Trump confessa: gli USA sono nei guai

Ciò che Trump ha dichiarato nel suo primo discorso da Presidente degli USA è ben chiaro: gli Stati Uniti d’America sono nei guai. Perciò: “Viva l’egoismo americano!” … Ma questo conviene agli americani?

Lettera aperta al neo Presidente degli Stati Uniti d’America: Le cose che Trump sa e che non può non sapere. Le cose che Trump avrebbe potuto e dovuto dire. Ora contano i fatti.

di Guido De Simone

Beh, ammettiamolo: è la prima volta dall’inizio della crisi del 2008 che un Presidente americano ha l’onestà di dire apertamente che gli Stati Uniti sono nei guai!

Questa sua onestà e altri punti del suo discorso, Mr. Trump, mi inducono a rivolgermi a lei apertamente, con una lettera aperta:

Lettera Aperta

Caro Donald Trump,

Capisco ed apprezzo il suo progetto di rimettere in piedi il suo paese. Come apprezzo molto la sua onestà nel confessare che gli Stati Uniti sono nei guai. Non è poco.

Apprezzo anche il coraggio con cui lei si è schierato dalla parte del suo popolo e contro tutto l’establishment americano, che ha di fatto ridotto il vostro paese nelle attuali condizioni e, glielo ricordo, ha fatto molti danni anche altrove.

Io non sono un capo di stato. Sono un medio imprenditore italiano che ha passato tutta la sua vita a cercare di costruire prodotti e servizi utili; e soprattutto a creare lavoro, prezioso lavoro.

Capita però, che io sia anche un analista politico, perché ho capito che la politica ed i politici vanno capiti e controllati, visto che, se non lo si fa, qualcuno farà un pessimo uso della politica, a nostro danno.

Pertanto, so apprezzare chi, come lei, si prende la responsabilità anche di entrarci, in politica, e prenderla per le corna per scrollare via il marciume che ci si annida.

Ed è proprio perchè apprezzo le sue buone intenzioni che le parlo molto apertamente, anche se sarò costretto ad usare termini un po’ crudi.

Sono certo che lei saprà apprezzarlo, perché non mi sembra il tipo che gradisce chi dice tutto meno che la verità.

Il suo discorso inaugurale

Lei ha esordito rivolgendosi, com’è giusto, alle autorità presenti, poi ai suoi concittadini, ed infine, dopo una signiicativa pausa e con un tono molto più elevato e scandendo le parole, come per sottolinearlo, ha aggiunto: “…e gente di tutto il mondo!…”.

Questo esordio ha richiamato alla mia mente il suo discorso del 9 novembre, subito dopo che era stata proclamata la sua vittoria.

Però, nel seguito, nonostante molto di ciò che lei ha detto sia apprezzabile e condivisibile, Il suo discorso ha denunciato fondamentalmente quattro imprecisioni o difetti:

  1. Per quanto ne so io, il 99% delle aziende che negli Stati Uniti se ne andate all’estero, chiudendo le fabbriche in america e licenziando i lavoratori americani, sono aziende americane.

Perciò, è irrealistico accusare genericamente gli “stranieri” per una scelta fatta da alcuni cittadini americani che evidentemente non hanno avuto molti scrupoli e considerazione verso i propri concittadini.

  1. L’attuale disastrosa situazione americana è una crisi di lungo periodo causata solo da pochi ma voraci soggetti americani.

Visto che lei, a differenza di molti ricchi d’America, i soldi li ha sempre fatti ed usati PRODUCENDO qualcosa di utile e CREANDO LAVORO, proprio lei dovrebbe ripudiare certi comportamenti che sono un insulto a chi, come lei, fa del proprio meglio per COSTRUIRE, non per SFRUTTARE.

Perciò, le ricordo – ma lei lo sa benissimo – che il disastro in cui versa la società americana dal 2008 è stato provocato dalla grettezza, dagli appetiti senza limiti e dal cinismo arrogante del settore finanziario ed assicurativo americano.

Per l’esattezza, ne è stato causa il cinico gioco d’azzardo di banche ed assicurazioni che hanno barato. Infatti, dopo aver fatto eliminare o svuotare di efficacia tutte le regole e le leggi (evidentemente anche ricompensando profumatamente dei politici) che prima riuscivano a contenere e tenere sotto controllo pubblico la loro smisurata fame di profitto e potere, e dopo aver “tacitato” i controllori tecnici (Borsa, Tesoro, Federal Reserve, ecc.), hanno agito liberamente sulla pelle del settore immobiliare. Fatto sta che, come in tutti i giochi d’azzardo, il rischio di un errore era dietro l’angolo e nell’autunno del 2008, in poche settimane hanno portato al collasso l’intero sistema finanziario americano, con ripercussioni planetarie, e letteralmente distrutto la sua classe media e lavoratrice.

Nonché, hanno venduto lo stessa merda (subprimes) a mezzo mondo, con centinaia di milioni di persone, aziende e perfino amministrazioni pubbliche danneggiate, al punto tale che ancora oggi molte nazioni ancora pagano le conseguenze di quelle operazioni senza scrupoli, esplicitamente di marca americana, seppure con la collusione di banche locali.

Pertanto, è fuori luogo accusare fattori o soggetti stranieri per ciò che è palesemente colpa solo di fattori americani.

Soggetti americani che non sono mai stati puniti come si meriterebbero. Al contrario, in nome del principio “too big to fail”, paradossalmente oltre al danno è arrivata pure la beffa: i soldi dei contribuenti americani sono stati utilizzati per salvare proprio coloro che quel disastro avevano provocato, invece di usarli per aiutare chi, americani e non americani, per colpa di tali bastardi, ha perso tutto.

Quindi, caro Donald Trump, sia ben chiaro che tutto il mondo sa che è il sistema finanziario americano che ha prima rubato i soldi, poi ha rubato il lavoro ed infine anche le case della classe media e lavoratrice americana.

Cerchi, piuttosto, di far sapere la VERITÀ anche ai suoi concittadini, invece di rifilare loro la fandonia che “è tutta colpa degli stranieri”.

Una nazione civile e democratica, come lei ha ricordato nel suo apprezzabile discorso, ripudia le bugie e vuole la VERITÀ, di cui non ha paura, neanche quando significa ammettere i propri errori, come sa fare solo chi è veramente degno di rispetto.

  1. Lei propone un’America concentrata a risolvere solo i propri problemi.

È fin troppo palese che l’America necessita un enorme intervento per rimettere in piedi la sua economia ed in particolare la sua società, la cui maggioranza sta pesantemente soffrendo la crisi. Pertanto, lei ha pienamente ragione a mettere tale obiettivo al primo posto, dedicandogli quante più energie.

Allo stesso tempo, però, lasci che le ricordi due cose:

  1. L’establishment americano, che lei ha appena accusato di fare bisboccia mentre le famiglie americane soffrono, è lo stesso che ha pensato di applicare la vecchia strategia “economica” che fa degli Stati Uniti la nazione più guerrafondaia della storia dell’umanità (223 anni in guerra, almeno in qualche angolo del pianeta, su 240 anni di storia della nazione).

È vero che ci sono casi in cui l’intervento ameriicano è stato tanto coraggioso quanto benvenuto, ed i ringraziamenti non basteranno mai. Lo sappiamo bene noi europei. E non lo domenticheremo mai.

Ma c’è anche chi su quegli allori ha costruito un ruolo interventista americano da sfruttare e ingigantire artificialmente anche quando non ce ne sarebbe bisogno perché la pace è possibile, o il conflitto neanche esisteva ed è stato letteralmente provocato.

Parlo della reiterata strategia americana che consiste nell’impegnarsi comunque in una guerra, a costo di “inventarla”, o quanto meno mettere in piedi la minaccia di una “guerra fredda”.

Comunque, i vantaggi conseguiti sono tre: 1) per i nuovi armamenti dell’esercito americano viene impegnato un immenso budget (Tanto, i soldi negli USA si stampano in abbondanza appena servono. Facile, no?).

2) Al contempo si può dare lavoro a centinaia di migliaia di persone disoccupate (e tanto disperate da accettare un lavoro così rischioso) che si vedono obbligate a diventare i nuovi soldati del più grande esercito del mondo (la professione più sviluppata ed in crescita in america).

3) Inoltre, ciò obbliga la maggior parte del mondo a comprare le armi americane o a chiedere la protezione dell’esercito americano (che non è per tutti gratis ed a carico degli americani, come lei fa sembrare che sia, E noi contribuenti europei lo sappiamo bene. Non se lo scordi, Mr. Trump).

Una vera e propria mercificazione della paura umana, provocata ad arte per scopi economici egoistici e di freddo profitto.

Figuriamoci, poi, se sono coinvolti pure il petrolio o altri interessi economici o posizioni strtegiche da sfruttare. In tali casi gli “stimoli” ad “intervenire” senza mezzi termini arrivano a Washington anche dalle rispettive industrie o soggetti interessati.

Ora, Mr Trump, lei intende perpetuare questa politica americana? Oppure intende essere coerente a quanto ha appena detto nel suo discorso inaugurale del memorabile 20 gennaio 2017, pochi giorni fa?

  1. Sembra che tu non tenga in conto anche le tante inequità e ingiustizie che imperversano fuori dei confini americani, spesso ben più gravi di quelle che subisce il popolo americano; ne’ che, prima o poi, direttamente o indirettamente, tali inequità ed ingiustizie all’estero sono una enorme fonte di guai per tutto il resto del mondo, ed anche per gli USA.

L’immigrazione, per esempio, ovunque nel mondo è proprio il risultato di tali inequità ed ingiustizie. Infatti, se non gliel’hanno ancora detto, per la prima volta da quando gli Stati Uniti d’America sono nati, perfino un primo gruppo di americani, alcuni di quelli che non riuscivano più a trovare un lavoro degno della loro preparazione, sta già emigrando verso luoghi che offrono più opportunità. Si legga il Washington Post in merito.

Quindi, a che gioco vogliamo giocare, Mr. Trump? a “diciamoci le bugie, così tiriamo a campare e poi affondiamo tutti”, oppure a “diciamoci la verità, così i problemi li risolviamo tutti insieme e non li subiamo più”?

Sono certo che lei lo sa bene: i guai, se non si gestiscono, prima o poi ti esplodono in mano.

Lo sa bene ora l’Europa che, non potendo ancora contare su di una vera e coerente unità politica, ha fatto troppo poco o nulla per evitare i problemi nel Medio Oriente e in Africa, che così sono esplosi tutti insieme ai confini europei ed ora gli stanno arrivando anche in casa.

La strategia dello struzzo è un stupido suicidio. Gli uomini saggi si sanno prendere la RESPONSABILITÀ di tutti e non abbandonano nessuno… Ma lei questo lo ha appena detto lei il 20 gennaio scorso, no? Ci rifletta.

  1. Nel suo discorso, lei non tiene in conto che le inequità e le ingiustizie nel mondo molto spesso, anche troppo spesso, sono state provocate anche dalle “politiche americane” (definizione che si traduce con “CIA” e vari altri soggetti pubblici e privati che agiscono sotto lo stesso ombrello governativo americano).

Forse è bene ricordarle che le amministrazioni americane che hanno preceduto la sua, Mr. Trump, sull’onda delle pericolose teorie dei “Neoconservatori”, qualche anno fa si sono inventate l’assurdo principio che “la Democrazia di deve esportare ed imporre”, idea tanto vergognosa quanto contraddittoria: la vera democrazia si basa sul CONSENSO! Come diavolo si può concepire che venga imposta??!!!

Fatto sta che, in nome di ciò, il governo degli Stati Uniti d’America si è permesso di bombardare e invadere paesi stranieri (Iraq, Syria) o bombardarli senza tregua (Lybia) per impedire che il governo favorito dall’Europa possa riuscire a riunire il paese, o lasciarli bombardare (Yemen) con le proprie armi ai propri discutibili alleati (Arabia Saudita). Tutto ciò senza veri e plausibili motivi, salvo delle scuse deboli o vere e proprie falsità, nascondendo peraltro che il vero ed il solo motivo era di punire e levare di mezzo i leader locali che non si erano asserviti alle richieste americane, ai famigerati “interessi americani”… Chi sarà la prossima vittima? Le Filippine o il Kirghizistan, i cui governi hanno recentemente detto agli USA di andarsene via dal paese? Hmmm, diciamo che è più probabile che siano le FiIippine, visto che sono utili a controllare sia la Cina… sia il petrolio che è stato individuato sotto il Mar della Cina. Giusto?

Oppure l’Intelligence americana (o chi per essa) ha interferito pesantemente sulla politica interna di altri paesi, fino ad organizzarne un colpo di stato (Ucraina), col fine di danneggiare indirettamente una delle due uniche potenze straniere, la Russia (l’altra, infatti, è la Cina), che possono interferire con il progetto imperialistico dei cosiddetti “Neocon” statunitensi…

Spero le sia chiaro, Presidente Trump, che noi cittadini all’estero, e particolarmente in Europa, a differenza del popolo americano, siamo abbastana istruiti e perciò abbiamo abbastanza strumenti per capire quello che avviene fuori dei nostri confini, anche nei luoghi più lontani. Cioè, siamo informati … e ciò nonostante i tentativi americani, spesso riusciti, di condizionare anche l’informazione in Europa e nel mondo.

Se gli americani sapessero cosa viene fatto all’estero sulla loro pelle e le sporche nefandezze che vengono compiute a loro nome, negli Stati Uniti ci sarebbe stato un vero e proprio linciaggio di quell’Establishment che ora lei, così coraggiosamente, combatte.

E, glielo sottolineo, i cosiddetti “interessi americani”, caro neo-Presidente per lo più, finora, sono stati tutto meno che nell’interesse del popolo americano. Fatto sta che vanno a favore per lo più degli stessi potentati finanziari e/o industriali (armi, petrolio, frutta esotica, cibo, ecc.) che hanno considerevolmente contribuito al deterioramento definitivo all’estero dell’immagine americana, con il loro palese colonialismo, visto che tendono a distruggere o assoggettare ogni concorrenza locale e perfino le istituzioni locali. Non mi sembra molto verosimile che lei non sappia che alcune grandi aziende americane all’estero sono particolarmente note per la loro mancanza di scrupoli, e che così hanno danneggiato anche tutte le altre aziende americane che agiscono lealmente ed in buona fedee le aziende americane oneste sono la maggioranza, glielo sottolineo.

Politiche ed aziende che hanno letteralmente distrutto l’immagine degli USA in molti paesi, tanto che molti americani a cui capiti di viaggiare da quelle parti non riescono a capire perché i cittadini locali li guardino con disprezzo.

E le aggiungo che, sull’onda della stessa deprecabile “moda culturale” che giustifica ogni mezzo pur di vincere, alcune aziende europee stanno facendo lo stesso. Giusto per non farle pensare che noi crediamo d’essere tutti perfetti.

Lo ripeto ancora (… ma sono certo che chi ha pronunziato quelle belle parole, nel suo discorso inaugurale, conosce molto bene questo principio): le nazioni civili e democratiche si sanno prendere la responsabilità dei propri errori e vi pongono rimedio.

Eppure lei un discorso migliore l’aveva appena fatto

Le confesso che, il discorso che lei ha pronunciato il 9 novembre scorso, in occasione della sua vittoria elettorale ha fatto pensare, a me e a moltissimi altri nel mondo, che lei segnasse un punto di svolta definitivo della poliitca degli Stati Uniti d’America, in patria quanto nel mondo.

Se lo ricorda?

«…Allo stesso tempo staremo insieme a tutte le altre nazioni, disposte ad andare d’accordo con noi. Noi avremo ottimi rapporti con le altre potenze. Ci aspettiamo di avere grandi, grandi rapporti.

Nessun sogno è troppo grande, nessuna sfida è troppo grande. Nulla che vogliamo per il nostro futuro è fuori dalla nostra portata…

………………………….

Voglio raccontare alla comunità mondiale che, mentre saranno sempre messi al primo posto gli interessi dell’America, ci occuperemo equamente di tutti, di tutti.

Di tutte le persone e di tutte le altre nazioni. Cercheremo un terreno comune, non di ostilità, ma di associazione, non il conflitto.»

Parole con cui lei ha chiuso il suo discorso, visto che poi ci sono seguiti solo i suoi doverosi ringraziamenti.

Pertanto, lasci che le suggerisca, qui di seguito, quello che, a mio parere, sarebbe stato il discorso inaugurale che tutti nel mondo speravano di sentire da lei, parafrasando le sue stesse parole.

Mi lasci aggiungere che quello che importa sono i fatti, perché, come lei ha opportunamente ricordato, di parole vuote siamo tutti stufi.

Perciò, se lei lo vuole, provi ad immaginare non tanto di rifare il discorso come un LEADER MONDIALE, quanto di comportarsi come tale.

Lo apprezzeremmo tutti, a partire dai suoi concittadini americani, che meriterebbero un Presidente di cui essere fieri e che permetta loro di andare a testa alta in tutto il mondo.

Cordialmente suo, 

Guido De Simone

IL DISCORSO DI UN PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI CHE SA ANCHE UNIRE IL MONDO:

Presidente della Corte Suprema Roberts, Presidente Carter, Presidente Clinton, Presidente Bush, Presidente Obama, concittadini americani, … e gente di tutto il mondo: grazie!

Noi, i cittadini d’America, ora uniti in un grande sforzo nazionale per ricostruire il nostro paese e ripristinare la sua promessa per tutto il nostro popolo.

Insieme, noi determineremo il corso dell’America per gli anni a venire, insieme ai cittadini del mondo perseguiremo il destino del nostro splendido pianeta.

Ci troveremo ad affrontare le sfide. Dovremo affrontare disagi. Ma noi porteremo a termine la nostra opera.

Ogni quattro anni, noi americani ci riuniamo su questi gradini per compiere il trasferimento ordinato e pacifico del potere, e siamo grati al Presidente Obama ed alla First Lady Michelle Obama per il loro gentile aiuto durante questa transizione. Sono stati magnifici.

La cerimonia di oggi, tuttavia, ha un significato molto speciale. Perché oggi non stiamo semplicemente trasferendo il potere da un’amministrazione all’altra, o da un partito all’altro – ma stiamo trasferendo il potere da Washington e lo stiamo restituendo a voi, il popolo americano.

Per troppo tempo, un piccolo gruppo nella capitale della nostra nazione ha raccolto i frutti di governo del paese, mentre il popolo americano ne ha sostenuto il costo, così come molti nel mondo ne sono stati danneggiati.

Washington fioriva – ma la gente non condivideva il suo benessere.

I politici prosperavano – ma i posti di lavoro venivano persi, e le fabbriche chiuse.

Le istituzioni hanno protetto sé stesse, ma non i cittadini del nostro paese

È quello che è accaduto in molte parti del mondo: politici soddisfatti, cittadini disattesi.

Le loro vittorie non sono state le vostre vittorie; loro trionfi non sono stati i vostri trionfi; e mentre loro celebravano nella capitale della nostra nazione, c’era poco da festeggiare per le famiglie che lottano su tutta la nostra Terra.

Tutto ciò cambia – a partire proprio da qui ed in questo momento, perché questo momento è il vostro momento: appartiene a voi.

Appartiene a tutti coloro che sono riuniti qui oggi e a tutti coloro che ci guardano in tutta l’America ed in tutto il mondo.

Questo è il vostro giorno. Questa è la vostra celebrazione.

E questo, gli Stati Uniti d’America, è il vostro paese, americani. Ed un vostro amico, popoli del mondo.

Ciò che veramente conta non è quale partito controlla il …… governo, ma se il …… governo è controllato dal popolo.

20 gennaio 2017, sarà ricordato come il giorno in cui il popolo è di nuovo diventato il governante di questa nazione.

Le donne e gli uomini dimenticati del nostro Paese non saranno più dimenticati.

Sia uno stimolo per tutte le nazioni che sbandierano una falsa democrazia.

Ognuno vi ascolta ora.

Siete venuti a decine di milioni per diventare parte di un movimento storico il cui calibro il mondo non ha mai visto prima.

Al centro di questo movimento c’è una convinzione fondamentale: che una nazione esiste per servire i suoi cittadini.

Gli americani vogliono grandi scuole per i loro figli, quartieri sicuri per le loro famiglie, e buoni posti di lavoro per se stessi. Auguriamo lo stesso a tutti i popoli della Terra.

Queste sono le giuste e ragionevoli esigenze di un popolo giusto ad un giusto sistema pubblico.

Ma per troppi dei nostri cittadini esiste una realtà diversa: madri e bambini intrappolati nella povertà delle nostre città; fabbriche ormai arrugginite sparse come lapidi in tutto il paesaggio della nostra nazione; un sistema educativo, che non costa poco, ma che lascia i nostri studenti giovani e belli privati ​​della conoscenza; e il crimine e le bande e le groghe che hanno rubato troppe vite e derubato il nostro Paese di tanto potenziale irrealizzato.

Questa carneficina americana si ferma qui e si ferma in questo momento.

Siamo una nazione – e il loro dolore è il nostro dolore. I loro sogni sono i nostri sogni; e il loro successo sarà il nostro successo. Condividiamo un solo cuore, una casa comune, e un destino glorioso.

Il giuramento formale che pronuncio oggi è un giuramento di fedeltà a tutti gli americani.

Per molti decenni, non abbiamo arricchito l’industria estera a scapito del adeguatamente supportato l’industria americana e non l’abbiamo incentivata a rimanere in patria, a vantaggio di paesi più convenienti;

Abbiamo sovvenzionato gli eserciti di altri paesi, consentendo nel contempo la triste consunzione del nostro sistema militare;

Abbiamo difeso i confini di altre nazioni, mentre ci rifiutavamo di difendere i nostri;

E speso migliaia di miliardi di dollari all’estero, mentre le infrastrutture degli Stati Uniti sono cadute in rovina e degrado.

Abbiamo fatto altri paesi ricchi, mentre la ricchezza, la forza e la fiducia del nostro paese sono scomparse oltre l’orizzonte.

Una dopo l’altra, le fabbriche hanno chiuso e hanno lasciato le nostre coste, con nemmeno un pensiero per i milioni e milioni di lavoratori americani lasciati alle spalle.

La ricchezza della nostra classe media è stato strappata dalle loro case e poi ridistribuita in tutto il mondo è andata nelle mani di pochi.

Ma questo è il passato. E ora stiamo guardando solo verso il futuro.

Riuniti qui oggi, stiamo proclamando un nuovo decreto affinché venga ascoltato in ogni città, in ogni capitale straniera e in ogni stanza del potere.

Da questo giorno in poi, una nuova visione governerà la nostra patria.

Voglio confermare alla comunità mondiale che da questo giorno in poi, per noi prima ci saranno gli interessi dell’America, com’è giusto che sia, perché è il nostro dovere, ma ci occuperemo equamente di tutti, di tutti.

Ogni decisione sul commercio, sulle tasse, sull’immigrazione, sulla politica estera, sarà presa per beneficiare i lavoratori americani e le famiglie americane o quantomeno per non danneggiarli. Non ce ne voglia nessuno.

Dobbiamo proteggere i nostri confini dalle devastazioni di altri paesi che producono i nostri prodotti, rubano le nostre aziende, e distruggono i nostri posti di lavoro. La loro protezione ci porterà grande prosperità e forza.

Mi batterò per voi con ogni respiro nel mio corpo – e mai e poi mai vi deluderò.

L’America tornerà ad essere vincente, vincente come mai prima.

Ricostruiremo i nostri i posti di lavoro. Ricostruiremo i nostri confini. Ricostruiremo la nostra ricchezza. E ci riprenderemo i nostri sogni.

Costruiremo nuove strade e autostrade, e ponti e aeroporti, e gallerie, e ferrovie in tutta la nostra meravigliosa nazione.

Porteremo la nostra gente fuori dall’inedia e di nuovo al lavoro – ricostruiremo il nostro paese con mani americane e lavoro americano.

Seguiremo due semplici regole: compra americano e assumi americano.

Ci è necessario per ridare il benessere al nostro popolo. Ma chi ci potrà aiutare con un onesto lavoro sarà il benvenuto.

Proporremo amicizia e buona volontà alle nazioni del mondo – ma lo faremo con la consapevolezza che è un diritto di tutte le nazioni mettere al primo posto i propri interessi, per noi come per loro.

Noi non cerchiamo di imporre il nostro modo di vivere a nessuno, ma piuttosto di farlo risplendere come un esempio per tutti da seguire.

Rafforzeremo le vecchie alleanze e ne formeremo di nuove – e uniremo il mondo civilizzato contro il terrorismo radicale islamico, che verrà sradicato completamente dalla faccia della Terra.

A fondamento della nostra politica ci sarà una fedeltà totale agli Stati Uniti d’America, e attraverso la nostra lealtà verso il nostro paese, noi riscopriremo la nostra lealtà reciproca con gli altri.

Quando apri il tuo cuore al patriottismo, non c’è spazio per il pregiudizio.

La Bibbia ci dice: “quanto è buono e quanto è soave che il popolo di Dio viva insieme in unità”. Questo vale per gli americani come per tutti i popoli del pianeta. E qualcuno ricordi che il popolo di Dio è il popolo del mondo, quindi, perché combatterci?

Ma se siamo attaccati, ci difenderemo.

Dobbiamo far parlare apertamente le nostre menti, discutere onestamente i nostri disaccordi, ma perseguire sempre la solidarietà.

Quando l’America è unita, l’America è totalmente inarrestabile. Quando il mondo è unito, il mondo può solo progredire.

Non ci dovrebbe essere alcuna paura – noi siamo protetti e saremo sempre protetti.

Saremo protetti dai grandi uomini e donne del nostro esercito e da chi applica la legge e, cosa più importante, siamo protetti da Dio.

Infine, dobbiamo pensare in grande e sognare ancora più grande.

In America, noi sappiamo che una nazione sopravvive solo fintanto che lotta. Popoli del mondo, lottiamo insieme, non l’uno contro l’altro.

Noi non accettereremo più i politici che sono tutte chiacchiere e niente fatti – che si lamentano costantemente, ma non fanno mai nulla al riguardo.

Il tempo delle parole vuote è finito.

È arrivata l’ora dell’azione.

Non lasciate che nessuno vi dica che non può essere fatto. Nessuna sfida può sconfiggere il cuore, la forza e lo spirito dell’America. Nulla può sconfiggere lo spirito umano, popoli della Terra.

Noi non falliremo. Il nostro paese continuerà a crescere e prosperare di nuovo. Auguriamo lo stesso a tutti i paesi del mondo.

Ci troviamo alla nascita di un nuovo millennio, pronti a svelare i misteri dello spazio, a liberare la Terra dalle miserie delle malattie, e a sfruttare le energie, le industrie e le tecnologie del domani.

Un nuovo orgoglio nazionale ridesterà la nostra anima, ci farà risollevare lo sguardo, e guarirà le nostre divisioni. Sia d’auspicio a quanto sapremo costruire con ogni nazione.

È tempo di ricordare quella vecchia saggezza che i nostri soldati non potranno mai dimenticare: che poco importa se siamo neri o marroni o bianchi, tutti noi sanguiniamo con lo stesso sangue rosso dei patrioti, tutti godiamo della stessa gloriosa libertà, e noi tutti salutiamo la stessa grande Bandiera americana. Tutte le bandiere e le culture del mondo abbiano uguale rispetto.

E se un bambino è nato nell’espansione urbana di Detroit o nelle pianure spazzate dal vento del Nebraska, lungo il Fiume Giallo o nella periferia di Buenos Aires, nelle steppe della Russia o sulle Alture del Golan, tra le sabbie del Sahara o alle pendici del Kilimangiaro, tra i laghi di Camberra o nei barrios di Guadalajara, essi comunque guardano lo stesso cielo notturno, riempiono il loro cuore con gli stessi sogni, e sono infusi con l’alito della vita dallo stesso Onnipotente Creatore.

Quindi, a tutti gli americani, in ogni città vicina e lontana, piccola o grande, di montagna in montagna e da un mare all’altro, sentite queste parole:

Voi non sarete mai più ignorati.

La vostra voce, le vostre speranze, i vostri sogni, definiranno il nostro destino americano. E il vostro coraggio e la bontà ed amore sempre ci guideranno lungo la strada.

Insieme, faremo l’America di nuovo forte.

Faremo l’America di nuovo ricca.

Faremo l’America di nuovo fiera.

Faremo l’America di nuovo sicura.

E, sì, insieme, faremo l’America di nuovo grande. E con l’aiuto di Dio, aiuteremo il mondo ad essere un posto migliore per tutti, stando al fianco di tutti, nel rispetto di tutti.

Grazie, Dio vi benedica, Dio benedica l’America. Dio benedica tutto il creato.

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Troppo poco “Repubblicano” o americano? No, molto più umano.

Trump confessa: gli USA sono nei guai обновлено: gennaio 26, 2017 автором: Guido De Simone

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