11% del PIL del paese.

Inoltre, anche le strette relazioni economiche, politiche e culturali instauratisi tra i due paesi, Russia ed Egitto, potevano dare fastidio a qualcuno.

Tuttavia non si esclude anche un’altra ipotesi “stravagante”, ma altrettanto reale, che si può definire in due parole: errore funesto.

Ipotesi 2. L’errore funesto

The Daily Mail il 7 novembre ha pubblicato una nuova notizia sensazionale sul tema della caduta dell’aereo russo. Il 23 agosto 2015, praticamente due mesi prima della catastrofe, un aereo passeggeri britannico con 189 passeggeri a bordo, sorvolando il Sinai, è rimasto in volo per miracolo.  

Le forze aeree militari dell’Egitto, durante le esercitazioni militari, hanno quasi abbattuto l’aereo passeggeri britannico.

L’equipaggio dell’aeromobile della compagnia aerea Thomson è riuscito a notare in tempo il razzo in volo. Il comandante dell’aereo passeggeri è riuscito a cambiare immediatamente la rotta di volo, inclinando l’aereo di linea a sinistra. Dell’incidente erano al corrente solo cinque persone dell’equipaggio, i passeggeri sono rimasti all’oscuro.

Il Dipartimento del trasporto britannico ha confermato questo incidente.

Come è noto, il 31 ottobre, quando l’aereo russo А-321 ha compiuto il suo volo fatale da Sharm-el-Sheikh a San Pietroburgo, era sul Sinai e non lontano si stavano svolgendo delle esercitazioni militari.

A partire dal 27 ottobre e nei 10 giorni successivi, le forze aeree militari di USA, Israele, Polonia e Grecia hanno svolto la più grande manovra di forze aeree militari nella storia di Israele, “Bandiera azzurra”, nel deserto arabico.

Se si guarda la cartina, si vede che è davvero vicino al luogo dove è caduto l’aereo russo.

Poco prima, Jeff Smith, il redattore scientifico di “Veterans Today”, esperto militare, che ha servito molti anni nel Vicino Oriente e nell’Africa Settentrionale, ha valutato la situazione dicendo che «La causa dell’accaduto potrebbe essere solo una bomba a bordo o l’impatto di un razzo israeliano Hawk o Patriot da oltre il confine».

Secondo i dati del Comitato Intergovernativo dell’aviazione (Interstate Aviation Committee), la scatola nera dell’Airbus А 321 non contiene informazioni su difetti agli apparati e al sistema dell’aereo. «Il registratore parametrico di bordo ha interrotto la registrazione in volo nel processo di selezione della velocità sul livello 308 (9.400 metri). Fino a quel momento il volo era avvenuto in modalità normale, non sono state registrate informazioni su avarie del sistema e degli apparati dell’aereo», ha comunicato l’IAC.

Le indagini e la raccolta dei resti dispersi su un territorio di circa 13 chilometri di lunghezza continuano. Secondo la comunicazione della TASS (Agenzia telegrafica degli stati sovrani) «sul luogo della caduta sono stati individuati resti che non corrispondono alla struttura dell’aereo caduto». Questi frammenti sono stati inviati alla perizia.

Il canale televisivo CBS ha comunicato in precedenza che il satellite americano da osservazione ha notato un lampo termico il 31 ottobre a nord del Sinai, anche se non sono state individuate tracce di razzi. Al Pentagono hanno successivamente precisato che i dati del satellite non indicano per forza che ci sia stata un’esplosione, nella zona della caduta dell’aereo si è notata in quel momento attività militare…

Domande senza risposta

Perché Barack Obama e David Cameron, senza aspettare le conclusioni degli esperti internazionali,  hanno così in fretta espresso, con dichiarazioni inaspettatamente gravi, la possibilità di un attentato terroristico a bordo dell’aereo russo? Invece di pubblicarli, non potevano trasmettere i materiali delle proprie forze speciali agli esperti internazionali o alla parte lesa russa, come suggerisce la logica della diplomazia?

Perché la stampa inglese è così pressante? Pubblica di volta in volta informazioni secondo dati non verificati e fa riferimento a fatti collaterali, creando un quadro informativo generale che permette di trarre solo una conclusione: è stato un attentato terroristico?

Cosa accadrà se gli esperti internazionali e russi dovessero insistere sull’ipotesi che contraddice la posizione di Barack Obama e David Cameron? Accetteranno questi politici le conclusioni della parte russa o le ignoreranno?

A chi credere, chi accusare dell’accaduto? Oggi nel nostro mondo in cambiamento ci si può fidare solo di sé stessi, “mettendo in fila” attentamente tutti i fatti e ponendosi le domande giuste. Ma otteniamo  risposte?

Elena Putalova

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Posted by Redazione-Editors Planet360.info

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