Un italiano al servizio dei cosacchi

Federico d’Errico

Intervista a Federico d’Errico, un “cosacco italiano”

  • d’Errico, si presenti e racconti in breve la sua vita.
  • Sono nato a Bari il 16/08/1949. Ho lavorato come giornalista per alcune testate nazionali, come il Giornale d’Italia, il Roma, Gente, Lo Specchio e Il Borghese.

Sono stato corrispondente di guerra nel Sahara spagnolo ed in Libano durante la guerra civile.

Ho prestato servizio militare come ufficiale del primo reggimento paracadutisti della Folgore. Nel 1979 ho cominciato a lavorare per la Zanussi Elettronica a Pordenone dove in un anno sono diventato Direttore delle Relazioni Esterne. Nel 1984 sono coordinatore dello studio Ambrosetti per l’Italia centro-meridionale. Dal 1989 ho lavorato come consulente in Sud America, poi in Cina, ad Hong Kong, Thailandia, Malesia, Filippine, India e Giappone. Dal 1992 sono amministratore unico della Edico srl, società di licensing. Nel 1994 ho diretto alcuni progetti per conto della Comunità Europea, poi per la Camera di Commercio di Roma in Russia, in Estonia ed in Lettonia. Nel 2001 sono stato tra i principali organizzatori di un Convegno Internazionale delle Comunità Cosacche a Roma. In tale occasione l’Esercito dei cosacchi mi ha nominato membro onorario.

L’anno seguente l’Amministrazione del Presidente mi ha conferito la decorazione “Croce al merito della rinascita dei cosacchi“ di seconda classe.

Nel 2004 sono stato nominato Direttore Generale della società Promex s.c.p.a. ed ho realizzato numerosi progetti nella Russia centrale e Meridionale, tra i quali degno di nota è sicuramente il Business Center di Vladimir: un palazzo per la collaborazione italo-russa, presso il quale attualmente c’è ancora un presidio dei cosacchi. Sono autore di numerose pubblicazioni tecniche, tra le quali: il primo manuale del marketing in lingua lettone e di un libro di racconti su numerose storie e avventure singolari intorno al mondo dal titolo “La Porta”. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Storia e leggenda dei cosacchi” edito da Mursia.

  • Com’è nata l’idea di scrivere il libro “Storia e leggenda dei cosacchi”? 
  • Il libro ha avuto una genesi piuttosto complessa: durante i miei numerosi viaggi nelle regioni della Russia mi sono reso conto che soprattutto durante gli anni 90, molte pubblicazioni erano state realizzate dai cosacchi ed in molti casi hanno ristampato alcune importanti opere storiche del passato. Tuttavia, non era mai stata scritta una storia completa dalle origini fino ai giorni nostri. Come ha scritto il Generale Petr Deinekin nella prefazione del mio libro, ero stato accolto dalle varie comunità cosacche come un fratello e sentivo quindi un forte desiderio di ricambiare i loro sentimenti. Mia nonna paterna era di origini russo-cosacche e fin da piccolo mi aveva trasmesso qualche cosa di profondo che avevo ritrovato nel mio primo viaggio in Russia, unico della mia famiglia ad essere rientrato in quei territori dopo oltre novant’anni. Dice un vecchio detto cosacco: “due cosacchi nella steppa si riconoscono”. Così era successo. Ho raccolto una grandissima mole di libri storici e documentazioni in Russia, in Germania, Francia e Italia, ed appena ho avuto il tempo ho cominciato ad ordinarli. Ma non volevo limitarmi a fare un noioso trattato pieno di genealogie ed osservazioni accademiche. Quello che mi interessava era soprattutto esprimere lo spirito dei cosacchi, la loro mentalità e correggere certe affermazioni prive di fondamento e non pochi pregiudizi sulla storia della Russia e dei cosacchi, negli ultimi secoli indissolubilmente legati.

  • Quando e come e’ nato il termine “Kazachestvo”? 
  • Il termine “Kazachestvo” ha un significato molto ampio e le interpretazioni non sono sempre univoche. L’origine dei cosacchi è identificabile tra il XIV e il XV secolo, anche se la loro presenza, quali comunità organizzate prima come esercito, e poi come popolo vero e proprio, è collocabile soprattutto alla fine del XVI secolo, quando i cosacchi del Don e gli zaporosky irruppero nella storia come una “tempesta”. Molte volte furono travolti dagli eventi, quasi annientati, in una terra dove ogni filo d’erba è stato fecondato dal loro sangue. Ma ogni volta sono risorti come “l’araba fenice” e quando la Russia è stata in pericolo, ha sempre potuto contare sulle loro shashke (n.d.r.: spade ricurve). È il caso del periodo della disintegrazione dell’URSS. Tra il 28 e il 30 giugno 1990, in un grande Raduno a Mosca, è stato ricostituito l’Esercito dei cosacchi che praticamente era stato distrutto nel 1919. I cosacchi erano sopravvissuti, utilizzati anche dal Governo Sovietico nei momenti più difficili della seconda guerra mondiale. Il Presidente Putin, con una dichiarazione che riporta la prefazione del mio libro, ha parlato del ruolo dell’esercito dei cosacchi e della sua funzione nel futuro.
  • Lei è l’unico italiano ad essere diventato un cosacco? Non credo sia facile diventarlo, ci sono delle regole o un codice da seguire per entrare in quello che in russo è il cosiddetto “Kazachestvo”?
  • Non sono l’unico italiano che è stato accettato come cosacco: un mio illustre predecessore, il conte Ranieri di Campello, ha comandato una Unità di Cosacchi durante la seconda guerra mondiale e, a quanto mi risulta, era stato acclamato Atamano. Nell’esercito dei cosacchi, anche attualmente, Esistono le regole, un codice di onore e fedeltà all’esercito dei cosacchi . Naturalmente, per guadagnarsi il loro rispetto bisogna dimostrare di essere esperti nell’usotdelle armi, ma soprattutto essere rispettosi degli anziani, delle donne e della chiesa. In ogni Krug ( Assemblea degli Atamani e dei cosacchi) ogni oratore pronuncia la frase: “al servizio dei cosacchi”. Questo significa che le azioni più meritorie sono quelle nell’interesse e per il successo del popolo cosacco.
  • Lei ha raccontato che è stato diverse volte tra i cosacchi in Russia. Che cosa l’ha colpita di più della loro vita e delle loro tradizioni?
  • Ho viaggiato molte volte nelle regioni della Russia. È difficile dire cosa mi ha colpito di più della loro vita e delle loro tradizioni; tantissime cose ho cercato di esprimerle in tutte le pagine del mio libro.
  • Quali sono le differenze tra le famiglie dei cosacchi e le famiglie russe tradizionali?
  • Non poche sono le differenze tra le famiglie dei cosacchi e quelle dei russi. Ho l’impressione che lo spirito cosacco sia più impermeabile a molte delle degenerazioni del mondo moderno. Alcuni dei “nuovi ricchi” russi sembrano amare di più il denaro che le famiglie e le tradizioni. In un certo senso i cosacchi sembrano mantenere il loro ruolo di guardie delle frontiere, anche culturali, conservando dei principi morali che vengono continuamente messi in discussione dal “politically correct”. Credo che siano lontani nel tempo e nello spazio dai modelli americanizzati che stanno portando indelebili disastri in tutto l’Occidente.
  • In che regione della Russia vivono i Cosacchi e quanti sono adesso?
  • È particolarmente importante chiarire che cosa si intende per un cosacco. Molti oggi sono di discendenza mista, ma non è logico effettuare distinzioni sulla quantità di sangue puro che scorre nelle vene di ogni membro del “Kazachestvo” o si rischierebbe di mettere in discussione perfino l’appartenenza di Atamani come Bogdan Chmelnickij. I cosacchi esistono in tutta la Russia ed alcune comunità sono nate dai loro presidi militari dislocati in tutte le aree critiche. Le più grandi concentrazioni oggi sono nel Kuban, sul Don, sul Terek, sugli Urali, ad Astrachan, in Siberia. Il numero è molto difficile da determinare. Alcune statistiche nell’epoca sovietica ne indicavano uno approssimativo di poco più di 5 milioni. Attualmente è davvero difficile dare un numero con un minimo di attendibilità, considerando le grandi diaspore della Rivoluzione d’Ottobre, della seconda guerra mondiale ed il frazionamento nel periodo della disintegrazione dell’URSS.
  • Dove è possibile acquistare il suo libro per i nostri lettori interessati?
  • Per i lettori interessati al mio libro “Storia e leggenda dei cosacchi”, edito da Mursia, è reperibile in tutta Italia presso le librerie Feltrinelli, oltre che in alcune librerie Mondadori, nella libreria Cicerone a Roma, in piazza Colonna, e naturalmente tramite vendite on-line.

Yulia Bazarova

Un italiano al servizio dei cosacchi обновлено: gennaio 3, 2017 автором: Yulia Bazarova

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