Il Parlamento ideale

Immagine di copertina: L’aula del Senato della Repubblica Italiana ospita 321 senatori a Palazzo Madama

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Sui social network italiani è in corso una diatriba tra persone preoccupate dalla insostenibile lotta per il potere che avvelena la politica italiana da oltre 50 anni, facendone una delle classi dirigenti meno produttive e distanti dal popolo, che però pretende di rappresentare e invece non ascolta più.

di Guido De Simone

I due punti di vista estremi

Da una parte ci sono i promotori di un ideale (questa è la tesi) Parlamento fatto di soli cittadini estratti a sorte, tesi particolarmente cara ad alcuni esponenti radicali (Marco Cappato, Mario Staderini, ecc.) per porre rimedio a parlamentari che negli ultimi decenni, è innegabile, sono in buona parte tutt’altro che “ciascuno rappresentante dell’intera nazione” ovverosia una istituzione indipendente dai partiti e perciò da visioni di parte, come infatti enuncia e tutela l’art. 67 della Costituzione Italiana che aveva proprio l’intento di farne dei VERI rappresentanti del Popolo Sovrano e non la longa manu dei vertici di partiti con una visione di parte e la vittoria elettorale e la conquista del potere come unico obiettivo .

Art. 67 della Costituzione Italiana: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»

Dall’altra parte vi sono coloro che paventano che i cittadini in genere non sono in grado di farsi carico di un incarico istituzionale così importante e delicato come il lavoro in Parlamento, non saprebbero cosa fare e come farlo. Perciò, a parere di costoro è meglio rischiare di rimanere nell’attuale configurazione, SPERANDO che coloro che sono in Parlamento abbiano la “bontà”, la “coscienza” e la “coerenza” di ricordarsi ogni tanto che sono lì per noi cittadini e in quanto da noi eletti per rappresentarci… Ovverosia, in sostanza si appellano ai Parlamentari implorandone le briciole… Purtroppo dimenticando che costoro sono in Parlamento non perché  siano veramente “eletti” (infatti, il sistema elettorale in vigore è stato dichiarato incostituzionale, ma rimane imperturbabilmente vigente e intoccato dal Parlamento) ma perché sono stati scelti dal/i capo/i del rispettivo partito che, come ne hanno fatto dei candidati, possono in qualsiasi momento scaricarli e perciò li tengono in pugno… Alla faccia dell’art. 67 della Costituzione.

 

Gli estremi si toccano

I metodi applicati in forma estrema sono sempre pericolosi.

Un Parlamento fatto da persone asservite alla politica di vertice (dei partiti) ha già dimostrato i suoi limiti. Rimanerne in balia equivale ad un suicidio o, quanto meno, alla misera sorte dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia sperando in un insperato ripensamento di chi lo sta per investire con un tir! 🤞

Un Parlamento fatto da soli “estratti a sorte” ci costringerebbe a incrociare le dita 🤞, perché è fin troppo certo che vi mancherebbero le competenze.

Perciò non si sa cosa sia peggio tra i due estremi.

 

L’astuzia batte la Democrazia 1 – 0: come indurre gli italiani al “suicidio” democratico facendo credere loro che così punivano i politici

Per i lettori di altri paesi, va ricordato che nel 2020 gli elettori italiani sono stati chiamati ad approvare con un referendum la decisione presa dal Parlamento di modificare la Costituzione, riducendo il numero dei parlamentari eletti del 30%, sia al Senato (da 320 a 204) che nella Camera dei Deputati da 630 a 420).
Tale “taglio netto” proposto agli elettori italiani è stato motivato con la volontà di contenere i “costi della politica”, molto criticati dai cittadini italiani che non stanno certo attraversando un periodo roseo, mentre gli stipendi dei parlamentari italiani sono tra i più alti d’Europa. Quindi, con tale atto, almeno così si è fatto apparire, il Parlamento stesso, in primis, ha dato il proprio buon esempio.

Tale decisione, però, appare, di sicuro agli occhi di chi di sistemi elettorali e di democrazia se ne intende, come un pericoloso rimedio propagandistico che ha indotto gli italiani ad un patetico “suicidio democratico di massa”. Infatti, approvando tale referendum, com’è successo con oltre il 60% di “Sì”, indotti dalla narrativa che questo era il modo più concreto per “punire” i politici che sperperavano i soldi degli italiani, gli italiani si sono di fatto tagliati da soli un equo DIRITTO ad una adeguata rappresentatività del Popolo.
Per fare un esempio calzante, sarebbe come se una persona, si fosse tagliato l’alluce invece di curare l’unghia incarnita che lo stava facendo impazzire!

Se veramente era un mero problema di costi, non bastava che gli stessi parlamentari si tagliassero lo stipendio?
Di certo, ridurre la rappresentatività degli elettori serviva SOLO ai vertici di partito che così avranno meno difficoltà nel controllare i parlamentari affinché obbediscano ai propri diktat.

Foto: L’aula della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, ospita 630 seggi nel Palazzo Montecitorio

Veritas in medio est: la verità è nel mezzo e l’errore può generare il vero rimedio

Paradossalmente, tale nuova configurazione e la perdita che ne ha conseguito l’elettorato inconsapevole, hanno un rimedio che, peraltro, corrisponde ad una saggia via di mezzo tra le due posizioni appena descritte del Parlamento completamente fatto di cittadini estratti a sorte e di un Parlamento fatto di “professionisti”” della politica.

Infatti,  la via nel mezzo consiste nel pervenire ad un Parlamento che ha del rivoluzionario per il perfetto equilibrio che garantirebbe: a seguito di un’ulteriore revisione costituzionale, il numero di deputati e senatori venuti a mancare, a seguito del recente referendum confermativo del taglio votato, può essere integrato e completato da altrettanti cittadini estratti a sorte per ricoprire il ruolo di Parlamentari Popolari.

 

Gli effetti

Riflettete: la presenza di un 30% di cittadini neofiti della politica avrebbe i seguenti effetti:

1) il 30% dei voti in assemblea sarebbero LIBERI e pertanto, essendo TANTI pur non essendo la maggioranza, farebbero da ago della bilancia per buona parte dei provvedimenti posti in votazione.

2) Pertanto, essendo fondamentale ottenerne l’appoggio e il voto, questo costringerebbe i Parlamentari esperti a dare ASCOLTO anche a quei parlamentari popolari. Questo potrebbe di gran lunga generare LEGGI MIGLIORI, rendendole più vicine al punto di vista popolare, perché, in caso contrario, quel 30% di voti rischierebbe di andare in appoggio all’opposizione!

3) Costringerebbe i parlamentari esperti a SPIEGARE IN MODO SEMPLICE il senso e la logica di una proposta da votare, esercitandosi al DIALOGO CON IL POPOLO e ad ottenerne il CONSENSO… comportamento che sarebbe auspicabile in qualsiasi VERA DEMOcrazia.

4) Non metterebbe a rischio il Popolo né con scelte incompetenti e pericolose, né con decisioni che non tengono affatto in conto il punto di vista degli elettori.

5) Costringerebbe o quanto meno incentiverebbe i cittadini a studiarsi la Costituzione 😏 e l’Educazione Civica, se non altro per non fare una clamorosa ed indelebile figuraccia in pubblico 😣 qualora fossero estratti a caso.
E, in effetti, EDUCAZIONE, CONOSCENZA e INFORMAZIONE sono i principali presupposti per rendere reale la SOVRANITÀ POPOLARE, cioè la Democrazia.

Un popolo tenuto nell’ignoranza e disinformato è facilmente manipolabile da parte della oligarchia al potere, che perciò regnerebbe indisturbata dietro la facciata di una falsa democrazia, anche se affermasse ipocritamente che lo fa “per il popolo”.

Guido De Simone

 

Posted by Guido De Simone

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