Immagine di copertina: E se il prossimo appuntamento fosse un BRICS NELLA MUSICA?
Le buone idee nascono quando gli stimoli arrivano alle menti più creative. È accaduto anche a Roma il 3 ottobre 2024, durante la prima assoluta dei nuovi BRICS in versione CULTURA, dopo era presente anche IRINA YAKOBTCHOUK che, da esponente del mondo della musica stimata a livello mondiale, ha lanciato un’idea molto intrigante. Se dopo l’ARTE toccasse alla MUSICA?
di Guido De Simone
La Casa Russa a Roma ha preso un’iniziativa che segnerà la Storia: ha dato vita ai BRICS DELLA CULTURA, addirittura precedendo il Summit che si svolgerà a novembre a Kazan, a conclusione dell’anno della presidenza Russa che a visto raddoppiarsi i suoi paesi membri da 5 a 10. E con una lista d’attesa di aspiranti membri decisamente molto numerosa.
Alla presenza degli ambasciatori dei paesi già membri, l’evento ha avuto un successo che a superato le più rosee aspettative! E nonostante i tempi brevi in cui è stato organizzato, in effetti l’iniziativa è stata tanto apprezzata da arrivare ai posti in piedi nel grande salone delle feste al primo piano di Palazzo, perché ha definito il giusto ruolo alla Cultura nell’ambito della cooperazione creatati tra gli ormai 10 paesi dei BRICS.
All’evento tra il pubblico tutto di prestigio, era presente anche una grande soprano, IRINA IAKOBTCHOUK tanto stimata nel mondo da insegnare i segreti del bel canto lirico nelle università della Russia (Samara: State Università of Sociale Science and Education) e della Cina (Yichun).
Come nasce una bella proposta

E la grande Irina al suo plauso ha fatto seguire una considerazione ed una proposta che decisamente ci sembra molto indovinata e cui ci auguriamo possa essere dato seguito: è solo un’ipotesi, ovviamente, ma queste sono le sue parole difficilmente non avranno un seguito:
«L’iniziativa della Casa Russa a Roma è stata tanto coraggiosa quanto ben indovinata, decisamente molto apprezzata da tutti, dando vita di fatto ai BRICS DELLA CULTURA, ovverosia definendo il giusto ruolo del mondo intellettuale nell’ambito della splendida cooperazione creata dai BRICS».
Per poi far seguire una sua considerazione che si è trasformata in una proposta, quasi una sfida:
« Ora, in effetti, mi domando se, dopo aver cominciato celebrando le splendide ARTI VISUALI (pittura, scultura, fotografia) e come esse siano interpretate dalle diverse culture partecipanti, non sia il momento di far seguire la celebrazione della MUSICA! Credo che sia altrettanto importante far emergere un altro aspetto dell’interscambio culturale, quel linguaggio universale che non ha confini e che riesce a parlare a tutti e a farsi capire da tutti: la MUSICA!».
Poi ha completato la sua giusta analisi: «Non a caso, durante l’evento appena celebrato a Roma la musica operistica ha completato la serata con le note di un pianoforte e la voce di una soprano».
Per concludere con una proposta che più che una sfida è un giusto stimolo, che può probabilmente portare a qualcosa anche più spettacolare di questo primo eccellente episodio: «Sono certa che sarà facile organizzare un ulteriore evento centrato proprio sui linguaggi musicali che ben rappresentano i paesi BRICS. Un ulteriore modo concreto per conoscersi e capirsi. Un evento cui, non ho dubbi, saranno moltissimi gli artisti disponibili a partecipare, me inclusa, a costo di venire da un altro continente! La mia impressione è che la risposta del pubblico potrebbe essere talmente eccezionale da indurre la splendida squadra di CASA RUSSA a Roma ad organizzare o più serate, per accontentare tutti, o a uscire dai confini degli stupendi saloni di Piazza Cairoli per approdare, meritatamente, in un mondo che cominci ad apprezzare chi costruisce un futuro basato sulla pace e sul rispetto reciproco».
Sinceramente, affermare che ciò sia quanto meno attraente è un eufemismo… E, visto che agli stimoli creativi sono particolarmente sensibile anch’io e che la musica ha fatto parte significativamente del mio passato: se l’evento si chiamasse “SULLE NOTE DEI BRICS”?




