“Il tema ricorrente nei miei film è la diversità”

Intervista di Yulia Bazarova a Max Nardari, regista e sceneggiatore

– Racconta una sua breve presentazione e un piccolo riassunto della sua biografia e dei suoi studi. Quando ha capito di voler diventare un regista e sceneggiatore?
– Sono del Nord Italia, Treviso, quindi nato molto lontano da Roma e dal mondo del cinema, ma ormai vivo a Roma da quasi 20 anni. Ma ho sempre avuto fin da piccolo il bisogno di esprimere la mia creatività e negli anni l’ho fatto in diversi modi. Mi sono laureato con una tesi sul regista Pedro Almodovar. Ho iniziato con i video clip, ho scritto diverse canzoni per vari artisti tra cui Raf e ho fatto anche il cantautore. Nel film è stata anche inserita una mia canzone “La Ragnatela”, che si può sentire anche nel trailer russo e questa cosa mi ha riempito di gioia perché significa che nella vita tutto quello che si è seminato dà i suoi frutti. Col passare del tempo ho capito che la mia strada è la regia e la produzione, anche se la musica è comunque un grande amore che voglio continuare a coltivare.

– Come e’ nata l’idea di sceneggiare un film italo-russo? Questa e’ la prima volta che affronta un progetto simile creando una collaborazione tra due paesi?

– Il progetto è nato dall’incontro tra la produzione italiana e quella russa. Avevo proposto alla produzione italiana un soggetto scritto con i miei co-sceneggiatori Alba Calicchio e Daniele Malavolta. Una volta intervenuti i produttori russi, loro si sono entusiasmati e hanno avuto l’idea di inserire il mondo della moda. Così con gli sceneggiatori abbiamo scritto la sceneggiatura unendo la nostra idea a quella dei produttori. E’ la prima volta che partecipo ad una coproduzione, è stata una impresa lunga e difficile ma ora che finalmente esce il film ne siamo entusiasti, soprattutto perché abbiamo appena saputo che l’uscita sarà in circa 500 cinema sparsi in tutto il territorio russo!

– E’ stato difficile mettere in atto questa collaborazione e lavorare con attori di due nazionalita’ e lingue diverse?

– All’inizio c’è stato bisogno di un po’ di rodaggio in quanto gli attori italiani recitavano in italiano e i russi in russo, abbiamo dovuto fare un pò di prove. Una volta preso il ritmo è stata un’esperienza molto stimolante ed è andato tutto benissimo. Poi con il doppiaggio abbiamo uniformato il tutto.

– Dal titolo si capisce che il film tratta del mondo della moda. Puo’ raccontare piu’ in particolare la sua trama?

– Si tratta di una commedia degli equivoci che racconta la storia di Giorgio (Andrea Preti), un donnaiolo bugiardo patologico, che litiga col padre (Giancarlo Giannini) e vuole dimostrargli di poter fare carriera da solo. Ma trovare lavoro non sarà facile ed alla fine arriva a fingersi gay per farsi assumere in una casa di moda. Contemporaneamente Olga una bella ragazza russa (Olga Pogodina) viene trasferita da Mosca a Roma nella stessa maison. Purtroppo Giorgio si innamora di Olga ma non può corteggiarla perchè tutti lo credono gay. Riuscirà Giorgio , nel tentativo di conquistare l’amata, a liberarsi di tutte le sue bugie?

– Quali sono gli attori principali che hanno preso parte al suo film?

– Abbiamo da un lato tutti i personaggi che ruotano attorno alla Maison di moda, da Andrea Preti e Olga Pogodina, i protagonisti, al simpaticissimo Nino Frassica nella parte di Vladimiro, lo stilista eccentrico, Paolo Conticini, Tosca D’aquino, Luis Molteni, Pietro De Silva, il sorprendente duo Carrubba-Pizzuti e soprattutto la mascotte Vogue, il cagnolino dispettoso che ha un ruolo centrale nel film. Tra gli amici e familiari di Giorgio abbiamo Giancarlo Giannini nel ruolo del padre, gli amici Alessandro Borghi (che ha appena avuto un anno di grandi successi con una candidatura ai David di Donatello), Antonio Di Matteo e Flora Canto la ex fidanzata. Nel cast russo oltre alla protagonista Olga Pogodina, abbiamo l’adorabile Larisa Udovichenko, Lisovets Vlad e Michael Khmiched .

– Dal titolo russo “Amore e pret-a-porte” sono subito chiari i temi principali del film, il titolo italiano invece “Di tutti i colori” e’ invece meno esplicito. Come mai i titoli dei film in italiano e in russo sono cosi’ diversi?

– Perchè il titolo italiano “Di tutti i Colori” fa riferimento al mondo colorato della moda ma è anche un gioco di parola intraducibile in russo, Di tutti i colori è un modo di dire italiano che indica una situazione in cui succede qualsiasi cosa anche la più assurda. Comunque è carino anche il titolo russo, è molto immediato e riconducibile forse più ad una commedia romantica. Bisogna tenere presente che il mercato russo è molto diverso da quello italiano e anche i montaggi del film sono molto differenti.

– Dove e’ ambientato il film? Sul trailer compare il Cremlino. Ci saranno delle riprese in luoghi famosi della Russia e dell’Italia?

– Il film è ambientato a Roma e Mosca e si vedono degli scorci meravigliosi delle città. Il film inizia con una grande sfilata davanti ai monumenti di Roma e si conclude con un’altra grande sfilata sulla piazza rossa, un posto meraviglioso dove è rarissimo girare e per me è stata una grande opportunità.
Il film è ricco di locations nel centro storico di Roma ed anche di Castel Gandolfo un paesino nei dintorni della capitale famoso per il suo lago, e devo ringraziare anche il direttore della fotografia Giancarlo Ferrando per aver colto degli splendidi tramonti.

– Il suo film e’ una commedia ma oltre a volere far sorridere chi lo guarda, mira anche ad affrontare alcune problematiche delle due societa’?

– Il film è una commedia spensierata ma sfiora alcune tematiche sociali. La difficoltà per i giovani italiani d’oggi di trovare lavoro tanto che ormai si farebbe veramente qualsiasi cosa per trovare lavoro. Ed anche la difficoltà che c’è ancora in Italia a parlare di omosessualità, infatti il padre di Giorgio è terrorizzato all’idea che il figlio possa essere gay. Io penso che a prescindere dalla gravità del problema, disoccupazione, omofobia, conflitti tra i sessi… l’importante è riderci sopra.

– Oltre a questo film, quali sono i temi principali della sua carriera da regista e sceneggiatore? Quali invece pensa di affrontare nei suoi prossimi progetti?

– Il mio linguaggio è quello della commedia, il mio obiettivo sarebbe quello di far sorridere e far riflettere contemporaneamente. Il mio secondo film “ La mia famiglia a soqquadro”, prodotto interamente dalla mia società reset production (http://www.resetmedia.it), che uscirà il 30 marzo in tutta Italia, è la storia di un bambino che vuole fare separare i genitori perché è l’unico della classe ad avere i genitori ancora insieme e si sente un “diverso”. Ovviamente il film è leggero eppure ridiamo di una condizione della famiglia odierna che è universale, i matrimoni non durano più e le famiglie sono cambiate. Mentre il prossimo film che girerò entro la fine dell’anno 2017 è una commedia contro l’omofobia dal titolo “Lui e l’altro” che parla di un ragazzo omofobo che affitta una stanza a casa di un ragazzo gay, l’omofobo non sa che l’altro è gay, e il gay non sa che l’altro è omofobo. Forse si potrebbe dire che il tema ricorrente nei miei film è la diversità, e amo trattarla facendo ridere e riflettere su chi e che cosa è diverso da noi.

– Il mondo e’ Paese. Viviamo in una societa’ moderna piena di diversi problemi sociali e morali. Pensa di affrontare nuovamente in futuro progetti tra due Paesi mirati a sottolineare queste problematiche?

– Mi piacerebbe moltissimo lavorare ancora in Russia, ho molti progetti di commedie che non sono legati ad un luogo, la caratteristica delle mie storie è che fanno ridere per il conflitto tra i personaggi e le situazioni, ma la stessa storia potrebbe essere ambientata in Italia, come in Russia come in America. Non a caso sono in trattativa ad Hollywood per i diritti di remake del mio secondo film “La mia famiglia a soqquadro” , perchè la forza della storia è universale, le problematiche umane le condividiamo tutti a prescindere dalla provenienza. In questo mi sento molto cittadino del mondo, la comicità è un linguaggio globale, io credo i comici sono in grado di far ridere anche senza le parole, il mio sogno è quello di far ridere tutti, a prescindere dalla lingua che parlano.

Il 1 marzo 2017 a Mosca esce la versione russa del primo film di Max Nardari  “Di tutti i colori!” Una commedia divertente ambientata nel mondo della moda. La versione russa si intitola Amore e Pret a Portè e a quanto pare lì c’è grande attesa. Nel cast Andrea Preti, Olga Pogodina, Antonino Nino Frassica, Paolo Conticini, Giancarlo Giannini, Alessandro Borghi, Antonio De Matteo,ToscaD’aquino,Luis Molteni, Pietro de Silva,Roberto Carrubba, Armando Pizzuti. Fotografia di Giancarlo Ferrando, Regia di Max Nardari, sceneggiatura di Max Nardari, Alba Calicchio e Daniele Malavolta. Produzione: Pietro Innocenzi, Massimo Esposti, Uliana Kovaleva, Roberto Bessi. Musiche di Franco Eco, costumi fiorenza cipollone, trucco Vasco Bruno Tarallo, scenografie Paolo Innocenzi, edizione Stella D’onofrio.

Yulia Bazarova, Roma

“Il tema ricorrente nei miei film è la diversità” обновлено: marzo 1, 2017 автором: Yulia Bazarova

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