Nella foto da sinistra a destra: Mikhail Bryzgalov, Daria Pushkova, Elena Burova, Olga Seliverstova, Tatyana Shumova, Roman Lyulkin. Foto di Dariya Kropotova.
Русский EnglishSi è celebrato a Roma il 150° anniversario della nascita di Fedor Šaljapin
di Guido De Simone
La mostra “Bravo, Šaljapin!” messa a disposizione dal Museo Nazionale Russo della Musica ed esposta nelle sale di Palazzo Santacroce che ospitano la CASA RUSSA a Roma, ha inaugurato una serie di eventi festivi in Italia dedicati al 150° anniversario della nascita di Fedor Šaljapin.
Grazie al talento del cantante lirico russo a cavallo dei due secoli scorsi, un basso dalla voce tanto potente quanto indimenticabile che fu appunto soprannominato lo “Zar-basso”, l’opera russa ha suonato in tutti i teatri famosi, diventando parte integrante del patrimonio culturale dell’umanità.

L’Europa venne a conoscenza di Fedor Šaljapin dopo che egli, nel 1901, ebbe interpretato mirabilmente il ruolo di Mefistofele, di Arrigo Boito, al Teatro alla Scala di Milano.
«Per noi il valore più grande di questo progetto su Šaljapin sta proprio nel fatto che, oltre ai pezzi forniti per la mostra dal Museo Nazionale Russo della Musica, che abbiamo tradotto in italiano, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro alla Scala ci hanno fornito il loro archivio fotografico. Nella situazione geopolitica attuale, come si può capire, questo è estremamente difficile. E ci auguriamo un’ulteriore proficua collaborazione, perché l’Italia è l’unico Paese in cui è stato dichiarato a livello statale che la cultura russa e la cultura in generale sono al di fuori della politica», ha affermato Daria Pushkova, direttrice della CASA RUSSA a Roma.

La mostra “Bravo, Šaljapin!” racconta le pagine luminose della vita del leggendario basso russo, dall’inizio della sua carriera a Kazan e Ufa, fino a Parigi, dove morì all’apice della fama. I materiali della mostra includono anche fotografie del giorno del matrimonio di Šaljapin con la ballerina italiana Iola Tornaghi, dalla quale hanno avuto 6 figli.
«Oggi parliamo di un artista russo, parliamo di musica russa, parliamo del talento di una persona che ha unito il mondo intero. E un tale numero di persone che sono venute oggi alla Casa Russa indica che sono felici di entrare in contatto con l’artista e con il suo ricordo. La mostra è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura russo», ha dichiarato Mikhail Bryzgalov, direttore generale del Museo della musica, lavoratore d’arte onorato della Federazione Russa.

L’evento è proseguito con un’esibizione di musicisti russi, pluri-vincitori di concorsi russi e internazionali e di una qualità che definire eccezionale è un eufemismo:
- La soprano Olga Seliverstova, solista del Teatro Bolshoi, diplomata al Conservatorio statale P. I. Tchaikovsky di Mosca e nel Programma Giovani Cantanti Lirici dell’Opera di Parigi; una delle voci da soprano più potenti mai udite; impressionante!
- Il basso Roman Lyulkin, diplomato e solista all’Accademia dei giovani cantanti del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo e all’Accademia dei giovani cantanti del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; un artista completo, dalla voce profonda, potente e senza sbavature, ma anche dalla capacità interpretativa che ha letteralmente catturato la platea!
- E la pianista Elena Burovaya, diplomata al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, concertista di successo sin durante gli studi. del progetto “Factory” del Teatro dell’Opera di Roma e diplomata a Roma; bravissima nell’accompagnare i due cantanti lirici, ha dimostrato tutto il suo valore con un’esecuzione del preludio di Rachmaninov (Op. 3, n. 2 in do diesis minore) che ha fatto rimpiangere a tutti i presenti di non avere in programma un’ulteriore sua esibizione!
Il bis concesso dai tre artisti con il duetto “Là ci darem la mano”, dal Don Giovanni di W.A. Mozart, ha strappato un meritatissimo lungo ed entusiastico applauso da standing ovation.
Il Centro per i festival cinematografici e i programmi internazionali è stato un co-organizzatore: «Ai nostri tempi è molto importante non permettere che la Russia sia isolata. E tali eventi culturali sono ora una piccola parte del ponte che collega i nostri paesi», ha affermato la sua direttrice Tatyana Shumova.
Una conferma che la Cultura resiste ad ogni tentativo di abbattere i ponti tra i popoli.
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Guido De Simone




