GEMELLAGGIO IN VISTA TRA UZBEKISTAN E ITALIA

Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio, www.vibesart.com – in copertina: il Sindaco di Genzano, Carlo Zoccolotti, e l’ambasciatore dell’Uzbekistan, Otabek Akbarov, nello studio privato del sindaco

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La città uzbeka di Namangan e Genzano di Roma potrebbero gemellarsi. L’ambasciatore dell’Uzbekistan in Italia Otabek Akbarov e il sindaco di Genzano di Roma Carlo Zoccolotti hanno discusso la possibilità di stabilire relazioni con la città di Namangan, a partire da un gemellaggio.

di Elena Buldakova

L’incontro

Genzano di Roma, 18 giugno 2022 –  Su iniziativa del nostro giornale, L’Ambasciatore della Repubblica dell’Uzbekistan in Italia, Otabek Akbarov, ha visitato ufficialmente la cittadina di Genzano di Roma, situata poco a sud-est della capitale italiana, su invito del Sindaco dell’amministrazione locale, il Dr. Carlo Zoccolotti.

Questo primo incontro, avvenuto alla vigilia della famosissima INFIORATA di Genzano, si è svolto in un’atmosfera molto calda e fiduciosa.

Nel corso dei negoziati, che si sono svolti in Municipio, le parti si sono scambiate la propria visione su orientamenti e prospettive per una cooperazione e scambio culturale.

I due rappresentanti istituzionali hanno convenuto che le rispettive località coinvolte, Namangan da parte uzbeka (nota per il Festival Internazionale dei Fiori) e Genzano di Roma da parte italiana, hanno un alto potenziale per stabilire e rafforzare legami amichevoli bilaterali.

La cooperazione culturale è stata considerata come una possibile futura interazione, attraverso l’organizzazione di vari eventi per promuovere reciprocamente le tradizioni uzbeke e italiane.

L’idea del gemellaggio

Nel corso dell’incontro, le parti hanno espresso interesse a considerare l’instaurazione di partenariati tra la città uzbeka di Namangan e Genzano di Roma.

«Sono sicuro che ci sono buoni prerequisiti per tale cooperazione», ha affermato l’Ambasciatore Otabek Akbarov.

Carlo Zoccolotti ha sottolineato la sua disponibilità a stabilire relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose tra Namangan e Genzano di Roma e l’ambasciatore ha preso atto con soddisfazione che il sindaco sosterrà tutte le iniziative dell’Ambasciata dell’Uzbekistan in questa direzione.

Tra Namangan e Genzano di Roma c’è una Via dei Fiori

Queste due antiche città hanno molto in comune: un ricco patrimonio culturale e storico, il rispetto delle tradizioni e delle origini…
Ma il collegamento principale sono i fiori!

Namangan e Genzano di Roma sono famose in tutto il mondo per le loro feste dei fiori, che attirano ogni anno turisti da tutto il mondo.
Anche se sono nate con una differenza di 183 anni!

Namangan e la sua vocazione floreale

Il Festival Internazionale dei Fiori di Namangan affonda le sue radici nel 1961. Ma nonostante la sua giovinezza rispetto all’analoga festa italiana in Genzano, che ha già più di 200 anni (!), ogni anno diventa sempre più popolare e ogni volta svela nuove sfaccettature della floricoltura e della relativa cultura.

Negli anni, l’appuntamento a Namangan è diventato uno degli eventi più significativi e importanti del Paese e dell’Asia Centrale. Quest’anno, il *Festival internazionale dei fiori a Namangan* si è tenuto dal 24 maggio al 5 giugno, come abbiamo descritto in un precedente articolo.

Vale la pena notare che il giardinaggio in questa zona è stato sviluppato fin dall’antichità. E l’anno 2022 nella regione di Namangan è stato dichiarato Anno dell’orticoltura!

Secondo la stampa locale, quest’anno si prevede di impiantare nuovi frutteti su 2.519 ettari e vigneti su 2.516 ettari sul proprio territorio.
Si ipotizza che 32,3 miliardi di “somme” (la moneta uzbeka, circa 2,8 milioni di euro) saranno stanziate per questi scopi.

L’INFIORATA di Genzano di Roma

La storia della tradizionale festa dei fiori di Genzano – L’Infiorata di Genzano – risale al XVIII secolo (1778), quando fu installato il primo tappeto di fiori in via Sforza (ora via Bruno Buozzi).

Da allora, secondo la tradizione, ogni anno nella seconda settimana di giugno, nella via principale della città artisti e floricoltori-decoratori “tessono” enormi tappeti di petali di rose, garofani, fiordalisi, ecc.

The mayor and the ambassador are visiting the warehouses in the basemant of the City Hall where the flower petals are prepared in baskets, divided by color.. Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

Proprio per questo, le migliori varietà di fiori vengono portate a Genzano di Roma da tutte le regioni d’Italia e da altre città europee!

Le tele floreali di solito raffigurano soggetti religiosi, opere di grandi artisti italiani, simboli di città e tutti i tipi di disegni che consentono di realizzare le idee progettuali più insolite.

La tradizione si tramanda di generazione in generazione da secoli. Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

È interessante notare che l’incontro tra l’Ambasciatore e il Sindaco ha avuto luogo proprio alla vigilia delle Festa, il giorno prima dell’inaugurazione della colossale Infiorata, quando i preparativi per la creazione dei capolavori erano in pieno svolgimento.

Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio
Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio
Centinaia di cittadini, tutti volontari, sono al lavoro per ore e preparano con un’organizzazione perfetta e collaudata per secoli, tutti i milioni di petali che saranno utilizzati dagli artisti per le loro composizioni durante tutta la notte e la mattina seguente. Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

Gli artisti avevano già disegnato i bozzetti dei rispettivi dipinti sull’asfalto della lunga via; i corrieri consegnavano senza tregua migliaia di grandi casse di fiori multicolori (dai colori accesi ai toni pastello); centinaia di cittadini, con la destrezza tipica di chi lo fa ogni anno, generazione dopo generazione, raccoglievano petali di fiori e li confezionavano in sacchetti, che venivano subito trasferiti in deposito al fresco… In poco tempo bisogna fare un enorme lavoro, per cui ogni azione si distingue per il massimo coordinamento e un’ammirevole accuratezza.

Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

Anche la temperatura dell’aria nei magazzini delle piante deve essere adeguata affinché i fiori mantengano la loro freschezza!

Non a caso, vengono sfruttate anche le grotte scavate da millenni nel tufo, un reticolo di centinaia di chilometri dove viene tradizionalmente conservato il notissimo vino della zona, fin dai tempi prima dell’antica Roma.

In generale, la creazione di un tappeto così insolito richiede centinaia di migliaia di petali per ogni possibile colore e diverse ore di lavoro, precedute da mesi di sviluppo del design e approvazione dell’aspetto.

L’unico peccato è che tali capolavori non vivano a lungo – solo due giorni!

Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio
Il risultato finale domenica mattina. Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

La visita a Palazzo Sforza Cesarini

Dopo l’incontro ufficiale, il sindaco della città ha invitato la delegazione dell’ambasciata dell’Uzbekistan a visitare il Palazzo Sforza-Cesarini, a pochi passi dal Municipio.

È uno dei monumenti più significativi della città, in cui sono esposti in forma permanente molte prestigiose opere d’Arte, dipinti, sculture e incisioni, principalmente del XVII e XVIII secolo.

Completamente rinnovato in alcune delle sue parti, gli affreschi originali sono ancora ben conservati sulle volte e sulle pareti delle sale.

Alcune sale sono dedicate ad ospitare mostre estemporanee. Il sindaco, Carlo Zoccolotti, ha voluto porre una particolare attenzione sulla mostra appena allestita e che sarebbe stata inaugurata in serata Per cui, per la delegazione uzbeka è stata organizzata una visita riservata, alla presenza dell’artista.

La mostra si intitola “Mediterraneo, Madre Terra e Spirito di Mare”. CRONISTORIA DI UNA RICERCA. E l’artista è lo scultore Luigi Camarilla.

Il sindaco accompagna l’Ambasciatore nella visita alla mostra “Mediterraneo, Madre Terra e Spirito di Mare”. Foto di Elena Buldakova

L’emblema della mostra è una foglia di una “Opuntia ficus-indica” con i suoi frutti rossastri in cima, una pianta grassa (cactacea) spontanea che è molto diffusa nelle zone calde italiane i cui frutti, chiamati nella tradizione popolare “fichi d’India”, danno il nome anche alla pianta. Il “fico d’india”, nome che gli deriva dalla sua provenienza dal Sudamerica, allora, come tutto il continente americano appena scoperto, definito come le “Indie Occidentali”.

Sta di fatto che tale cactus è diventato un elemento permanente del paesaggio naturale particolarmente in Sicilia, da dove infatti proviene il Maestro Camarilla.

E con la sua forza vitale, elegante e resistente, appare in tutte le sue opere una foglia di fico d’india verde, raffigurata a forma di cuore e coronato da tre frutti carnosi di colore rosso cupo, quasi una firma dell’artista.

L’esposizione delle opere di questo scultore straordinario e luminoso occupa diverse sale espositive del palazzo.

Il Mediterraneo è il cuore della sua ricerca espressiva: spiritualità, Mito e Tempo Presente sono i tre temi che la ispirano.

Un esempio eccellente dell’arte di Luigi Camarilla è l’installazione “Homo Mediterraneus” posta proprio davanti al Palazzo Sforza Cesarini.

Usando la sua materia prediletta, legni di barche usurati dal mare e rinati per una metaforica navigazione nel futuro, l’autore mette in scena la sua visione, che oscilla tra speranza e profezia, raccontata per simboli. Un grande piano circolare di sale rimanda al valore di una archetipa saggezza.

Al centro il protagonista: un “uomo ideale” impersonato da un timone antropomorfico che si erge dal sale, mare prosciugato. Dietro di sé l’uomo è sovrastato da elementi lignei verticali, alti e inarcati, curve iperboliche che simboleggiano le colorate civiltà mediterranee; davanti a lui affiora dal basamento salino la grande tavola di un neo alfabeto, nato dall’elaborazione estetica di caratteri presenti negli alfabeti delle antiche civiltà mediterranee. Una lingua comune a tutti i popoli che abitano il Mare Nostrum, un alfabeto che nell’immaginario dell’autore getta un ponte di fratellanza e pace per il superamento dei conflitti di civiltà.

Nel 2004 il suo lavoro viene citato nel volume “Arte e cultura del Mediterraneo nel xx° secolo”, pubblicato a cura dell’UNESCO.

Durante l’incontro, l’artista ha parlato dei fattori che hanno influenzato la formazione della sua filosofia creativa.  «Nascere nella terra che si affaccia a quel mare che fu culla delle civiltà è una casualità fortuita. Vivere l’infanzia nella presenza delle barche variopinte dei pescatori e delle pietre bianche di un passato favoloso abitate da Eroi e Dei è un’esperienza che condiziona per sempre l’immaginario, lo sviluppo della personalità. Lasciare quel luogo originario e formarsi altrove è solo la premessa di un ritorno», afferma Luigi Camarilla.

Foto di Elena Buldakova
Il Maestro Luigi Camarilla, a destra, consegna l’Ambasciatore Otabek Akbarov (a sinistra) e il Barone Prof. Emmanuele F.M. Emanuele (accanto a lui) una copia autografa del catalogo della mostra. Alle loro spalle, il sindaco ha preparato un omaggio del Municipio all’Ambasciatore e il nostro Guido De Simone accompagna la visita. Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

Un imprevisto aristocratico

Durante una visita a Palazzo Sforza Cesarini si è verificato un episodio imprevedibile ma di grande pregio, un fuori programma ben più che interessante… Ma questa è l’Italia vera, dove tutto è possibile!

Accolto dall’autore e curatore della mostra, il Maestro Luigi Camarilla, è arrivato il prof. Emmanuele F. M. Emanuele, fondatore e presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale. Ed e stato ben lieto di trovare l’Ambasciatore Otabek Akbarov con la sua delegazione, il sindaco e noi di Planet360.info.

Nella foto da destra a sinistra: l’Ambasciatore dell’Uzbekistan in Italia Otabek Akbarov, il Sindaco della città di Genzano di Roma Carlo Zoccolotti, l’autore della mostra e artista Luigi Camarilla, e il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale Emmanuele F. M. Emanuele. Alle loro spalle, alcune delle opere dell’artista. Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

Il Barone Emmanuele F. M. (Francesco Maria) Emanuele fa parte di una delle più antiche ed illustri famiglie reali cattoliche cristiane di Spagna (1199). Un ramo di tale famiglia arrivò in Sicilia nel 1282 per combattere nella Guerra dei Vespri Siciliani (una ribellione scoppiata a Palermo all’ora dei vespri del Lunedì dell’Angelo nel 1282, subito dilagata in tutta la Sicilia fino alla cacciata dell’aristocrazia francese degli Angioini, ramo della casa Capetingia, con l’aiuto della casa reale spagnola d’Aragona, i cui nobili marciarono nel Mediterraneo occidentale dal 1282 al 1302 e si stabilirono nel sud d’Italia, unendo la Sicilia al regno di Napoli).

Professore universitario, avvocato cassazionista, economista, specialista in questioni finanziarie, tributarie e assicurative, saggista, autore di libri di economia e poesia… Il percorso sociale e professionale di Emanuele F. M. Emanuele è davvero notevole. Ma, negli ultimi anni si è dedicato interamente al mecenatismo.

La Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, da lui creata, sulla base della Fondazione Mediterranea, promuove iniziative in 5 ambiti: arte e cultura, ricerca, salute, istruzione e formazione, assistenza alle fasce più povere della popolazione, e realizzando iniziative durature che portino benefici strutturali, a lungo termine o permanenti.

Il Barone ha rivelato all’Ambasciatore Otabek Akbarov, al Sindaco Zoccolotti e ai rappresentanti di Planet 360.info uno dei motivi per cui ha scelto di finanziare molte iniziative: «So di essere una persona fortunata che ha avuto così tante cose. La grazia è scesa su di me, e l’unico merito che posso avere è di averne fatto buon uso, continuando ad aumentare tale patrimonio.

Quindi, mi sento moralmente votato a restituirne i frutti, aiutando chi è nel bisogno.  Mi occupo di filantropia da 24 anni, e più va avanti questo percorso, più capisco quanto ancora c’è da fare nel campo della cultura, che costruisce il dialogo e quindi la pace, così come nell’arte e nell’educazione.

Ma c’è molto lavoro da fare anche nel campo della ricerca, per mettere a disposizione le tecnologie più avanzate nel campo della medicina, oltre ad aiutare le persone più svantaggiate e offrire loro anche una istruzione».

Il Maestro Camarilla ha donato il catalogo autografato della Mostra, oltre che al Prof. Emmanuele Emanuele, all’ambasciatore Akbarov, al Sindaco Zoccolotti e al nostro giornale.

L’Ambasciatore, a sua volta, ha autografato il suo apprezzamento scritto nel Libro d’onore della Mostra e del Museo.

Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

È stato l’ennesimo esempio di come la cultura unisca e accomuni i popoli, ciò che da millenni avviene dai tre continenti che si affacciano sul Mar Mediterraneo e tra i loro popoli.

Quella del dialogo culturale e della solidarietà è sempre stata e sempre sarà una delle forme più potenti di diplomazia e comprensione reciproca.

Foto di Dario Ciancolini, Vibes Art Studio

Il moderno Uzbekistan sembra averlo ben chiaro, come ha fatto per millenni. Una mentalità che, in questo soleggiato paese progressista sulla Grande Via della Seta, viene confermata dalle riforme in pieno svolgimento, nonché dall’attuale lungimirante gestione della presidenza dello SCO (Shanghai Cooperation Organization, vedi articolo).

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Elena Buldakova, Genzano

Posted by Elena Buldakova

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