Crisi bancaria: prima in Italia, poi in tutta Europa

Gli elettori italiani, che hanno detto “no”, il 4 dicembre, possono innescare una grave crisi bancaria, e non solo per il loro paese, ma per l’intera Europa. Lo ha affermato il noto commentatore economico americano Michael Snyder. 

Gli italiani hanno preso una decisione importante per il loro paese. Tuttavia, ciò ha gravemente influito sui mercati azionari. E questo non è tanto collegato alla riforma costituzionale, ma al fatto che Matteo Renzi si è dimesso.

Le nuove elezioni, a quanto pare, porteranno al potere il partito di Beppe Grillo, “Cinque Stelle”. Ed è noto che questo politico ha più volte dichiarato che avrebbe ritirato l’Italia dall’eurozona. Pertanto, i burocrati dell’Unione Europea sono estremamente costernati. L’euro è precipitato al suo livello più basso contro il dollaro dal dicembre 2015. Ed è una pessima notizia per chi sogna ancora un’Europa unita e cerca di tenere gli Stati membri dell’UE insieme motivandoli con una moneta comune.

Secondo Michael Snyder, a lungo termine per l’economia italiana sarebbe meglio abbandonare l’Euro. Tuttavia, ora il sistema bancario del paese è in una situazione molto grave e ha un disperato bisogno del sostegno dell’Unione europea. Senza questo sostegno, l’ottava più grande economia del pianeta potrebbe essere nel bel mezzo di una crisi finanziaria senza precedenti.

Michael Snyder ritiene inoltre che i cittadini italiani devono essere molto prudenti e capire bene a quali sfide vanno incontro nel prossimo futuro. In realtà, questa crisi, che ha avuto inizio in Italia, può provocare un problema europeo. Non necessariamente ciò accadrà, naturalmente. Tuttavia, è necessario essere preparati.

I voti non erano stati ancora conteggiati fino alla fine, che i mercati azionari hanno registrato calo assolutamente ripido dell’Euro. È sceso a $ 1,0569, di ben l’1,3%, il livello più basso dal dicembre 2015. In passato, dopo un calo simile, l’euro ha recuperato in quasi due anni.

Questo calo al di sotto del livello del marzo 2015 ha mandato a fondo la moneta europea, passando il confine del livello più basso del 2003. Gli operatori di borsa pensano che potrebbe portare giù l’euro fino alla piena parità con il dollaro.

Nei primi mesi del 2014, l’euro veniva scambiato a $ 1,40. Michael Snyder ha avvertito per quasi due anni che era possibile che l’euro poteva scendere fino alla parità col dollaro. Oggi, dice: “ci siamo quasi”.

Ebbene, il problema con titoli di Stato italiani aggraverà ulteriormente la crisi.

Il debito pubblico italiano è uno dei più alti al mondo. È di $ 2.4 miliardi di dollari. Si tratta di circa il 130% del PIL. È una cifra grave? Circa lo stesso è stato il debito pubblico del governo greco prima che questo paese crollasse nel caos. Sappiamo tutti del debito pubblico molto elevato degli Stati Uniti, vale a dire il 104% del PIL di questo paese.

Le spese di bilancio italiane costituiscono oltre il 50% del PIL. Tutti questi dati indicano che il governo è in posizione non molto invidiabile.

E allo stesso tempo, i titoli di Stato italiani sono venduti a prezzi troppo bassi. Alcuni esperti ritengono che questo sia un basso tasso a livelli record. Inoltre, i titoli italiani hanno un rendimento negativo per più di 1 trilione di dollari. Naturalmente, gli investitori non vogliono acquistare tali titoli. Ora, secondo alcuni osservatori economici, dopo il referendum ci possiamo aspettare solo che i titoli italiani crollino.

Per salvare non solo l’Italia ma anche l’Unione europea, la Banca centrale europea dovrebbe iniziare a stampare moneta. Questo metterà i governi degli altri paesi europei in una situazione critica. E l’euro sarà costretto a perdere valore ancora di più, cosa che interesserà i portafogli di tutti i cittadini europei.

Il castello di carte del settore bancario italiano sta scoppiando. Otto banche minacciano di crollare. Essesono gravate da una quantità enorme di crediti inesigibili, per un importo di 360 miliardi di euro, il 20% del PIL italiano.

Secondo le regole dell’Unione Europea, i governi non sono in grado di ricapitalizzare le loro banche. Il governo di Matteo Renzi ha cercato di risolvere il problema. Ha dato garanzie per attrarre investimenti nel settore bancario italiano. Per questo è stato coinvolto il fondo statale Antante. Tuttavia, la situazione non è in salvo. La caduta del valore delle azioni delle banche italiane continua. Il giorno successivo al referendum il calo è stato del 5%. I tentativi di ricapitalizzazione delle banche possono rivelarsi inefficaci.

Dal 1° gennaio 2016 le nuove leggi europee sono entrate in vigore, in base alle quali il governo può dare sussidi alle banche solo se i costi dei debiti di ristrutturazione vengono in primo luogo sostenute da azionisti, investitori e tutti coloro che hanno titoli e obbligazioni bancarie, in altri parole, dai comuni cittadini italiani.

La più antica banca del mondo e una delle più grandi banche italiane, il Monte dei Paschi di Siena, il 7 Dicembre ha cominciato a emettere azioni per un valore di oltre 4 miliardi di euro. Tuttavia, gli investitori privati vogliono davvero investire il loro denaro per salvare le banche in difficoltà? Molto probabilmente, lo Stato dovrà riacquistare tali azioni a spese del proprio bilancio, gravato dai pagamenti al momento della liquidazione delle conseguenze del terremoto catastrofico.

Nel prossimo futuro la situazione politica in Italia potrà solo peggiorare. E l’esistenza di banche in difficoltà dove vi sono grosse turbolenze politiche può continuare a provocare una situazione molto difficile. E può anche essere che le banche rimangano con i crediti inesigibili che gravano sui loro bilanci. Nel complesso si tratta soprattutto di un impatto molto negativo sulla crescita economica del paese.

È anche importante notare che, secondo il Financial Times, la produzione industriale italiana è diminuita del 25% dal 2008, che è stato l’anno della crisi economica globale.

Oggi, i funzionari leader dell’UE e gli esperti cercano di rassicurare i mercati finanziari e il pubblico al fine di non provocare il panico, cosa che può causare danni economici all’Italia e all’Unione europea nel suo complesso. La Commissione europea afferma che l’Europa è abbastanza forte per superare tutte le sfide.

Il capo dell’Eurogruppo, Jeroen Deysselblum, ha detto che il risultato del referendum è stato un processo democratico e non ha cambiato la situazione economica in Italia e la situazione delle banche italiane. Il commissario europeo per gli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, ha detto che è possibile evitare la crisi dell’Euro. Egli ha fermamente respinto l’idea secondo la quale la Commissione europea, a seguito delle sue richieste al governo italiano di attuare le riforme proposte col referendum, avrebbe contribuito al sentimento anti-europeo tra gli italiani. “L’Italia è un paese forte e affidabile”, ha dichiarato il commissario.

Tuttavia, il Financial Times osserva che “durante il referendum, gli italiani hanno avuto la possibilità di dare sfogo al risentimento causato dalla stagnazione economica del paese.”

La situazione economica in Italia, in ogni caso, sarà cruciale durante le nuove elezioni per il Parlamento. E oggi, a quanto si vede, l’opposizione ha un sacco di argomenti economici molto significativi.

 Elena Putalova

Crisi bancaria: prima in Italia, poi in tutta Europa обновлено: gennaio 3, 2017 автором: Elena Putalova

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