Dr. Germano Dottori: “La Russia è, a mio avviso, il bersaglio di comodo.”

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato i discorsi inaugurali del nuovo anno, il 2017 (presidente della Federazione russa Putin, primo ministro britannico Theresa May, cancelliere Angela MerkelPresidente della Repubblica Francese François HollandePresidente della Repubblica Popolare di Cina Xi Jinping), che hanno pronunciato i leader dei principali paesi del mondo, ultimo in ordine di tempo il discorso inaugurale del Presidente degli USA, Donald J. Trump, subito dopo il suo giuramento.

Il quadro completo indica che i cambiamenti saranno epocali. Abbiamo chiesto ad un esperto di analisi politica internazionale, il Dr. Germano Dottori, di aiutarci a capire cosa, a suo parere, sta accadendo. 

I leader parlano, il mondo vorrebbe capire

Planet360.info: Dal confronto dei discorsi ufficiali, da noi appena pubblicati, pronunciati dai più significativi leader politici del mondo in occasione della fine dell’anno 2016 e per gli auguri all’inizio dell’anno 2017, quale è la sua valutazione sui temi affrontati e sui messaggi che ciascuno di essi ha espresso?

Quali di essi erano per lo più focalizzati agli ascoltatori della propria nazione e quali hanno tenuto in conto che tali discorsi erano una sostanziale occasione di comunicazione mondiale?

Dr. Germano Dottori: La mia impressione è che gli auguri di fine anno rivolti tradizionalmente dai Capi di Stato agli abitanti dei propri paesi siano orientati pressoché esclusivamente all’opinione pubblica interna. Talvolta, come accade in Italia, con grande attenzione ai temi politici, ma non sempre e comunque raramente con riferimenti alla situazione mondiale. Infatti, di solito, non vengono tradotti.

Planet360.info: Per completare il quadro, abbiamo atteso che Donald Trump pronunciasse il suo primo discorso ufficiale da Presidente degli Stati Uniti d’America a tutti gli effetti, subito dopo il suo giuramento del 20 gennaio.

Fino ad ora, visti i messaggi contraddittori o addirittura di segno totalmente opposto che sono stati da lui pronunciati da quando ha iniziato la sua campagna presidenziale fino alla vittoria e perfino durante i 70 giorni prima dell’insediamento nel ruolo istituzionale e politico più potente del mondo, è stato arduo comprendere in maniera chiara e definitiva chi è Donald Trump, cosa veramente egli voglia fare e tanto più che cosa egli effettivamente farà.

Ritiene che questo suo primo discorso ufficiale da comandante in capo ci abbia chiarito un po’ di più le idee?

Dr. Germano Dottori: Contrariamente a quanto spesso si legge, io ho la netta impressione che Trump abbia trasmesso finora un messaggio straordinariamente coerente, che ha trovato conferma nei contenuti del suo discorso inaugurale, dal quale abbiamo avuto soltanto due dati nuovi: il primo, che lui fa sul serio e non è cambiato rispetto alla campagna elettorale. Il secondo: che l’America archivia la stagione secolare del suo “eccezionalismo” per vestire i panni della grande potenza tradizionale, che mette al centro i propri interessi e lo dichiara, riconoscendo anche agli altri il diritto di fare lo stesso. E’ una rivoluzione, che reca con sé la promessa della restituzione di massicce dosi di sovranità ai paesi cui gli Stati Uniti l’avevano in qualche misura ridotta. Non solo: se l’America libera la sua politica estera dai riferimenti ai valori che ha avuto finora, per concentrarsi sugli interessi, tutto diventa negoziabile. Gli Stati Uniti non s’interesseranno più del tipo di ordine politico interno ai loro interlocutori.

Planet360.info: Sono evidenti le lotte intestine che stanno avvelenando i rapporti tra i poteri interni e le stesse istituzioni degli Stati Uniti. C’è uno scontro che sembra perfino mettere a repentaglio la democrazia nel paese che, almeno per quanto finora propagandato, si considera il più democratico del pianeta. Il rapporto tra Servizi di Intelligence ed il Presidente appena eletto sembra basato per lo più sulle minacce e su più o meno palesi ricatti ed ultimatum, tanto che qualcuno non sa più se tali servizi lavorano per e con il governo americano o per “qualcuno” che vuole riprendere il controllo, poiché evidentemente teme che le decisioni del nuovo governo non saranno a loro favore. Il vero dilemma è chi sia questo “qualcuno”: il popolo americano? Sarebbe strano, visto che si è appena espresso. Allora coloro per cui i Servizi si stanno tanto dando da fare è il Partito Democratico o alcuni dei suoi esponenti che non sanno accettare la sconfitta elettorale? Oppure è un gruppo di potere (finanziario ed industriale o ideologico) che è estremamente contrariato dalle intenzioni di Trump di non rifare la guerra alla Russia? … Insomma, a suo parere, che cosa diavolo sta accadendo a Washington?

Dr. Germano Dottori: Lo scopriremo cammin facendo. Per il momento, la mia impressione è che stiamo assistendo ad un duello senza quartiere e senza confini tra un blocco di forze liberal, guidato da George Soros, e quello di coloro che vi resistono. Quest’ultimo ha trovato in Trump il leader che gli mancava. Speriamo che resista, perché coloro che sono con Soros sfruttano a loro vantaggio il disagio di chi non vuole o non può accettare il cambio di paradigma politico che Trump si accinge ad imporre agli Stati Uniti.

Planet360.info: E cosa c’entra veramente la Russia in tutto questo?

È un mero caprio espiatorio per ridare vita alle condizioni per rilanciare la “Guerra Fredda” e perciò giustificare una nuova corsa agli armamenti che consentirebbe agli USA di riprendersi dalla scioccante crisi economica in cui in realtà pesantemente versa?

Oppure è una guerra ideologica che una minoranza di potenti ed infuenti personaggi americani (i cosiddetti “New Con”) vogliono a tutti i costi far pesare sul mondo?

Oppure è fondata su e giustificata da dei veri tentativi della Russia di manipolare e mettere nel caos il suo “vecchio nemico storico”, al fine di sostituirlo e regnare indisturbata sul pianeta?

Dr. Germano Dottori: La Russia è, a mio avviso, il bersaglio di comodo. Soros la detesta, come detesta tutti i centri di potere sovrani che sono in grado di arginare l’espansione del potere finanziario deregolato. Ma non basta a spiegare quanto sta accadendo. In realtà, si fa leva sulla Russia per delegittimare Trump, sapendo che nei confronti della Russia esiste un radicato pregiudizio politico e culturale nel mondo occidentale. Ma qualcosa sta cambiando: più di un terzo degli elettori che hanno votato per il tycoon americano hanno un’opinione favorevole di Putin.

Planet360.info: Almeno in apparenza, sembrerebbe che gli Stati Uniti, o, più realisticamente, i loro poteri forti, stiano facendo di tutto per armare zizzania e così tenere sotto scacco il pianeta. Sul piano ufficiale, gli strali sono stati lanciati quasi tutti contro Putin e la Federazione Russa… Però sorge un dubbio: qual’è il vero obiettivo primario di chi muove le pedine a Washington? Mettere la Russia in condizioni di non nuocere? Oppure il vero “pericolo” da disinnescare ai fini dei famigerati “interessi americani” è l’Europa?

Dr. Germano Dottori: Trump non considera la Russia una minaccia alla sicurezza globale, anche se ne percepisce la potenza nucleare. Teme molto di più Germania e Cina. Alla Merkel ha riservato parole pesanti e quanto alla Repubblica Popolare, Trump non ha nascosto le proprie simpatie per Taiwan. La sua politica tenderà quindi ad isolarli, per meglio esercitare forti pressioni nei loro confronti. In questo contesto, Mosca potrà anche essere un partner. Ma è un fatto nuovo per i tanti che hanno fatto la loro carriera dando la caccia ai sottomarini sovietici o cercando spie russe all’interno dell’America. Costoro ritengono Trump un traditore della patria, un quisling americano o, come altri dicono, un Manchurian President: un uomo degli stranieri. E’ un’accusa tanto falsa quanto insidiosa, che obbligherà Trump a gestire comunque con maggiore prudenza i suoi rapporti con Putin.

Planet360.info: In merito alle sanzioni contro la Russia, tenuto conto del fatto che esse sono volute (e di fatto imposte) principalmente da Washington (e dalle menti che ne tirano i fili) e che ormai buona parte degli stati europei ne sono stanchi e/o dissanguati, alla luce delle le varie e non sempre lineari dichiarazioni di Donald Trump nei mesi scorsi ed ora di questo suo primo discorso ufficiale da Presidente in carica, ritiene che siano maturi i tempi per uno stop o un concreto ridimensionamento dell’embargo?

Dr. Germano Dottori: Le sanzioni saranno rimosse, sicuramente, ma è difficile prevedere i tempi e le modalità con i quali il cambio di politica verso la Russia prenderà forma. Però un paio di cose sono certe: Trump non le abbatterà immediatamente, anche per ragioni d’immagine, e comunque non senza avere qualcosa in cambio. Lui è un negoziatore che difficilmente lascia il tavolo senza contropartite. 

Intervistato da Elena Buldakova, Roma

Dr. Germano Dottori: “La Russia è, a mio avviso, il bersaglio di comodo.” обновлено: gennaio 31, 2017 автором: Elena Buldakova

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