Sergey Razov: “Le crisi vanno e vengono, ma gli interessi restano. La vita non finisce oggi.”

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L’intervista dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov all’agenzia “ADN Kronos”.

Ambasciata Russa in Italia June 01, 2022

1. Siamo oltre il terzo mese di guerra, in qualità di diplomatico crede ancora sia possibile una mediazione per la pace con l’Ucraina?

Qualsiasi conflitto militare prima o poi finisce in pace. Finirà in pace anche il conflitto in Ucraina. Qualsiasi mediazione basata sulla reale conoscenza della situazione, della storia della questione, delle vere intenzioni delle parti, ovviamente, non può che essere accolta favorevolmente. Come abbiamo, ad esempio, accolto con favore il ruolo di mediazione della Turchia, che ha facilitato l’incontro delle delegazioni russa e ucraina a Istanbul. Tuttavia, credo che sareste d’accordo, più importanti sono i contatti diretti tra le parti coinvolte. E a questo proposito, vorrei ricordare che dopo il suddetto incontro di Istanbul, in cui sono stati delineati alcuni punti di convergenza su importanti questioni di risoluzione, la parte russa ha consegnato a Kiev una bozza di trattato di pace, la cui attuazione potrebbe significare il completamento dell’operazione militare speciale russa. Sfortunatamente, non abbiamo ancora ricevuto risposta a questo documento e la leadership ucraina, alimentata da massicce consegne di armi e promesse di assistenza economica, ha ripetutamente cambiato posizione. Le trattative si sono sostanzialmente incastrate. Quindi la mediazione di cui sta parlando potrebbe essere, prima di tutto, quella di spostare la dirigenza ucraina verso una più adeguata valutazione della situazione.

2. I cittadini russi, che subiscono sanzioni e disprezzo da parte del mondo ma anche di partner commerciali fino a poco tempo fa fondamentali per l’economia del Paese, come vivono questa guerra?

Certo, le pesanti sanzioni imposte dall’Occidente collettivo, Italia compresa, inevitabilmente influiscono su alcuni aspetti della vita sociale ed economica in Russia. Allo stesso tempo, La assicuro, il nostro Paese supererà queste difficoltà temporanee. Il Presidente e il Governo stanno introducendo i necessari adeguamenti alla politica finanziaria ed economica, compresa la linea alla sostituzione delle importazioni, che consentiranno di compensare i costi delle sanzioni illegittime. Inoltre, le sanzioni sono un’arma a doppio taglio. Prendo nota delle dichiarazioni allarmanti di rappresentanti del governo e del mondo imprenditoriale italiano in merito ai crescenti problemi legati al rallentamento della crescita economica italiana, all’aumento dell’inflazione, all’aumento dei prezzi di gas, carburante, elettricità e prodotti alimentari.

Per quanto riguarda l’umore dei cittadini russi, secondo i sondaggi dell’opinione pubblica, circa l’80% della popolazione sostiene la politica del Presidente Vladimir Putin, anche nel contesto di quanto sta accadendo in Ucraina. Sì, certo, c’è chi non comprende appieno tutti gli aspetti dell’operazione militare speciale in corso in Ucraina, ma gli appelli diretti dei leader occidentali a “sconfiggere la Russia”, a “cambiare potere nel Cremlino”, ecc. contribuisce solo al consolidamento del popolo attorno al Presidente e al governo. Chi opera con tali appelli non conosce bene la storia della Russia e la mentalità della nostra gente.

Lei ha menzionato il presunto “disprezzo del mondo” nei confronti della Russia. Se associa “il mondo” ai paesi dell’Occidente collettivo, allora questa è una profonda illusione. Solo il 5% della popolazione mondiale vive nell’Unione europea e, ad esempio, Cina e India insieme producono più delle economie degli Stati Uniti e dell’UE messe insieme. Quindi, il mio consiglio: sostituire sui desktop la mappa dell’euro-atlantico col mappamondo.

Lei ha anche menzionato la reazione dei partner commerciali della Russia, che fino a poco tempo fa erano fondamentali per la sua economia. Sul mercato russo operavano, infatti, più di 450 aziende italiane. Inoltre, hanno lavorato per molti decenni in modo molto redditizio ed efficiente. Vorrei ricordare, che il 26 gennaio di quest’anno il Presidente Vladimir Putin ha incontrato in collegamento video una quindicina di grandi aziende italiane che occupano importanti nicchie del mercato russo. L’incontro è stato molto costruttivo. Furono fatti progetti ambiziosi per il futuro. Ora, nel quadro della solidarietà euro-atlantica e della disciplina di blocco, il governo italiano invita le imprese italiane a lasciare il mercato russo. Secondo le mie osservazioni e contatti, tali appelli non suscitano entusiasmo. Allo stesso tempo, le imprese italiane hanno comprensibilmente paura delle sanzioni secondarie che devono affrontare se non rispettano il regime sanzionatorio prescritto nei confronti della Russia. Non spetta a me giudicare ciò che è più importante per l’Italia: la “solidarietà” sopra ricordata o i considerevoli redditi reali che le imprese italiane hanno ricevuto nell’ambito di una cooperazione costruttiva e reciprocamente vantaggiosa con la Russia. Posso dire una cosa: sarà molte volte più difficile tornare sul mercato russo che lasciarlo. Come si suol dire, ci vuole molto più tempo per incollare una tazza che per romperla.

3. Putin viene descritto come un pazzo sanguinario, convinto a non fermarsi per raggiungere il suo sogno imperiale. E’ veramente così o la propaganda ha deviato la verità?

Non so di quale sogno imperiale parli. Il Presidente Vladimir Putin ha ripetutamente parlato pubblicamente degli obiettivi e dei compiti dell’operazione militare speciale in Ucraina. Sono la protezione della popolazione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, che negli ultimi 8 anni è stata oggetto di distruzione mirata, blocco economico da parte del regime ucraino. Permettetemi di ricordarvi che, secondo l’ONU, nel conflitto nel corso degli anni sono morte 14.000 persone. In molte località, persone, comprese donne e bambini, sono state costrette a vivere negli scantinati sotto le bombe. Non poteva andare avanti così. Vorrei anche ricordarvi che tra i residenti delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, circa 800mila hanno la cittadinanza russa. Questi sono i nostri compatrioti di lingua russa. Tornando agli obiettivi e ai compiti dell’operazione militare: garantire uno status neutrale, non di blocco e non nucleare dell’Ucraina, ottenendo garanzie fisse che non ci sarà più una minaccia per la sicurezza della Federazione Russa dal territorio dell’Ucraina. Se tali scopi e obiettivi sono chiamati una sorta di sogno imperiale, allora sia sulla coscienza degli autori di questo termine.

4. Fanno discutere oggi le immagini dei corpi di civili ammassati nel supermercato a Mariupol. Cosa sente di dire?

Dico spesso scherzosamente: non mentono mai quanto durante la pesca, alla vigilia delle elezioni e durante le ostilità. Sfortunatamente, negli ultimi tre mesi, la parte russa è stata ripetutamente costretta a confutare le terribili messe in scena in questa o quella regione dell’Ucraina. Alcuni di essi, come ad esempio l’esplosione di un missile ucraino nella città di Kramatorsk, attribuita all’esercito russo, sono stati successivamente confutati. Tuttavia, ovviamente, non abbiamo sentito scuse o semplicemente un’ammissione della loro erroneità dai propagandisti occidentali.

5. Cosa pensa del fatto che il leader della Lega Matteo Salvini voleva andare a Mosca per provare a mediare con Putin?

Il senatore Matteo Salvini, come sapete, è leader di un grande partito politico, rappresentato in parlamento e inserito nella maggioranza di governo. Non ci sono ostacoli per il suo ingresso nella Federazione Russa.

Quanto allo scopo del viaggio, lo stesso senatore Salvini e le persone che lo accompagnavano hanno espresso pubblicamente le loro opinioni in merito.

6. Relazioni bilaterali?

Penso che voi, come me, siate preoccupati per le prospettive delle nostre relazioni bilaterali. Nonostante tutta l’acutezza della fase attuale, parto dalla consapevolezza che le crisi vanno e vengono, ma gli interessi restano. La vita non finisce oggi. Dobbiamo guardare almeno un passo avanti ed evitare dichiarazioni e azioni che potrebbero gettare le nostre relazioni bilaterali oltre il “punto di non ritorno”. Spero davvero che sia questo approccio a trovare comprensione tra la maggioranza degli italiani.

Fonte: https://telegra.ph 

Posted by Redazione-Editors Planet360.info

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