Italia-Russia, prove generali per il ritorno al “G8”?

Il rapporto tra Italia e Russia è e rimane costruttivo, perdurante, inevitabile e strategico. Neanche le sanzioni reciproche tra Russia ed Occidente sono riuscite ad intaccarlo.

Roma, 24 Aprile 2017 –  In un convegno di due giorni, svoltasi a Roma gli scorsi 29 e 30 Marzo, 2017, il tema ufficiale era il rapporto tra ITALIA e RUSSIA, analizzato in prima battuta sotto il profilo storico e culturale, per poi arrivare a focalizzarsi su di una delle risorse strategiche, l’ENERGIA, con ovvio riferimento a petrolio e gas, di cui la Russia è uno dei maggiori produttori, mentre l’Italia e l’Europa, dove lo sviluppo è al suo massimo mondiale, sono tra i maggiori consumatori.

In realtà, è stato inevitabile che da questo tema i relatori ed il pubblico si siano spinti verso l’interpretazione politica dei fatti che riguardano il quadrante Euroasiatico ed il Mediterraneo, ma anche gli equilibri e l’ordine mondiali.

Innanzitutto il plauso nostro e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere presenti va agli organizzatori di questo convegno di due giorni:

  • il Centro Russo di Scienza e Cultura, diretta estensione dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, diretto con saggezza ed equilibrio dal Dr. Oleg Osipov, che ha affidato al Vicedirettore, il Dr. Vasily Konyaev, le fasi esecutive dell’iniziativa;
  • e l’Università di Roma “La Sapienza”, rappresentata da un ottimo storico, il Prof. Antonello Folco Biagini, Presidente della Fondazione Roma Sapienza, che ha affidato al Prof. Gabriele Natalizia, della “Link Campus University”, l’organizzazione del progetto.

Indubbiamente è stato un forum di discussione veramente utile, perché pieno di informazioni preziose e di considerazioni politiche che danno modo di capire dove l’Italia e la Russia possono dirigere i loro sforzi per costruire e consolidare una situazione meno confusa e più rassicurante rispetto a quella odierna.

In effetti, è stato subito chiaro che l’Energia è una chiave per entrare in una più ampia ambientazione strategica, dove il rapporto tra Italia e Russia è al centro di una rete di altri rapporti che vedono queste due nazioni sempre più legate da interessi comuni, dando seguito a quanto è accaduto per secoli, speciamente sul piano culturale, ma anche sul piano sociale e politico.

Nell’attuale situazione la Russia è tagliata fuori dai Summit periodici dei Grandi Paesi Industriali della Terra, il cosiddetto “G8”, trasformandolo qualche anno fa (4 Giugno 2014) nell’attuale “G7”.

Fatto sta che quest’anno, in cui il G7 è gestito dall’Italia che ne ospita i lavori, con l’incontro principale a Taormina i prossimi 26 e 27 Maggio 2017, proprio l’Italia sta inanellando una serie impressionante di incontri bilaterali con la Russia i cui esiti sembrano quasi una “prova generale” per un futuro ritorno al G8.

Alla luce di ciò, e considerando i molti altri eventi che nel primo semestre del 2017 costituiscono un intenso interscambio tra Russia e Italia e che continueranno anche nei prossimi mesi, questa “due giorni” di interventi sul piano storico, economico, politico e strategico, è molto più di una banale chiaccherata tra addetti ai lavori.

ITALIA-RUSSIA, IL QUADRO STORICO E GEOPOLITICO

Il 29 marzo, la sede dell’incontro è stata il Rettorato de “La Sapienza”, la più grande Università di Roma e d’Europa, dove studiosi ed esperti, venuti da varie università, italiane e straniere, hanno discusso sia le origini storiche dei rapporti tra Italia e Russia, sia il complesso quadro geopolitico euromediterraneo ed euroasiatico.

Il quadro storico completo rende palese come, al di là dei rari momenti nella Storia che li ha visti su fronti opposti sebbene queste due nazioni non lo volessero perché vi furono trascinate da altri, Italia e Russia hanno sempre più sviluppato un interesse condiviso a risolvere congiuntamente i problemi della regione euroasiatica e mediterranea e trovare soluzioni che portassero le parti coinvolte ad una comprensione e convivenza pacifica.

In quanto rappresentante dell’ente ospitante, ha aperto i lavori il prof. Antonello Folco Biagini, presidente della “Fondazione Roma Sapienza”. Poi hanno preso la parola Vasily Konyaev, Vicedirettore del Centro Russo di Scienza e Cultura e il prof. Alessandro Saggioro, Coordinatore del Dottorato in Storia d’Europa dell’Università La Sapienza.

Prof. Antonello Folco Biagini

Sulle relazioni tra Russia ed Occidente dopo la Seconda Guerra Mondiale sono intervenuti il Prof. Fabio Bettanin della “Università di Napoli L’Orientale”, il Prof. Antongiulio de’ Robertis della “Università di Bari”, nonché il Prof. Roberto Valle della “Università di Roma La Sapienza”, abilmente moderati dal Prof. Andrea Carteny della “Università di Roma La Sapienza”.

Sull’attuale scenario geopolitico Euro-Mediterraneo, i lavori sono stati coordinati da Gabriele Natalizia della “Link Campus University”, e sono intervenuti Paolo Calzini della “John Hopkins University”; Maria Cristina Marchetti della “Università di Roma La Sapienza”, Salvatore Santangelo della “Università di Roma Tor Vergata”.

I lavori hanno messo in luce sia i presupposti storici, sia gli atti più recenti che hanno portato sempre più Italia e Russia all’attuale ed evidente cooperazione in molto campi, a partire da quello culturale ed artistico nonché sociale, ma anche in campo economico e sempre più sul piano politico internazionale. Questo è stato dovuto a tanti fattori, a partire dal fatto che sono moltissime le caratteristiche valoriali (tra cui spiccano quelle cristiane) e socio-culturali che accomunano il popolo russo e quello italiano. Si aggiungono il crescente numero di cittadini russi che risiedono in Italia e viceversa, ma anche le sempre più numerose e ben riuscite formule varie di cooperazioni e progetti condivisi tra aziende italiane e russe e tra riercatori e scienziati italiani e russi.

Perfino le attuali “Sanzioni” che la Russia da un lato e l’Europa (e perciò anche e particolarmente l’Italia) dall’altro lato, si sono trovate a subire non sono riuscite a sedare i canali di dialogo costruttivo tra Italia e Russia.

Russia

Le suddette sanzioni tuttora vigenti sono state volute dagli Stati Uniti d’America, inizialmente come reazione all’iniziativa della Russia di accettare il ritorno della Crimea alla madre patria, a seguito di un referendum svoltosi a tutti gli effetti nel 2014 nella penisola del Mar Nero, configurata dal 1991 come Repubblica Autonoma di Crimea. Eppure, quel referendum non è mai stato riconosciuto dall’Occidente e da quasi tutta la comunità internazionale, a causa delle pressioni esercitate dagli USA, che hanno messo in evidenza solo che la decisione di tenere un referendum fu il risultato dell’imposizione alle autorità della Crimea da parte dell’esercito russo che aveva invaso la penisola.

Fatto sta che un tal referendum non sarebbe mai stato permesso dalle autorità ucraine (specialmente considerando la strisciante ma decisiva influenza di Washington su Kiev), diniego che avrebbe quello sì davvero violato i diritti della popolazione della Crimea, nella quale molte persone erano pronte ad una guerra civile. Perciò, l’intervento russo ha solo evitato che ciò accadesse ed ha permess che un atto democratico avesse luogo senza spargimento di sangue.

L’altro significativo fatto che non viene mai menzionato, specialmente nei paesi occidentali, è l’impressionante partecipazione altissima a tale referendum (83,1% dei votanti potenziali) e la maggioranza schiacciante, vicina alla totalità (96,77%) che ha votato “YES” e quindi ha indiscutibilmente decretato la volontà della popolazione della Crimea, per lo più di origine russa, di tornare ad fare parte della propria patria originaria, da cui furono strappati nel 1954 a seguito della decisione dell’allora premier sovietico, Nikita Chruščёv (Krushov), di cederla alla Repubblica dell’Ucraina, “Per rafforzare l’unità dei russi e degli ucraini e la grande e indissolubile amicizia tra i due popoli” (questa fu la motivazione ufficiale). L’interpretazione di un tale atto e le sue reali cause ed obiettivi è ancora oggi controversa.

Pertanto, tale referendum è una chiara applicazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione, principio universale ufficialmente condiviso da tutti i membri dell’ONU, inclusi gli USA, che però in questo caso sembrano non ricordarlo. Quando l’esercito americano invade il territorio di un altro Stato sovrano con la motivazione di ripristinare le condizioni affinché il popolo locale sia libero da forme inaccettabili di tirannia e liberi di esprimersi in modo democratico (gli ultimi casi sono quelli dell’Iraq e della Siria, ma L’elenco è molto più lungo), gli USA non forse hanno agito con le stesse modalità con cui ha agito la Russia?

Ne’ il governo americano sembra disponibile ad tenere in conto che in Ucraina sono proprio soggetti americani (governativi e non) coloro che hanno soffiato sul fuoco sconvolgendone i già delicati equilibri politici e fomentando la ribellione contro una pretesa ed infondata “arrogante ingerenza russa”, Ribaltando la verità e fraintendendo il forte interesse russo per l’Ucraina e gli autentici sentimenti per gli ucraini, che sono dovuti principalmente al legame atavico plurisecolare con la terra dove nacque lo stesso concetto di “nazione russa”.

Per chiarire tale concetto, è come se qualcuno cercasse di separare il Piemonte e Torino dal resto d’Italia, o come se qualcuno manovrasse per una seccessione del Massachusetts e Boston dal resto degli Stati Uniti, o come se qualcuno cercasse di convincere gli abitanti della regione dello Champagne a dividersi dal resto della Francia, e così via.

Per non citare il fatto che l’Ucraina è l’ultimo “stato cuscinetto” capace di tenere lontana l’aggressività della NATO dai confini russi.

Il dato di fatto è che gli USA hanno imposto all’Unione Europea di aderire all’embargo contro la Russia. Nel 2014 l’Unione Europea annunciò le sanzioni con questa formula, ancora oggi visibile sul suo sito: “Dal marzo 2014 l’UE ha gradualmente imposto misure restrittive in risposta all‘annessione illegale della Crimea e alla deliberata destabilizzazione dell’Ucraina“.

Il paradosso è che i fatti stanno progressivamente mettendo in luce che tale supposta “annessione” non è del tutto “illegale”, nonché che se c’è qualcuno che ha causato una “deliberata destabilizzazione dell’Ucraina” questi non sono soggetti russi, bensì statunitensi (vedi i “fatti di Maidan Square”), che ciò si traduca con la sigla CIA o con quelle di organizzazioni non governative (ONG) americane che sono particolarmente attive in paesi dell’ex URRS, come quelle del miliardario americano George Soros.

Italia

Sta di fatto che così gli Stati Uniti hanno obbligato tutti gli stati membri dell’Unione Europea, Italia compesa, ad attuare l’Embargo contro la Federazione Russa. Poco dopo, la Russia ha decretato delle “contro-sanzioni” che, colpendo anche l’Unione Europea, sono ricadute anche sull’Italia, anzi, particolarmente sull’Italia, visto che tali contro-sanzioni russe riguardavano per lo più i prodotti agro-alimentari.

In concreto, essendo uno dei principali interlocutori della Russia per l’intercambio di merci e servizi, l’Italia è il paese che più ha pagato le conseguenze di tali reciproche sanzioni.

Eppure, nonostante ciò, l’Italia si è lealmente attenuta ai termini delle sanzioni, nel rispetto dei patti con i suoi alleati, nell’Unione Europea e nella NATO.

Al tempo stesso, però, l’Italia sta lavorando da anni per mettere fine alle sanzioni reciproche tra Russia ed Europa e la sua azione diplomatica sembra vicina al successo, poiché sempre più stati europei si stanno schierando a favore del ritorno al dialogo ed alla collaborazione con la Russia.

I risultati della conferenza del 30 Marzo a Roma

Il ruolo reale ed imprescindibile della Russia

L’analisi fatta in questi due giorni di lavori suggerisce che la Russia può e deve avere un ruolo strategico nel garantire e gestire gli equilibri mondiali, specialmente nell’attuale contesto.

Il suo ruolo risolutivo in Siria, risolvendo in un tempo brevissimo la maggioranza dei problemi che aveva tenuto l’enorme coalizione guidata dagli USA, è un fatto inoppugnabile ed è solo uno dei motivi per mantenere la Russia tra le Grandi Nazioni del mondo, adeguatamente coinvolta ed impegnata nel dare il suo contributo in favore del bene dell’umanità.

Molti altri fatti si aggiungono e vedono proprio la Russia tra i protagonisti di politiche costruttive sullo scacchiere internazionale. Durante la conferenza di Roma, i relatori ne hanno ricordati alcuni anche in campo economico e geopolitico. Un esempio è il ruolo positivo che Mosca e Putin stanno rivestendo nel progetto Poseidon (il tratto di gasdotto tra Grecia ed Italia) e nel South Stream che bypassa l’Ucraina, prevenendo il suo governo dal poter ricattare ancora la Russia e l’Unione Europea, come ha fatto.

Il ruolo potenaiale dell’Italia

L’altro punto strategico che è venuto fuori dalla conferenza è che l’Italia può essere l’interlocutore che può mettere le potenzialità della Russia nelle condizioni di essere al servizio della pace e della cooperazione in tutto il quadrante mediterraneo e nei tre continenti che esso bagna.

Perché proprio l’Italia può ricoprire questo ruolo strategico?

Un’analisi più dettagliata dei motivi è disponibile nell’articolo che verrà pubblicato subito dopo questo e potrete aprire anche cliccando su questo link)

Per ora basta ricordare che l’Italia ha un ottimo rapporto con tutti i paesi del continente africano e del Medioriente e le cause di ciò sono che:

  • pur non essendo un potentato economico o militare, ha sempre cercato, nel suo piccolo (ed il suo “piccolo” è piuttosto grande, visto che è la seconda nazione del mondo per contributi alla cooperazione dopo gli USA), di fare tutto quello che può per dare una mano a tutti;
  • pur essendo una delle più antiche civiltà ed avendo una storia ed una produzione intellettuale di gran lunga più rilevante di altri stati, europei e non, l’Italia e gli italiani in genere non si sentono superiori ad altri popoli ne’ fanno pesare il loro prestigio o benessere, bensì hanno la buona abitudine di cercare di capire e rispettare le altre culture, da cui sono affascinati.

Pertanto, non c’è poi tanto da meravigliarsi se le altre culture e nazioni vedono l’Italia e gli italiani con simpatia.

Questo atteggiamento di rispetto verso gli altri popoli, forse dovuto anche al fatto che gli italiani non sono una “razza” bensì il risultato dell’incrocio di oltre mille razze nel corso di oltre 3000 anni, fa dell’Italia uno dei pochi interlocutori in grado di ottenere ascolto, non per un qualsivoglia timore reverenziale, ma per un genuino sentimento di vicinanza.

Ci sono solo due incognite che aleggiano e rendono incerto l’ipotesi che l’Italia sia in grado di fare buon uso di questo potenziale e ruolo.

Un’incognita è dovuta a coloro che da oltre 50 anni hanno mantenuto ed ancora detengono il controllo sul potere politico in Italia e, ormai appare chiaro, non intendono cederlo, perfino raccontando a tutti e raccontando a se stessi la favoletta che solo loro possono cambiare l’Italia in meglio.

La realtà restituisce ben altra storia ed i fatti parlano chiaro, visto che l’Italia, a differenza degli altri stati europei dei quali ha le stesse potenialità, non riesce ad uscire dalla profonda crisi economico-finanziaria che opprime il mondo dal 2008 a causa della voracità del sistema finanziario americano.

Peraltro, tali soggetti politici, invece di fare gli interessi del popolo ed eliminare i veri ostacoli che impediscono agli italiani di esprimere tutto il loro potenziale, hanno sfruttato all’inverosimile ogni fonte di reddito ed alla fine hanno cominciato a dare fondo al prezioso patrimonio nazionale, cercando perfino di convincere i cittadini della necessità di vendere i tesori più preziosi dell’Italia, dalle aziende con i marchi più prestigiosi, al patrimonio storico/culturale e territoriale/ambientale, cioè il vero “petrolio” italiano.

Uno degli utlimi esempi è stata la tuttora inspiegata cessione alla Francia di un’area preziosissima per la pesca, mettendo in ginocchio migliaia di persone che di pesca vivono.

Sono poche persone, ma sono potenti ed astute. Ciononostante, gli italiani stanno tentando di liberarsi di questa marmaglia, perchè sono i primi a subirne le porcate, e di farlo democraticamente, perché ancora credono nella propria Costituzione, una delle più belle al mondo, che ancora pochi mesi fa hanno difeso da un ulteriore tentativo di farne coriandoli. Non che i cambiamentoi proposti fossero tutti cattivi, ma tra le loro pieghe c’erano delle “polpette avvelenate” che avrebbero messo a repentaglio lo stesso spirito costituzionale e democratico per cui gli italiani si sono battuti contro il fascismo e poi per liberarsi definitivamente della monarchia.

L’altra incognita è rappresentata da chi sta facendo di tutto per ostacolare il successo di chi lavora per la pace e per la cooperazione mondiale, soggetti a cui dà molto fastidio:

  • un’Europa coesa ed unita e perciò efficiente sul piano interno ed internazionale ed in tutti i campi (politico, economico, nella ricerca, nella leadership della pace, ecc.),
  • un’Italia che riesca a stimolare tale processo positivo, magari estendendolo al resto del Mediterraneo.

A differenza di quanto affermato con molta enfasi, seppure auspicabilmente in buona fede, dall’On. Andrea Romano, i soggetti in questione non albergano in Russia. Basta voltarsi e guardare alle proprie spalle.

Salvo voler passare per l’ennesima volta per fessi, nonché basare tutta la propria strategia su una vergognosa “russofobia” che viene cavalcata da ormai troppo tempo, perdendo tempo prezioso per fare della Russia un vero alleato del mondo intero e spingendola a doversi sempre e solo difendere, così da poter poi esclamare con sdegno: “Ecco, vedete quanto è aggressiva?!”.

Uno dei più antichi simboli della Russia è l’orso. Un orso, come tutti gli animali, uomini inclusi, se messo in un angolo o in pericolo, certo che si difende! Ma, vista la loro dimensione e forza, poi è altrettanto certo che fa male. Ma da qui a dare la colpa all’orso, bisogna proprio essere ipocriti.

IL PROBLEMA DELL’ENERGIA

La seconda parte del Forum, che si è svolta nella mattinata del giorno dopo, il 30 Marzo 2017, presso il Centro Culturale Russo di Scienza e Cultura, ha messo al centro dell’attenzione il problema delle FONTI ENERGETICHE.

Il tema, delicatissimo, è stato affrontato in due sessioni, ciascuno con l’obiettivo di analizzare uno specifico punto di vista.

Nella prima essione si è discusso della gestione delle risorse, PETROLIO e GAS, coinvolgendo i protagonisti su tale fronte: da un lato gli acquirenti, e specificamente le imprese italiane del settore; e dall’altro lato i principali venditori di tali risorse e pertanto le società statali della Federazione Russa.

Nella seconda sessione è stato il turno dei rappresentanti delle varie forze politiche italiane, che hanno esposto il loro parere sull’attuale situazione dei rapporti tra Russia ed Italia, nonché discusso se e come liberarsi delle sanzioni che hanno forzosamente ridotto l’interscmabio di merci e servizi tra Italia e Russia, seppure in un rapporto tra queste due nazioni che per secoli è stato quasi sempre costruttivo ed ancora oggi sembra più che mai forte.

ASCOLTANDO CHI L’ENERGIA LA PRODUCE, IMPORTA E DISTRIBUISCE

La prima parte dell’incontro è stata dedicata all’ascolto delle opinioni di due grandi aziende italiane che in vario modo si occupano di petrolio e gas: l’ENI, che li estrae e raffina, li importa e li ditribuisce anche al dettaglio, nonché produce e costruisce impianti per estrarli per conto delle compagnie di mezzo mondo; l’EDISON che li importa ed ultilizza per produrre energia elettrica.

Con la paziente moderazione del Prof. Michel Korinman della “Université Paris Sorbonne”, per l’ENI S:p.A. era presente l’Avv. Andrea Gemma, Membro del Consiglio d’Amministrazione; L’EDISON S.p.A. era rappresentata dal Dr. Marco Margheri, Direttore degli Affari Istituzionali. Alla loro voce si sono aggiunte quella della “Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico”, agenzia governativa italiana, nella persona del Dr. Fabio Tambone, Responsabile dell’Unità per le Relazioni Esterne Internazionali ed Istituzionali; e infine, l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia era rappresentata dal Secondo Segretario per gli Affari Politici ed Economici, il Dr. Danis Bashirov.

Il punto di vista dell’ENI

Con il supporto di alcune utilissime diapositive (ne riproduciamo qui alcune), il Dr. Andrea Gemma ha illustrato da un lato il significativo quadro dei bisogni energetici dell’Europa e dall’altro le preziose ed abbondanti fonti di petrolio e gas che la circondano, ad Est con la Russia, il Kazahistan e l’Azerbaijan, a Sud est con il Medioriente (Iraq, Kuwait, Iran, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar, ecc.), a Sud con il Nordafrica (Egitto, Sudan, Libia, Tunisia, Algeria, , Nigeria, ecc.). La parte più interessante è ovviamente stata quella che ha descritto le potenzialità a disposizione ma anche i problemi geopolitici connessi, che di fatto condizionano le scelte ottimale dei flussi e dei tracciati (oleodotti, gasdotti).

Da questo quadro è apparso evidente che, seppure la nostra fortuna è di essere letteralmente circondati da fonti energetiche, al contempo il quadro che ci circonda si fa sempre più complicato e la cosa ci può mettere in difficoltà.

A sud nel Nordafrica e a sudest nel Medioriente siamo circondati da nazioni in stato di guerra (Siria, Iraq) o in un pericoloso e destabilizzante caos (Libia), o sotto minaccia di cadere anche loro nel caos o sotto regimi poco raccomandabili (Egitto, Tunisia, Libano, Israele e Palestina, Turchia), o sotto Embargo a causa di effettive o supposte colpe che etichettano queste nazioni come reiette sul piano internazionale (Iran e Russia).

In questo quadro, l’Avv. Andrea Gemma ha puntualizzato che: “a livello energetico la Russia sostiene l’Europa in maniera stabile e da oltre dieci anni rappresenta la principale fonte di approvvigionamento europeo che copre oggi il 30-40% del fabbisogno dei combustibili fossili”.

Il Consigliere d’Amministrazione dell’ENI ha definito Mosca “un partner commerciale stabile e affidabile” nonostante il complesso quadro geopolitico, precisando che “L’Italia ricorre alla Russia per un quarto del proprio import energetico: 45% di gas, 16% di prodotti petroliferi e 21% di combustibili solidi”.

Il punto di vista dell’EDISON

Nella sua veste di Direttore per gli Affari Istituzionali che cura le relazioni di EDISON S.p.A. con gli interlocutori istituzionali italiani, europei e internazionali, il Dr. Marco Margheri ha esposto le preoccupazioni di una delle maggiori società italiane produttrici e distributrici di energia elettrica e gas. Egli ha rincarato la dose, spiegando che “La Russia rappresenta il centro pulsante del mondo del gas”, confermando che in sostanza il gas russo gioca un ruolo centrale nel mercato energetico europeo.

Dr. Marco Margheri

Credo sia utile informarvi che Marco Margheri, non è al suo primo incarico nel settore energetico, avendo lavorato in precedenza in General Electric – Oil & Gas, ed essendo oggi anche Presidente per l’Italia del WEC – World Energy Council (www.wec-italia.org), membro del Comitato Esecutivo dello IAI – Istituto Italiano per gli Affari Internazionali (www.iai.it), e membro del Consiglio internazionale di ECFR – European Council on Foreign Relation (www.ecfr.it).

Egli ha condiviso la maggior parte delle considerazioni espresse dal suo collega dell’ENI, ma ha invece ribadito che la storica intesa sui cambiamenti climatici adottata alla Cop21 (Parigi 2016) potrebbe dare un’ulteriore spinta ai rapporti energetici tra la Russia e l’Occidente. Infatti, questo accordo prevede un forte incentivo delle energie rinnovabili. Pertanto, il “blue-sky fuelrusso potrebbe acquisire e mantenere una grande rilevanza nel medio e lungo periodo.

“Avremo sicuramente bisogno del gas russo per soddisfare il crescente fabbisogno italiano ed europeo. Noi europei dobbiamo trovare almeno 70 miliardi di metri di cubi in più per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi elencati nell’accordo di Parigi. Perciò, la Russia con le sue risorse rappresenta senz’altro il centro pulsante del mondo del gas”. In base a queste considerazioni, Margheri ha sottolineato che Mosca è un partner “insostituibile”.

Il ruolo di EDISON nella progettazione e realizzazione del tratto di gasdotto tra la Grecia e l’Italia (il progetto Poseidon), che metterebbe in condizione quest’ultima di decidere liberamente da quale paese produttore acquistare il gas e che ora viene apertamente appoggiato anche dalla Russia, fanno della società italiana una fonte attendibile.

Il punto di vista delle autorità regolatorie

Dr. Fabio Tambone

Con il suo intervento il Dr. Tambone ha spiegato molto efficacemente il ruolo dell’Autorità Governativa che lui dirige, le relazioni e le forme di cooperazione con i corrispondenti enti degli altri stati e quanto ciò sia importante per realizzare una politica equilibrata, efficiente ed utile a tutti.

Cliccando qui, potete vedere le slides che sono state proiettate durante la sua presentazione e riportano tutti i concetti che ha spiegato.

Il punto di vista politico ed economico delle autorità russe

Dr. Danis Bashirov

Secondo il rappresentante dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, il Dr. Danis Bashirov, la Russia è interessata alla costruzione in Italia di un eventuale hub europeo per la distribuzione del gas naturale. “Si stanno valutando diversi progetti come quello di Poseidon – ha detto –. Non conosciamo ancora i dettagli però le opportunità ci sono e noi siamo certamente a disposizione per quanto riguarda l’eventuale appoggio istituzionale”.

Bashirov ha ricordato come il più grande affare in campo enegetico del 2016, la vendita del 19,5% della Rosneft, la principale compagnia petrolifera russa, al fondo sovrano del Qatar e al trader svizzero Glencore è stata possibile solo grazie alla consulenza e credito della Banca Intesa San Paolo, nonostante le pesanti pressioni dall’estero contrarie all’operazione.

Si aggiunge “l’interesse della Russia per la cooperazione industriale e nei paesi terzi. Nel dicembre 2016 la Rosneft ha comprato dall’ENI un terzo de gigantesco giacimento Zohr (n.d.r.: di fronte alle coste dell’Egitto), facendo un importante investimento ed entrando così, da partner della società italiana, nel mercato degli idrocarburi del Mediterraneo”. Poi ha ricordato l’investimento della Lukoil nelle raffinerie ISAB, in Sicilia, e della Rosneft nella raffineria SARAS, in Sardegna. HA anche ricordato che l’ENEL è l’unica società straniera a cui siano stati affidati due impianti straategici di produzione di energia elettrica in Russia, nonché la promettente cooperazine con società italiane nel campo della “Smart Grid”, per l’efficienza energetica e nella ricerca e produzione delle fonti rinnovabili di energia.

Bashirov ha concluso affermando: “Sono convinto che le solide basi economiche delle relazioni russo-italiane, l’ampia coincidenza di interessi, la comprensione reciproca e l’amicizia dei nostri due popoli aiuteranno i nostri paesi a superare positivamente le attuali difficoltà e a rafforzare le posizioni sui mercari internazionali”.

IL PUNTO DI VISTA POLITICO ITALIANO

Nella seconda sessione di discussione, gli interventi dei rappresentanti politici sono stati sapientemente coordinati e collegati dagli interludi del moderatore, che peraltro è stato uno dei protagonisti della giornata precedente, il Prof. Antonello Folco Biagini, il quale, oltre che essere presidente della Fondazione Roma Sapienza, è docente e studioso di Storia, con particolare ed apprezzata specializzazione in Storia dell’Europa Orientale.

Sotto la sua guida si sono alternati i tre rappresentanti politici ed un’altro eminente storico, il Prof. Silvio Pons, docente di Storia dell’Europa Orientale presso la 2° Università di Roma, Tor Vergata.

Il Sen. Vito Сrimi

Vito Сrimi (M5S)

Il Sen. Vito Сrimi ha subito chiarito che, al di là delle simpatie nel M5S per la politica di Vladimir Putin, nel suo Movimento è ben chiaro che il rapporto con la Russia, storico ed attuale, sia sul piano culturale che economico, non può essere ne’ sottovalutato ne’ evitato.

Il M5S punta a prendersi la responsabilità di governare l’Italia e la prima cosa da fare per chiunque sia al governo è di fare gli interessi del proprio paese.

L’interdipendenza tra i due paesi, Russia e Italia, richiede la rimozione urgente delle sanzioni e la piena ripresa dell’interscambio. L’atteggiamento dell’Unione Europea a blindare come se la Russia rappresenti un pericolo vero non  lasciare spazio ad una negoziazione di alcun tipo. E appiattirsi sulle posizioni degli USA non rientra negli interessi degli stati membri ed in particolare negli interessi dell’Italia.

Pertanto, l’Italia deve chiedere formalmente all’Unione Europea ed ottenere quanto prima la rimozione delle sanzioni nei confronti della Russia, cosa che farebbe cadere anche le sanzioni da parte russa nei confronti dell’Europa e perciò anche dell’Italia, poiché è fin troppo evidente che tutto ciò ha particolarmente danneggiato proprio l’Italia.

Cliccate QUI per vedere il video con la parte più significativa dell’intervento del Sen. VITO CRIMI (Movimento 5 Stelle).

18/01/2016 Roma. Rai. Trasmissione televisiva Porta a Porta. Nella foto Andrea Romano PD

Andrea Romano (PD) 

Anche l’On. Andrea Romano ritiene che sia auspicabile che le sanzioni inflitte alla Russia sia rimosse quanto prima, ma il suo tono si è ovviamente attenuto alla moderazione e all’equilibrio che ci si attende da chi appartiene al partito di maggioranza e al governo, poiché quest’ultimo è nella delicata e scomoda posizione di dover mantenere i rapporti e rispettare gli accordi con l’Unione Europea e con gli altri alleati NATO, a partire dagli Stati Uniti.

Ricordando che di Russia si è interessato fin dai suoi studi universitari, proprio sotto la guida del Prof. Pons, lì presente al tavolo del convegno, l’On. Romano ha messo in evidenza che la Russia persegue, ovviamente, i suoi interessi nazionali, che non necessariamente coincidono con quelli dell’Italia e dell’Unione Europea. Ma ha anche aggiunto: “Io sono convinto che questi tre paesi abbiano tutto l’interesse a rafforzare la cooperazione tra la Russia e ciò che le sta intorno”. Ciò contribuirebbe, ricorda Romano, a: “superare una certa tendenza di lungo periodo della Russia, non tanto ad isolarsi quanto a percepire un timore di accerchiamento di possibili azioni ostili da parte delle nazioni che le stanno intorno e perciò di reagire con atteggiamenti di isilamento o aggressive”. Secondo l’On. Romano, per superare questi atteggiamenti e favorire la cooperazione tra la Russia e l’Italia quest’ultima deve porsi a “schiena dritta”: “Tra gli interessi nazionali russi c’è anche quello di indebolire l’Unione Europea che, per quanto in crisi ed acciaccata, è un’istituzione multilaterale che può rappresentare in futuro un polo alternativo, seppure non avversario, a quanto può offrire la Russia.”

Poi ha ricordato che “la Russia ha svolto con successo un’attività di spionaggio cibernetico, un’attività che ha sorpreso l’occidente e spesso lo ha sconfitto, prendendolo in contropiede. Penso al caso Snowden, un caso di spionaggio magistrale che ha permesso di indebolire quello che gli Stati Uniti stavano cercando di strutturare proprio nel campo dello spinaggio elettronico. L’Italia ha un atteggiamento un po’ ingenuo, e con una certa subalternità rispetto a certi avvenimenti che sono accaduti in tempi recenti”. In sostanza, l’On. Romano invita a tenere presente che gli “interessi italiani” si perseguono facendo capire alla Russia che certi giochi ci sono ben chiari e che è bene trovare un compromesso che sia nell’interesse reciproco.

Ecco perché, dopo aver detto che le sanzioni non possono permanere troppo a lungo, Romano ha dovuto precisare che saranno ovviamente annullate solo quando la Russia farà tutto il possibile affinché siano applicati gli accordi di Minsk, rispettando la sovrranità lesa.

Un commento su queste dichiarazioni dell’On. Romano è nelle considerazioni finali e nell’articolo che segue.

Cliccate QUI per vedere il video con la parte più significativa dell’intervento dell’On. ANDREA ROMANO (Partito Democratico).

L’On. Alessandro Pagano

Alessandro Pagano

L’On. Alessandro Pagano, deputato della Lega Nord invece, ha espresso sostanzialmente la stessa opinione del M5S, al punto che non sono mancate le battute divertite tra i due rappresentnti di Lega e 5 Stelle su quella inconsueta comunanza di vedute su questo argomento tra due partiti che hanno opinioni nettamente diverse su quasi tutto.

L’On. Pagano, ha peraltro esordito sottolineando, con orgoglio, d’essere di Caltanissetta, nel centro della Sicilia, smentendo “l’idea che la Lega sia radicata solo nel Nord d’Italia e visto che la Lega Nord comprende anche la Lega dei Popoli visto che ormai siamo proiettati in una dimensione nazionale ed oltre”, nonché ha voluto ricordare e ringraziare, oltre al moderatore, gli organizzatori fattivi del convegno, Gabriele Natalizia e Vasily Konyaev,

Riagganciandosi all’intervento di Andrea Romano, ne ha sottolineato il senso: “Il sostanza ha voluto dire: Grande attenzione e grande rispetto… però c’è una sorta di supremazia che prima ancora che culturale è politica e “di altro genere”… Tra le righe lo ha fatto capire”. Ed annuncia ben altra premessa che serve a chiarire la posizione della Lega e dei suoi membri che sono ben altro che una sorta di “figli minori” asserviti alla Russia, “come Romano ha fatto intendere”. Poi comincia ad illustrare lo schema da cui bisogna partire per ragionare. Prima di tutto, afferma, “L’Italia è baricentrica rispetto agli Stati Uniti d’America e la Russia… soprattutto da un punto di vista culturale, due paesi che ci amano, senza paragone con tanti che dentro l’Unione Europea non hanno gli stessi sentimenti nei nostri confronti, e due paesi che da sempre hanno un’interlocuzione straordinaria.” continuando: “Io avrei perfino inserito gli USA nel titolo di questo incontro, specialmente alla luce degli scenari che si sono sviluppati in questi ultimi mesi…. Molti sono convinti che il mondo sia com’era prima del 4 novembre 2016, No, è cambiato tutto. Il mondo che  che l’establishment americano ci ha proposto ed imposto, da Bush padre ad Obama e stava per proseguire con la Clinton, quella politica che aveva caratterizzato il mondo in modo uniforme, beh, è cambiato! Si tratta di un’opportunità? Piace o non piace? Non lo so, però è un dato di fatto e noi italiani dobbiamo tenere conto esattamente di questo: non possiamo immaginare un rapporto con la russia senza l’autorizzazione del nostro alleato storico che è quello che dal 1944 in poi, per i patti scaturiti dalla Seconda Guerra Mondiale, ha costruito con noi un rapporto. Quindi, la nostra ambizione non è di essere servi, non è quella di essere filo-russi perché ci piace Putin (che poi, sinceramente, piace a me come a Salvini), ma lo facciamo non in una logica di servilismo ma in una logica di equilibrio. Perché questa è la geopolitica.”

Poi l’On. PAgano ha proseguito il suo ragionamento con riferimento ad un personaggio che ben pochi si aspettavano di vedersi proposto in questo contesto; “All’interno di tutto ciò, questa Europa, come ha detto Romano, è sclerotizzata, è un’altra cosa. Io mi devo rifare interamente al magistero di Giovanni Paolo II che ha lasciato 800 pagine su cos’è l’Europa. Questo è il benchmark a cui dobiamo riferirci! Non l’Europa di Shengen che tutti conosciamo essendo tutti figli di questo periodo. L’Europa di Giovanni Paolo II deve essere riscoperta perché è lì che possiamo capire come deve essere l’Europa, a comnciare dal fatto che l’Europa respira con due polmoni”, affermando che l’attuale Unione Europea è tutt’altra cosa che quella Europa descritta dal Santo Giovanni Paolo II.

In base a queste premesse, l’On. Alessandro Pagano ha dato questo quadro analitico; “La Russia non è un paese qualsiasi, è il paese più importante del mondo. Perché, primo punto: è il paese con le risorse energetiche che conosciamo, come ben spiegato dal tavolo che ci ha preceduto, e non si può prescindere da tali risorse. Secondo punto: perchè ha un’estensione che va dalla Polonia fino a Kamchatka (n.d.r.: costa nordoccidentale dell’Oceano Pacifico), quindi, di fatto non so quanti fusi orari e quante parti del mondo controlla. Terzo punto, perché con il cambiamento cliamtico – nessuno lo dice – l’Artico diventa navigabile e quindi si accorciano le distanze, diventando interessante dal punto di vista dei trasporti. E poi, quarto punto, perché da sempre ha una storia, perciò con la Russia i conti vanno fatti sempre. Nel 1600, la Polonia che a quei tempi era la maggiore potenza nel quadrante, decise che voleva diventare il paese più importante del mondo, tentò l’invasione della Russia e prese una batosta. nel 1700, la Svezia che allora era la potenza per eccellenza in quel quadrante, decise di fare la stessa cosa, con lo stesso risultato. I francesi di Napoleone e la Germania ce li ricordiano. Quindi, ogni secolo c’è qualcuno che si mette in testa di conquistare la Russia perché vuole diventare il più importante paese del mondo. Chi è adesso che vuole conquistare il mondo? L’America di Trump no di sicuro, l’America dell’Establishment certissimamente! Altrimenti non si spiega il motivo dell’operazione Ucraina. Perché l’operazione Ucraina nasce non perché ci sono state delle oppressioni, bensì su iniziativa di paesi europei che storicamentenon hanno  un rapporto d’amore reciproco con la Russia: la Polonia, la Svezia e le Repubbliche Baltiche (ed in quest’ultimo caso devo dare ragione ai paesi baltici)”.

In effetti, come Pagano ha puntualizzato, è stata di questi paesi la proposta di far aderire l’Ucraina all’Unione Europea e perfino alla NATO. Un’operazione che è stata decisamente “ispirata”, se non, più realisticamente, “finanziata”, da Washington.

Questa interessante e coraggiosa lettura degli eventi, che hanno determinato l’attuale stato delle cose, ha dato modo all’On. Pagano di sottolineare quanto l’Italia sia in una preziosa posizione baricentrica rispetto a Stati Uniti e Russia e perciò in grado di dialogare con entrambi e portarli di nuovo ad un accordo.

Ed in effetti, è bene ricordare che fu proprio l’Italia, con il G8 di Pratica di Mare, abilmente orchestrato dalla Farnesina e da Silvio Berlusconi, a portare ad un primo accordo che vedeva per la prima volta la Russia nella NATO e, in cambio della sua collaborazione alla lotta contro il comune nemico, il terrorismo, la NATO s’impegnava a non fare più alcun passo per avvicinarsi ai confini russi. Poco dopo la sua solenne firma da parte di Bush e Putin, il suddetto accordo, come tutti sanno, è stato contraddetto dai fatti.

Cliccate QUI per vedere il video con la parte più significativa dell’intervento dell’On. ALESSANDRO PAGANO (Lega Nord e Lega dei Popoli).

SEGUE UN’ANALISI DI QUANTO STA ACCADENDO TRA ITALIA E RUSSIA

Come annunciato in precedenza in qusto articolo, vi invitiamo a leggere un articolo che sarà pubblicato nelle prossime ore, dando origine ad un nostro INSIGHT 360 (approfondimento).

Lo metteremo in evidenza nella nostra homepage, ma sarà anche raggiungibile cliccando su di un collegamento in fondo a questo articolo.

Sarà dedicato ad un’analisi dettagliata dei fatti, delle dichiarazioni e dei dati che ha senso collegare in una schema significativo, una visione d’insieme dei vari pezzi di un “puzzle” (fatti, dati, protagonisti, commenti, ecc.), che rendono più comprensibile quanto sta accadendo e quello che potrebbe accadere.

Saranno ripresi i punti cruciali emersi in questo convegno di Roma, incrociandoli con quello che è stato affermato negli altri eventi che si sono svolti nei mesi scorsi. Saranno poi aggiunte le conclusioni a cui si giungerà in occasione di ciascuno dei molti altri incontri internazionali che sono già in programma nei prossimi mesi.

Pertanto, coerentemtemente alla nostra idea di “INSIGHT360”, sarà un “dibattito aperto” per consentire che il “lavoro in fase di sviluppo” porti il più vicino possibile alla verità.

Molti degli eventi citati, quelli appena realizzati e quelli futuri, sono organizzati e promossi insieme da soggetti italiani e russi, governativi e non.

In sostanza, dando seguito a quanto è avvenuto in passato, sarà ancora più evidente quanto questi due paesi, Italia e Russia, stanno consolidando la loro stretta collaborazione, lavorando insieme per la pace ed il benessere di tutti.

Di certo è possibile affermare che l’Italia sta mediando e cercando di convincere con i fatti gli altri Grandi del Mondo che è interesse di tutti che si ritorni al G8.

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La Redazione di PLANET360.info

Italia-Russia, prove generali per il ritorno al “G8”? обновлено: maggio 4, 2017 автором: PLANET360INFO

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