Numerose fotografie di lavoratori italiani sono state esposte nel contesto della mostra sulla solidarietà internazionale dei lavoratori, inaugurata presso l’Università di San Marcos di Lima, capitale del Perù, l’11 ottobre.
Nella giornata di apertura sono state presentate 100 fotografie di lavoratori provenienti da 22 paesi, di queste diverse ritraggono le mansioni ordinarie di lavoratori provenienti da diverse città d’Italia.
Alla cerimonia di apertura della mostra sono stati letti saluti istituzionali provenienti dall’Italia, la Svezia, l’India e la Germania. In particolare, ha molto colpito il messaggio del dott. Dmitry Stratievsky. Lo storico, scienziato politico e deputato del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) per il sesto distretto amministrativo di Berlino (Steglitz-Celendorf), ha dichiarato: «Nella moderna società post-industriale, i lavoratori sono raramente al centro della discussione. I lavoratori danno luce alla maggior parte del benessere della nostra civiltà eppure non sono posti al centro della propria attenzione né dai media né dagli intellettuali e neppure dagli artisti. I loro diritti sono spesso violati dai datori di lavoro e ignorati dai politici. La parola “solidarietà” si sente solo raramente negli ultimi anni sui media internazionali e nazionali.»
Questa mostra aspira a diventare uno stimolo per il dibattitto socio-politico su una possibile nuova interpretazione e definizione del ruolo della classe lavoratrice mondiale nel XXI secolo. Essa vuole costituire un ponte che favorisca la comprensione reciproca fra i popoli e riporti la solidarietà al suo significato originale — unità d’interessi, d’aspirazioni e di sforzi che tiene assieme le persone spingendole a darsi sostegno ed assistenza reciproca.
Juri Lobunov, ideatore e creatore della mostra, ha dichiarato a tal proposito: «Volevo ricordare agli abitanti del nostro pianeta che l’intera civiltà materialista è stata messa in piedi dal sudore degli operai. Ho ricevuto risposte da fotografi di tutto il mondo che hanno scattato foto dei lavoratori nel loro Stato e hanno mostrato chiaramente che non ci sono confini per i lavoratori: i tornitori in Russia ed in Perù, i manovali in Zimbabwe ed in Messico, i lavoratori di tutti i paesi a prescindere dal settore d’impiego creano il benessere materiale di cui tutti noi godiamo. Papa Francesco ha dichiarato: “Il lavoro è il significato della vita”. E voglio che tutti ricordiamo che è davvero così.»
Nelle due settimane di durata della mostra l’evento è stato capace di orientare il dibattito pubblico circa la posizione dei lavoratori nella società, i loro problemi sociali ed economici nonché le conseguenze sociali della globalizzazione come interpretate da diverse prospettive sia filosofiche sia politico-ideologiche.
Oltre 1000 persone hanno assistito all’esposizione nella sua sede peruviana.
Red.



