Le Industrie Russe della pelle in Italia: Mettersi in mostra e osservare gli altri

Le industrie russe del settore della lavorazione delle pelli, sostenute dal MinPromTorg (Ministero russo dell’Industria e del Commercio), hanno partecipato alla fiera internazionale LineaPelle 2016, tenutasi a RhoFiera Milano dal 20 al 22 settembre 2016.

Milano, 22 settembre 2016 – Tre giorni densi di lavoro per gli imprenditori russi giunti a Milano. Le migliori industrie russe della concia per la seconda volta si sono recate in Italia per partecipare a LineaPelle, la più grande esposizione esistente del settore: essa ha coinvolto infatti circa 1.100 aziende da 40 Paesi.

Sempre sostenute dal Ministero russo dell’Industria e del Commercio (MinPromTorg) e con la partecipazione dell’Unione Russa dei Conciatori e dei Calzaturifici, sono arrivate a Rho le aziende Khrom, Russkaja Kozha, Karavan-SK, Lajka, VKP LT, Spasskij Kozhevennyj zavod, Rybinskij kozhevennyj zavod, Serpukhovskij kozhevennyj zavod Trud e Verkhnevolzhnyj kozhevennyj zavod. Queste società si sono quindi riunite in uno stand comune, ma con spazi riservati a ciascuna di esse, per poter autonomamente esporre i propri prodotti, negoziare e concludere contratti. 

Il 21 settembre la fiera, e in particolare lo stand russo, sono stati visitati da Denis Pak, direttore del Dipartimento russo per lo Sviluppo del Commercio Interno e dell’Industria Leggera, che è rimasto molto soddisfatto: “La partecipazione alla fiera da parte dei nostri produttori dimostra che sono stati raggiunti ottimi risultati dal punto di vista della produzione sul mercato internazionale; per questo, il MinPromTorg per il secondo anno di seguito organizza questa partecipazione collettiva”. 

Industrie Russe in Italia

Nella foto, da sinistra: Evgeny Utkin, Denis Pak, Nelly Miakunova

Il settore della lavorazione della pelle in Russia – ha spiegato ancora Pak – mostra buoni segnali di crescita, la quale ha toccato quasi il 17% nei primi sette mesi del 2016. Questo risultato è stato raggiunto in gran parte grazie al divieto temporaneo, da parte russa, sull’export del semilavorato in pelle “wet blue”. Allo stesso modo, grazie al sostegno statale, oggi questo settore dell’industria leggera sta vivendo un nuovo momento di crescita. Le compagnie russe hanno acquisito credibilità e affidabilità riguardo alla domanda della propria produzione e grazie al fatto che gli investimenti necessari al sostenimento della concorrenza sul mercato internazionale verranno ripagati. Proprio per tale motivo, nell’ambito di questa fiera noi siamo propensi a concludere contratti di grande valore economico con i leader mondiali tra i produttori di prodotti in pelle. Il tasso più alto d’incremento in Russia della lavorazione della pelle dimostra il trend sostanziale alla crescita nel breve periodo.”

На фото: Денис Пак
  Nella foto: Denis Pak

Non a caso, la Russia è famosa non solo per l’esportazione di gas e petrolio, ma anche per la produzione di pellame, grezzo e semilavorato. Siamo arrivati a un tal punto che il pellame prodotto nella Federazione è addirittura venuto a mancare sul mercato interno. Ed è per questo che il governo ha chiuso temporaneamente (prolungando tale divieto ancora per 6 mesi) l’export del “wet blue”. Ma i prodotti finiti e semi-finiti, questi sì che si possono esportare. E proprio con tale scopo sono venute a Milano le aziende russe, presentando una gamma di pelli di diversi colori e qualità, sempre ottima, e anche con un ottimo rapporto qualità/prezzo, che batte diversi paesi produttori. Ne è la dimostrazione il fatto che alcuni clienti abbiano rapporti decennali (anzi, pluridecennali) con la Russia, come nel caso di Khrom, mentre altri sono da poco acquisiti.

Durante la giornata del 21 settembre, la direttrice dell’Istituto per le Tecnologie nel Settore Tessile e Calzaturiero, Tamara Nazarova, ha presentato in fiera le diverse iniziative del Centro dell’Innovazione del Tessile e Industria leggera, che oggi è un importante punto di riferimento per gli operatori del settore nella Federazione Russa.

Nella foto, da sinistra: Evgeny Utkin e Vladimir Tochilin

Nella foto, da sinistra: Evgeny Utkin e Vladimir Tochilin

Parliamo quindi con Vladimir Tochilin, direttore di Karavan-SK, azienda di Nizhnyj Novgorod. Tochilin ha già avuto tanti clienti italiani in passato, così come adesso, ma si scopre durante la nostra intervista che i compratori italiani sono in diminuzione: per la Karavan-SK erano una dozzina, che lavoravano con marchi noti ed anche di lusso, ma poi alcuni di loro sono letteralmente spariti. Adesso sono rimasti solo 3-4 clienti, e non ce ne sono di nuovi. Quindi il commercio con l’Italia si rivela in parziale declino, non però per problemi delle aziende russe, ma per i problemi economici del Belpaese. “Ci sono comunque altri ottimi mercati, come la Spagna, il Portogallo e altri paesi”. L’Italia, che era leader indiscusso nel campo della lavorazione della pelle, sembra stia perdendo il suo appeal. E i russi? Tempo fa erano molto indietro in questo campo, ma adesso, stando almeno alle loro dichiarazioni, il gap tra Russia e Italia corrisponde a un arco temporaneo di 6 mesi, massimo un anno. E tutto questo progresso lo si deve in realtà anche all’Italia, e in particolare ai suoi ottimi macchinari, famosi in tutto il mondo.
Dunque, la fiera non è solo un’occasione per cercare nuovi clienti (ed incontrare quelli vecchi), ma anche per osservare le vetrine dei concorrenti e concludere contratti, nel caso della Russia anche per l’ammodernamento delle fabbriche, e con l’aiuto del Ministero russo. Infatti, sempre il 21 settembre, in presenza di Denis Pak, sono stati firmati numerosi contratti per un totale di 8.4 milioni di euro: tra Khrom e l’italiana DeltAque s.r.l., tra Khrom e l’olandese Stahl Europe bv; tra Russkaja Kozha e Italprogetti (con cui ha firmato ben tre contratti) e tra Russkaja Kozha e la svizzera Huni.

Inoltre, il 22 settembre Denis Pak e alcuni membri della delegazione russa (inclusi Nelly Miakunova, CEO di Khrom, e Igor Surin, presidente di Russkaja Kozha) si sono recati a Verona, per visitare gli impianti della MOSCONI S.p.A., uno dei principali produttori al mondo di macchinari e attrezzature per concerie. Hanno dunque incontrato Il presidente della MOSCONI, Giancarlo Marconi, e hanno discusso la possibilità di sviluppare rapporti con i produttori russi.

Industrie Russe della pelle

Nella foto, da sinistra: Nelly Miakunova, Giancarlo Marconi, Denis Pak, Igor Surin

Ma, ancora parlando con il direttore di Karavan-SK, Tochilin, ci soffermiamo su un altro trend europeo che sta interessando alcune aziende, e cioè l’ecopelle. In Russia questo materiale non è di moda. “Ad esempio noi trattiamo solo pelle vera, in quanto l’ecopelle in Russia non è ritenuta un prodotto qualitativamente adeguato e sano”, ci spiega Tochilin. “Poi, se vediamo quante sostanze dannose per la natura si usano per produrla, possiamo dire, certo, che salviamo qualche animale, ma danneggiamo gravemente la natura. L’ecopelle è sostenuta non tanto da ecologisti o animalisti, ma da qualche azienda commerciale”.

migliori industrie russe

Una situazione che ricorda vagamente l’idea di introdurre in Europa l’uso di insetti nell’alimentazione umana, cancellando invece alcuni prodotti DOC italiani (come nei casi di alcuni formaggi o della fiorentina). Ma sorge un grande dubbio: dobbiamo mangiare insetti perche sono sani e nutrienti, o perché costano poco e di bistecche alla fiorentina non ce ne sono per tutti? Ecco allora che lo stesso dubbio nasce anche riguardo all’ecopelle, la cui produzione è molto più economica rispetto a quella del prodotto naturale.  Per i russi, la vera “ecopelle” è però piuttosto la pelle non artificiale, ma trattata, semmai, con ingredienti naturali, ecologici, non allergici. Costa di più, ma vale la pena di produrla.

Red.

Le Industrie Russe della pelle in Italia: Mettersi in mostra e osservare gli altri обновлено: settembre 26, 2016 автором: PLANET360INFO

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